Martella verso la conferma come sottosegretario con delega all’Editoria

Si scioglierà nel week end il rebus dei sottosegretari del governo Draghi. Il consiglio dei ministri per la loro nomina ed il giuramento potrebbe svolgersi nella giornata di lunedí, secondo le ultime indicazioni. Ma anche i più prudenti non spostano le previsioni oltre martedí mattina. Se in generale le fibrillazioni per la messa a punto delle caselle del “sottogoverno” non hanno ancora trovato una generale composizione tra i partiti, per quanto riguarda l’Editoria sono forti le indicazioni di una riconferma del sottosegretario uscente, Andrea Martella del Pd.

Circa la formazione della squadra dei sottosegretari, anche se l’opzione più gradita dal presidente del Consiglio sarebbe quella della continuità, questa deve ancora far quadrare i conti con i fermenti interni ai singoli partiti, M5S in testa, con gli equilibri numerici tra coalizione del centrodestra e intergruppo (Pd, M5S, Leu) di centrosinistra. Oltre che tener conto degli spazi necessari per i piccoli partiti entrati ultimamente nell’agone politico-parlamentare. In casa Pd infine pesa anche la questione di genere, con l’impegno del segretario Zingaretti a procedere alla nomina di sole donne per quanto riguarda i sottosegretari, per compensare la presenza totalmente maschile tra i ministri democratici.

Come ogni buona regola anche questa promette comunque le dovute eccezioni. Cosí sulle 7 caselle assegnate teoricamente in quota Pd, si va verso una formazione con 5 esponenti donne e 2 assegnate a uomini, nel segno della riconferma di posizioni particolarmente strategiche. Stiamo parlando del viceministro all’Economia, Antonio Misiani e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, Andrea Martella. Due posizioni particolarmente importanti per il Pd (alle quali qualcuno aggiunge anche il nome di Matteo Mauri agli Interni, anche se questo farebbe spostare ulteriormente gli equilibri a sfavore delle esponenti donne). E se per quanto riguarda il Mef la posizione di sottosegretario fa da naturale interfaccia ad un ministro “tecnico”, con un ruolo anche di garante, per quanto riguarda l’Editoria costituisce un presidio politico molto forte da mantenere in casa dem. Una conferma, quella di Martella, ben sostenuta anche dal settore, in particolare degli editori, che temono fortemente gli inevitabili ritardi e farraginosità nelle necessarie strategie e provvedimenti per far fronte alla drammatica crisi del comparto, che un cambio di guardia comporterebbe.

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