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Domani si alza il sipario di Sanremo. Franceschini: Viva il Festival! Giusto che si faccia e senza pubblico, le regole valgono per tutti.

“Evviva il Festival di Sanremo”. Intervistato a Radio Non Stop News su Rtl 102.5, il ministro della cultura  applaude alla kermesse nazionale che partirà domani dalla città dei fiori. E dopo le polemiche per il suo no alla presenza del pubblico in sala all’Ariston, chiarisce: “È giusto fare Sanremo, anche in questa situazione di pandemia, corretta senz’altro la scelta di farlo. Bisogna adattarsi, trovare sempre un equilibrio  per consentire alla gente di andare avanti. E’ un momento di leggerezza, una cosa positiva”.

Come ricorda Ansa, il pubblico in sala però no, ribadisce, “non  si poteva consentire perché non si poteva fare eccezione per il teatro Ariston, le regole se  ci sono devono essere uguali per tutti”. Ma il ministro vedrà Sanremo? “In questi giorni capita con il governo che ci si riunisca anche di sera, se sarà possibile certo”, risponde Franceschini. Che alla fine smentisce i rumors di una sua presenza proprio all’Ariston : “Io sul palco? Nooo, non ho ricevuto inviti”.

Dario Franceschini (Foto ANSA)

Ristori anche con le riaperture dal 27 marzo – I lavoratori dello spettacolo devono stare tranquilli, la possibilità di riaprire dal 27 marzo non pregiudica i ristori”, ha anche aggiunto il ministro. “Anche quest’anno – sottolinea -Erogheremo il fondo unico per lo spettacolo indipendentemente dalle alzate di sipario  e continueremo a dare i ristori e a sostenere il settore anche con le aperture limitate”.

Il mondo del cinema e del teatro, ha continuato Franceschini a Radio Rtl “hanno chiesto a lungo di riaprire. Ma cinema e teatri sono realtà diverse tra loro, con esigenze diverse, anche rispetto alla riapertura. Per il cinema per esempio c’è da considerare una questione di prodotto. per questo nel dpcm che probabilmente firmeremo già oggi l’ipotesi è quella di consentire e non certo obbligare la riapertura a partire da quella data”. Naturalmente in zona bianca o gialla, aggiunge, e compatibilmente con l’andamento dell’emergenza, “Non abbiamo la bacchetta magica”.  Quanto agli orari, precisa, “è chiaro che saranno limitati, così come i posti. Se c’è il coprifuoco, va rispettato. Poi via via ci adegueremo. Sarà comunque simbolico, un po’ come fu con le librerie in pieno lockdown, che abbiamo voluto tenere aperte”.  Lo stesso per i musei, sottolinea il ministro, “apriranno anche nei weekend ma solo su prenotazione per impedire assembramenti”.

È vero che purtroppo la cultura è chiusa e, dice, “che anche io ho chiesto che l’Italia fosse la prima a riaprire, ma bisogna sempre valutare il contesto. Al momento in tutta l’Europa è così con la sola eccezione della Spagna”. Quindi sul tema dei lavoratori del settore: “Cultura e turismo sono tra i settori che hanno pagato di più e che riprenderanno con più lentezza. In questi lunghi mesi però abbiamo stanziato 2 miliardi di fondi, introdotto misure che non esistevano come la cassa integrazione, fondi di sostegno per gli stagionali e i precari. Continueremo a farlo, sosterremo il settore fino a quando ci sarà l’emergenza, anche con riaperture limitate”.