John Elkann: nell’editoria la sfida è informare in modo più efficace; mobilità: sarà decennio di salti in avanti, anche delle vetture che volano

VIDEOINTERVISTA

John Elkann, presidente di Stellantis e di Ferrari, conclude la prima stagione dell’Italian Tech Speak, il podcast audio-video gratuito di divulgazione sui temi dell’innovazione: oltre 3 milioni di streaming dai siti di Repubblica e La Stampa, oltre a migliaia di ascolti su Spotify e le altre piattaforme podcast.

John Elkann

Gli studi di ingegneria, le esperienze alle linee di montaggio nei stabilimenti della Gruppo Fiat, le lezioni della bolla di internet degli anni 2000, gli incontri con Jeff Bezos, Elon Musk e gli altri protagonisti della rivoluzione tecnologica di oggi, il segreto di un disruptor eccezionale come Sergio Marchionne, il futuro dei giornali e la sua visione sulla trasformazione digitale in atto nel comparto editoriale… Ci sono diversi spunti autobiografici nel racconto che John Elkann ha messo nella puntata finale dell’Italian Tech Speak.

Nell’intervista Elkann respinge le visioni di chi vede nella tecnologia una minaccia, a patto di essere consapevoli dei suoi limiti: “la tecnologia è legata a come la utilizziamo: sono ottimista perchè penso che nel nostro mondo ci siano molte più persone positive che non negative, e dunque che la tecnologia abbia più potenzialità positiva che non negativa. Ma quello che è molto importante è la consapevolezza: non bisogna cadere nella trappola di immaginare che la tecnologia risolva tutto.”

IL VIDEO SUL SITO DE LA STAMPA

E sul futuro del settore auto dice: “Questo è un decennio che vedrà tantissimi salti in avanti per la nostra industria: da una parte la sfida ambientale e della transizione energetica, dall’altra le applicazioni che il mondo del trasporto può immaginare, tra cui per esempio le automobili che volano, che qualunque film di fantascienza del ‘900 immaginava (sarebbero arrivate) molto molto prima.”

Ecco alcuni estratti dell’intervista.

La tecnologia per Elkann “è una risposta alla curiosità che noi esseri umani abbiamo. La curiosità dell’uomo ha permesso il progresso. Maggiore consapevolezza, maggior voglia di conoscenza hanno permesso di trovare delle nuove applicazioni che abbiamo poi definito tecnologia…”

Nell’intervista, Elkann evidenzia le buone prospettive italiane nel campo dell’imprese tecnologiche emergenti: “Italia ha la fortuna di avere persone di grandissimo talento e di avere un sistema educativo molto avanzato. Se uno mette insieme grandissime capacità e grandissima istruzione, questo è un vantaggio che l’Italia ha rispetto al mondo. I giovani fondatori italiani sono molto bravi, sono molto ambiziosi e hanno tutto quello che ci vuole per riuscire. Il mio unico rammarico è che non ce ne siano di più”.

Tra gli imprenditori tech più famosi del mondo, Elkann cita Jeff Bezos, fondatore di Amazon, e Elon Musk, creatore di Tesla: due persone, dice Elkann, “estremamente curiose, che hanno un’enorme voglia di sapere. Quello che li distingue da altri ma li accomuna è sicuramente la voglia di risolvere problemi molto complicati: lo si vede nella conquista allo spazio che stanno portando avanti, sicuramente una passione che nasce dall’infanzia, ma anche dalla convinzione di quanto sarà importante per tutti noi riuscire a ridurre il costo di accesso allo spazio.”

Curiosità e gusto per la sfida sono anche le caratteristiche che Elkann richiama a proposito di Sergio Marchionne, protagonista del rilancio della Fiat dal 2004 alla sua scomparsa nel 2018: ciò che contraddistingue persone come lui è “una grandissima fame di conoscenza: hanno voglia di capire, e nel voler capire hanno anche voglia di cambiare quello che non capiscono. Non vedono perché non potrebbe essere fatto in modo diverso. Sergio aveva questi due aspetti molto importanti nella sua personalità: un’enorme voglia di sapere, e un’enorme voglia di migliorare. Quando metti insieme queste caratteristiche riesci a fare delle cose straordinarie.”

