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Italiani disposti a pagare per vedere gli spettacoli sulla smart tv. Luiss/Piepoli: tempi maturi per ITsART, la “Netflix della cultura”

Gli italiani sarebbero interessati all’accesso a un nuovo “palcoscenico virtuale”, pagando un biglietto per vivere comodamente “a distanza” sulla smart tv la musica, il teatro, il cinema, la danza e ogni forma d’arte, live e on demand: secondo quanto emerge da una ricerca sui nuovi modelli di fruizione culturali durante il 2020 condotta nell’ambito del Master in Comunicazione e Marketing politico e istituzionale della Luiss in collaborazione con l’Istituto Piepoli, i tempi potrebbero essere dunque ormai maturi per la diffusione di “ITsART”, la piattaforma digitale su modello Netflix promossa dal Ministero della Cultura con Cassa Depositi e Prestiti e attesa presto online.

I numeri della ricerca (dal sito della Luiss)

Come riporta Ansa, secondo la ricerca, effettuata su un campione rappresentativo della popolazione italiana dai 18 anni in su (con un totale di 500 persone intervistate), la nuova società ITsArt, partecipata al 51% da Cassa Depositi e Prestiti e al 49% da CHILI che gestirà la piattaforma digitale della cultura, potrebbe davvero conquistare gli italiani. I dati infatti sono incoraggianti: il 49% del pubblico interpellato si è detto favorevole ad una piattaforma OTT (over the top) dedicata interamente alla cultura, il 23% ha risposto con un “probabilmente sì” mentre solo il 5% degli intervistati ha dichiarato di non avere alcun interesse nel progetto.

Dal punto di vista dell’età, l’attenzione alla piattaforma si è rivelata alta nella fascia più giovane, tra i 18 e i 34 anni (70%), e ancora di più tra gli over 55 anni (76%), mentre sulla modalità di acquisto dei biglietti per l’eventuale accesso ai contenuti il 62% dice di preferire la modalità del singolo biglietto scegliendo di volta in volta l’evento da seguire, il 28% invece un abbonamento. Per quanto riguarda il device scelto per la fruizione della piattaforma, il 46% della popolazione considerata afferma di preferire la smart tv, il 24% il pc, il 20% entrambi. Solo il 10% del pubblico intervistato dice di non guardare eventi digitali.