Meghan-Harry, la bufera continua: si dimette anche il capo dell’associazione editori inglesi

L’onda d’urto dell’intervista esplosiva dei duchi di Sussex alla Cbs americana, con le denunce di Meghan dei pensieri suicidi avuti a corte e le accuse di Harry contro il razzismo della stampa britannica (con ricadute anche sulla Famiglia Reale), continua a investire il mondo dei media nel Regno, oltre che i Windsor.

Dopo le dimissioni obbligate da Itv e dal talk show Good Morning Britain del controverso quanto popolare anchorman Piers Morgan – che aveva detto di non credere “a una sola parola” della duchessa innescando un acceso scontro in diretta tv con il collega di padre nero Alex Beresford  e la co-conduttrice Susan Reid -, nelle ultime ore è caduta pure la testa di Ian Murray, direttore generale della Society of Editors: l’organizzazione di categoria degli editori di giornali d’Oltremanica.

Harry e Meghan Markle (Foto Ansa – EPA/FACUNDO ARRIZABALAGA)

Come riporta Ansa, Murray aveva definito “inaccettabili”, in una nota ufficiale della società, la parole di Harry contro il notorio sensazionalismo dei tabloid britannici, definiti dal secondogenito di Carlo e Diana – anche per i toni usati verso Meghan, che ha origini materne afroamericane – “intolleranti e razzisti”.

Ian Murray (Foto profilo Twitter)

Reazione criticata da più parti come una difesa d’ufficio indistinta e a prescindere, e che ha costretto alla fine il manager alle dimissioni. Lascio – ha detto Murray – affinché la Society of Editors “possa ricostruire la sua reputazione”.  “Anche se non sono d’accordo con chi dice che quella nota mirasse a difendere il razzismo, riconosco che avrei dovuto essere molto più chiaro nella condanna dell’intolleranza” di certi media, ha ammesso.

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