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Italiani popolo di cuochi online. Boom di visite ai siti food, GialloZafferano nella TOP TEN MONDIALE

Osservando la penetrazione della categoria “Food” sulla Total Digital Population in Italia, i dati Comscore mostrano un incremento pari a 9 punti percentuali nel corso degli ultimi due anni, in cui si è passati da una reach del 64% al 73% di gennaio 2021; valore superiore a quelli registrati nei Paesi digitalmente più evoluti come USA e UK (rispettivamente al 66% e 65%) o più simili a noi dal punto di vista sociodemografico come Spagna e Francia (rispettivamente al 55% e 42%).

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Dopo il boost di marzo 2020 in coincidenza con il primo lockdown, la categoria dei siti di Food ha mantenuto gli alti livelli di reach con il picco di dicembre 2020, mese in cui quasi 8 italiani su 10 online hanno visitato un sito di ricette. Insieme alle audience è aumentato anche il tempo speso con un’impennata a 26 minuti per visitatore nello scorso mese di aprile.

Nell’analisi delle singole properties spiccano le performance di GialloZafferano che raggiunge 24,1 milioni di visitatori a gennaio 2021 pari al 59% della popolazione italiana online e su cui si concentra quasi la metà (48%) del tempo speso nella categoria Food e Lifestyle. [2]

Valori di penetrazione decisamente superiori a quelli delle properties leader nei rispettivi mercati domestici – CafeMedia Food in US con il 39% e BBCGoodFood in UK con il 34% – e che consentono a GialloZafferano di entrare nella TOP TEN mondiale dei siti di Food per numero di visitatori le cui prime posizioni sono occupate da siti di Paesi anglofoni.

Fabrizio Angelini (foto Comscore) [3]

Fabrizio Angelini (foto Comscore)

“La fruizione dei contenuti della categoria Food è tra quelle che sta crescendo di più a livello internazionale e la pandemia non ha fatto altro che accelerare trend strutturali già in atto” commenta Fabrizio Angelini, CEO di Sensemakers – Comscore Italia. “Il fatto che su in aree di eccellenza del nostro Paese come la qualità della vita e l’alimentazione stiano emergendo realtà digitali con dimensioni e prospettive di internazionalizzazione in grado di esportare il made in Italy nel mondo ci sembra un dato assolutamente positivo”.