ADCI, nel club della creatività sempre più giovani e donne

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Nelle previsioni, l’importante era ‘esserci’, non lasciare un vuoto di punti di riferimento per gli associati. È andata anche meglio. È questo il bilancio dell’anno pandemico, presentato (in streaming) dall’Art Directors Club Italiano.

Lo fa con la voce del presidente Vicky Gitto. E soprattutto con i numeri. Se i soci sono cresciuti del 13% (oggi sono 423), i dati più interessanti sono quelli che riguardano il +53,4% di presenza dei giovani (ossia 89 creativi) e il +7,2% delle donne: laddove l’occupazione femminile negli ultimi mesi ha subito ovunque durissimi contraccolpi, nell’ADCI sono oggi iscritte 148 pubblicitarie.

Con le difficoltà inevitabili di un anno più che complicato, l’associazione ha rimodulato i propri interventi. Se da una parte il Festival di Cannes non si è potuto svolgere (e di conseguenza i Giovani Leoni dei talenti italiani non hanno potuto ruggire sulla Croisette), dall’altra attività come il ‘Grande Venerdì di Enzo‘, l’evento che consente ad aspiranti creativi di proporre i propri lavori ai più importanti direttori creativi italiani, è stato virato sul web, trasformandolo così nella più grande portfolio digital-review, con oltre 150 giovani collegati in remoto da sette città e 75 direttori creativi ad ascoltarli e consigliarli.

Gli ADCI Award, presentati in streaming, hanno avuto in totale 817 iscritti, poco meno di quelli del 2018, ma in alcuni casi hanno migliorato la partecipazione. La categoria Studenti 100 iscritti, come l’anno scorso. Ma quella Equal, che in questa quarta edizione ha allargato il concetto di inclusività (dalla razza all’età, dalla religione all’orientamento sessuale), è addirittura cresciuta (47 partecipanti, contro i 34 del 2019), supportata anche dal manifesto in 5 principi ‘Cast The Inclusion‘, pensato per promuovere una maggiore consapevolezza nella scelta degli interpreti che compongono i cast delle produzioni creative, non solo pubblicitarie).

Attività online, talk sui social, webinar legati ai temi del momento (per esempio, la Pharma Communication) hanno punteggiato questi mesi dell’ADCI. Per 4 venerdì (sul canale 511 di Sky) si assisterà anche ad ‘AdBiz‘, dove l’advertising incontra il business. E nel 2021, assicura Gitto, l’impegno proseguirà. Con un’attenzione particolare sempre rivolta ai giovani, fatta di iniziative loro dedicate e collaborazioni con diverse scuole di  comunicazione: Ied, Naba, Poli.design e anche l’Istituto Marangoni.

Dice Gitto: “Fondamentale per noi è stato acquisire la consapevolezza che siamo un punto di riferimento importante, soprattutto per i giovani, e tanto più in questo momento di grandi difficoltà. D’altra parte, lo stesso discorso vale per le aziende: i brand sono un punto di riferimento per le persone nella loro quotidianità. Chi in questi mesi ha avuto paura di comunicare in modo sbagliato e non ha corso il rischio di farlo poi è stato invece penalizzato. L’importante è appunto esserci: ricostruire il Dna di un prodotto dopo aver lasciato il vuoto in questo anno sarà estremamente difficile”.