E ancora sul futuro dell’automobile immaginato da Marchionne nelle sue ultime interviste, Elkann dice: “il mondo che Sergio descriveva esiste già. Oggi in Arizona noi stiamo già vedendo il servizio di mobilità su un’automobile, la Chrysler Pacifica, totalmente autonoma. Se uno guarda l’ultimo prodotto ad alta prestazione di Ferrari, la SF90, è un perfetto esempio di un’automobile che si ispira delle nostre competenze in Formula 1 e nei motori ibridi, con prestazioni pazzesche su strada e nei circuiti. Questo è un decennio che vedrà tantissimi salti in avanti per la nostra industria: da una parte la sfida ambientale e della transizione energetica, dall’altra le applicazioni che il mondo del trasporto può immaginare, tra cui per esempio le automobili che volano, che qualunque film di fantascienza del ‘900 immaginava (sarebbero arrivate) molto molto prima.”

Sollecitato a citare anche gli errori commessi, Elkann ripercorre gli anni del portale CiaoWeb, fonte di esperienza ma anche errore nella valutazione del mercato: “sono molto contento di aver potuto essere parte di quell’esperienza, e di vivere quell’entusiasmo incredibile: sono stato molte volte in America, e particolarmente in Silicon Valley, dove ho visto il suo spirito pionieristico. Ma la crisi di internet che seguì all’attentato alle Torri Gemelle cambiò le assunzioni che avevamo tutti. È stata un’esperienza imprenditoriale straordinaria per quello che volevamo raggiungere all’epoca, ma il mercato a cui noi volevamo rivolgersi non c’era. E’ stato molto importante la consapevolezza di rendersene conto il più rapidamente possibile”.

Alla domanda sull’evoluzione del settore editoriale (“Non molto tempo fa ti sei confrontato con Bezos sul futuro dei giornali: nel 2017 eravate qui a Torino e lui in quell’occasione disse che nel 2025 giornali cartacei sarebbero stati un prodotto esotico quasi un bene di lusso. Tu eri d’accordo, allora, con quella visione? e oggi sei d’accordo?”), Elkann risponde: “il mutamento che sta facendo il mondo dell’ editoria, alla quale partecipiamo anche noi come lui, è proprio quello di cercare di trasformare un bisogno che abbiamo -di essere informati, la nostra sete di conoscenza – nel modo più efficace e migliore. Il mezzo cartaceo, nell’evoluzione di quello che fa un giornale piuttosto che un’organizzazione giornalistica, sarà indubbiamente più limitato perché il numero di persone che vorranno ascoltare leggere guardare tramite i loro smartphone o altri device sarà più ampio di quelli che vorranno ancora la parte cartacea. Detto questo ci saranno ancora lettori di carta: se uno guarda come i libri si sono evoluti, sicuramente il “prodotto libro” si è evoluto e arricchito, è diventato in qualche modo più prezioso, con più alto valore. In che modo queste trasformazioni avvengono è sempre Interessante: basta guardare come le candele sono sparite, perché oggi riusciamo a illuminarci in tanti modi diversi. La candela rimane ancora un mercato, però il tipo di candela che uno vuole è diversa di quella che usavamo 200 anni fa, prima del kerosene”.

Al termine dell’intervista, Elkann non si sottrae al gioco proposto a tutti gli ospiti di Italian Tech Speak che lo hanno preceduto, e ha rivelato il suo sogno tecnologico più estremo: “Il teletrasporto – confessa Elkann – con in più la possibilità di viaggiare nel tempo!”

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Levi (AIE): bene l’ingresso delle librerie di catena in ALI Confcommercio

Levi (AIE): bene l’ingresso delle librerie di catena in ALI Confcommercio

CHI FA CHE COSA per reagire alla crisi sociale da Covid-19

CHI FA CHE COSA per reagire alla crisi sociale da Covid-19

La Rai che si vedrà in autunno. Tutte le novità in palinsesto

La Rai che si vedrà in autunno. Tutte le novità in palinsesto