Calcio e diritti umani. Norvegia unica nazione a mettere in discussione la partecipazione a Qatar 2022

Nelle scorse settimane sono emersi alcuni dati pubblicati dal The Guardian riguardanti i lavori per la costruzione di stadi e infrastrutture in Qatar, in vista dei Mondiali del 2022. Numeri drammatici per quanto riguarda le vittime fra gli operai che hanno preso parte ai lavori. Al momento  – riporta Tuttomercatoweb – sarebbero oltre 6.500 i lavoratori immigrati morti nei cantieri realizzati per ospitare il prossimo anno la più importante competizione calcistica al mondo. Gli operai deceduti vengono soprattutto da India, Nepal e Bangladesh, ma anche da Pakistan, Sri Lanka, dalle Filippine e dal Kenya e lavoravano in condizioni disumane cercando di rispettare le scadenze della road map.

Tutto è cominciato col Tromsø. A fine febbraio è diventato il primo club al mondo a chiedere alla federazione d’appartenenza norvegese di boicottare i Campionati del Mondo in Qatar. La squadra ha attaccato duramente l’emirato dopo la pubblicazione di un’inchiesta sui lavoratori immigrati morti nei cantieri degli stadi, e sulle loro pessime condizioni lavorative e di vita. Il Tromsø ha dichiarato: “È inaccettabile che i Campionati del Mondo si giochino in un Paese dove viene praticata la corruzione, dove i lavoratori vivono in maniera indegna e tanti di loro hanno perso la vita“.

Dopo il Tromsø – ricorda sport.periodicodaily.com –  anche Rosenborg, Valerenga e Brann hanno chiesto ufficialmente alla Federazione di Oslo di prendere una posizione netta in questo senso. “Siamo d’accordo con le preoccupazioni che sono state evidenziate dai nostri club. La Federazione ha sempre espresso una forte opposizione alla Coppa del Mondo FIFA 2022 in Qatar“. Dichiara il presidente Terje Svendsen . Tuttavia per quanto riguarda i diritti umani per la Federazione conta solamente la presenza della Norvegia. “La scelta di boicottare o meno la Coppa del Mondo sarà fatta dopo un’elaborazione approfondita del caso e su una base solida e documentabile, perciò tutto è rimandato all’autunno 2021“

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