Televisione, un anno di Covid ha impattato pesantemente sulla programmazione delle reti generaliste: più news by Rai, più film da Mediaset

Un anno particolare, il bisestile 2020, caratterizzato da pandemia, crisi politica, eventi economici e sociali profondamente trasformativi, e quindi il lockdown – prima assoluto e poi a varia intensità a seconda del territorio e del procedere del contagio – che ha avuto un profondo impatto sulla programmazione delle reti generaliste e sulle audience, modificando l’equilibrio dei palinsesti e differenziando ancora di più l’offerta della Rai da quella di Mediaset.

Il nuovo numero dell’Osservatorio dello Studio Frasi ha analizzato tipologie e generi proposti dalle reti generaliste Rai e Mediaset nell’intero 2020, in base alle classificazioni Nielsen utilizzate da Auditel. Il genere privilegiato dal servizio pubblico nel 2020 è stata l’informazione, cioè telegiornali, rubriche, inchieste, attualità, dibattiti, informazioni parlamentari, con 7.300 ore trasmesse; per Mediaset la fiction (film, serie, miniserie, sitcom, soap e telenovelas), con 9.600 tre.

In casa Rai

Considerando l’offerta di Viale Mazzini, la differenza più rilevante riguarda le trasmissioni informative di servizio (come Storie italiane e UnoMattina), di cui la Rai ha trasmesso l’anno scorso in totale 112.108 minuti (1.868 ore, oltre 77 giorni); seguono le rubriche dei tg (1.450 ore più per la Rai), i programmi culturali di scienza e ambiente (63.953 minuti in più).

 

A Cologno

Per Mediaset a fare maggiormente la differenza sono film (2.795 ore in più rispetto alla Rai), telefilm (1.655 ore), cartoni animati (789 ore), soap opera (497 ore), rotocalco leggero (come Verissimo o Live non è la D’Urso) con 453 ore di differenza, poi sitcom (425 ore), telenovelas (317 ore) e reality show (312 ore).
“Il servizio pubblico e il polo privato – commenta Francesco Siliato, responsabile dell’Osservatorio dello Studio Frasi – costituiscono due universi separati sia nelle finalità che nella costruzione della propria identità. Il servizio pubblico dà più spazio all’informazione, alla cultura, alla scienza e all’ambiente, senza trascurare le fiction di produzione nazionale; il polo privato ha più programmi scripted anche per l’intrattenimento narrativo e affabulatorio, senza tuttavia trascurare i programmi d’informazione”.

Da ottobre a metà febbraio

Le tendenze si confermano anche in questa parte della nuova stagione, tra ottobre e il quindici di febbraio. Al vertice della classifica delle ore trasmesse in Rai ci sono i telegiornali (856 ore), le trasmissioni di servizio (758 ore), i telefilm (615 ore), le rubriche dei tg (607 ore), i programmi dedicati a scienza e ambiente (548 ore), seguiti da dibattito informativo e politico (474 ore), attualità (468 ore) e film (414 ore). L’offerta Mediaset è composta prevalentemente da film (1.475 ore), telefilm (1.327 ore), tg (751 ore) e rotocalco leggero (425 ore). Differenze di programmazione che, conclude Siliato, “tendono a generare due diverse tipologie di pubblico, quasi fossimo davanti a due tribù culturalmente conformate e confermate dall’offerta stessa”.

 

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