Volkswagen vuole diventare il primo gruppo automotive al mondo per reputazione

Più che una esibizione muscolare è stato come mettere sul tavolo le truppe della prossima battaglia. Annunciando che si è sicuri di vincerla. I tedeschi del terzo millennio sono così, certi dei risultati, ma senza boria. O almeno lo sono quelli di Wolfsburg, terra madre di Volkswagen, che in una conferenza stampa mondiale in streaming live hanno annunciato obiettivi raggiunti, fatturati, profitti e soprattutto piani per ridiventare a tutti gli effetti, primo quello reputazionale, il più grande gruppo automotive del mondo.

Voltata definitivamente pagina dal Dieselgate, Vw è sicura che diverrà, entro il 2025 il più grande costruttore e distributore di auto Bev, ovvero elettriche pure, tornando in forze anche sul mercato Usa: entro il 2021 la produzione salirà a un milione di vetture l’anno, con la presentazione altri due modelli entro quest’anno – la Id 4 a trazione integrale e il coupè id 5 – mentre è partito il piano di produzione di batterie di nuova generazione, con la nascita di sei “Gigafactory” della capacità di 40GWh in grado di sviluppare, insieme, la potenza di 240GWh. Primo stabilimento in Svezia, in collaborazione con Northvolt, di cui Vw possiede il 20%. Attivo dall’anno prossimo. Forte anche l’impegno sui sistemi di ricarica: Vw ha avviato partnership in Europa per l’installazione per 18 mila centraline di ricarica rapida. In Italia il partner è Enel X. I punti di ricarica saranno allestiti soprattutto sulla rete autostradale.

Herbert Diess, Ceo del Volkswagen Group

Nel 2020 il gruppo Vw ha raggiunto i 230 miliardi di ricavi con un utile operative a 10,6 miliardi. Cifre in contrazione rispetto al 2019, ma comunque molto positive considerando l’impatto del Covid sul settore, ha sottolineato il CFO del Gruppo Arno Antlitz. Gli investimenti per lo “switch” elettrico sono ammontati nel 2020 a 2,7 miliardi. Dai primi del 2021 il titolo Vw in borsa si è apprezzato del 37%. Il numero uno del brand Volkswagen Ralf Bandstatter ha anche annunciato che la produzione di vetture a motore termico, benzina e diesel, non smetterà anche dopo il 2030 sebbene la rifocalizzazione sull’elettrico sia irreversibile e totale.

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