TOP 15 GIORNALISTI più attivi sui social in febbraio. Dopo Scanzi e Tosa, terzo Travaglio. Le dimissioni di Conte il tema più commentato

Febbraio ha solo 28 giorni contro i 31 di gennaio: tre giorni in meno per pubblicare contenuti e per commentarli o condividerli. Comprensibile quindi che la Top 15 dei giornalisti più attivi sui social, realizzata da Sensemakers per Primaonline sulla base delle rilevazioni di Shareablee, contenga dei valori inferiori a quelli di gennaio (salvo alcune eccezioni), anche se non sono mancate le notizie che hanno attirato l’attenzione dei commentatori, dall’incarico di formare un nuovo governo affidato a Mario Draghi, al giuramento del nuovo esecutivo. Nella classifica di questo mese, come si vede nella prima tabella, manca la colonna sulle video views, in quanto sono in corso verifiche tecniche sulla misurazione di questi dati, verifiche che riguardano oltre ai giornalisti anche gli influencer e i video creator.

Invariate le prime due posizioni in classifica: in testa, con 8,8 milioni di interazioni, 400mila in meno rispetto a gennaio, c’è sempre Andrea Scanzi, firma del Fatto Quotidiano e conduttore di ‘Accordi&Disaccordi’ su Nove, seguito da Lorenzo Tosa con 2,6 milioni, 700mila in meno. Il direttore di nextQuotidiano ha pubblicato nel corso del mese un solo video, che ha suscitato però molte reazioni. Mostra la standing ovation che i dipendenti di Palazzo Chigi hanno tributato a Giuseppe Conte nel giorno del suo addio, il 13 febbraio; “Quando ti salutano in questo modo, tutti in piedi, significa che, al di fuori di ogni idea politica, umanamente hai lasciato dietro di te qualcosa di grande”, ha commentato Tosa.

Le novità iniziano dalla terza posizione, conquistata da Marco Travaglio con 1,6 milioni di interazioni, 200mila in più di gennaio, quando era sesto. Evidentemente la crisi di governo e le dimissioni di Conte hanno giovato al direttore del Fatto Quotidiano, la testata più filogovernativa durante l’esperienza del secondo governo Conte. Travaglio ha assunto una posizione molto critica nei confronto del nuovo esecutivo: “È il governo dei peggiori presieduto dal migliore”, ha detto a Otto e Mezzo, sollecitato da Lilli Gruber a esprimere un giudizio sui nuovi sottosegretari nominati da Draghi. E questo evidentemente è piaciuto ai suoi fan sui social.

Quarto è il reporter di Fanpage Saverio Tommasi: dopo l’exploit di gennaio, quando era passato dall’undicesimo al quinto posto, ora sale un altro gradino, anche se totalizza un po’ meno interazioni: 1,4 milioni contro 1,5 del mese precedente. Nelle ultime settimane Tommasi si è impegnato molto a sostenere sui social i progetti di Sheep Italia, l’organizzazione benefica da lui lanciata nel 2019. Ha segnalato più volte, in particolare, la distribuzione ai senzatetto delle coperte assemblate dai volontari dell’associazione, cucendo assieme vari pezzi di lana colorati; un’iniziativa che ha riscosso un notevole interesse tra i suoi follower.

Scendono di due posizioni Enrico Mentana e Nicola Porro. Il direttore del Tg La 7 è quinto con un milione di interazioni in meno rispetto a gennaio (1,3 milioni contro 2,3 milioni), nonostante le lunghe maratone televisive sulla 7, che non vengono però riprese sui social (Mentana non pubblica video nelle sue pagine su Facebook & co.). Porro è sesto con 1,2 milioni, 700mila interazioni in meno del mese precedente.

Fabrizio Biasin, capo degli spettacoli e dello sport del quotidiano Libero e assiduo frequentatore dei talk show televisivi, sale dal nono al settimo posto. È il primo della pattuglia di giornalisti sportivi sempre presenti nella nostra Top 15. Gli altri sono Gianluca Di Marzio (nono) e Alfredo Pedullà (undicesimo).

Ottava è Selvaggia Lucarelli, che guadagna due posizioni. La giornalista del Fatto e di TPI è sempre al centro di molte polemiche e questo ovviamente giova alla sua popolarità sui social. In febbraio, per esempio, hanno fatto molto discutere le sue dichiarazioni a proposito degli insulti che il professor Giovanni Gozzini ha rivolto durante una trasmissione radiofonica a Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia. “Non esprimerò solidarietà a Giorgia Meloni”, ha detto Lucarelli, “perché la solidarietà è un concetto profondo, un’idea, un abbraccio di fratellanza e complicità che non posso concedere a chi ha fatto dell’intolleranza e della divisione il suo credo politico”.

Al decimo posto si piazza Roberto Saviano, molto meno ‘chiacchierato’ in gennaio rispetto al mese precedente: 596mila interazioni contro 1,3 milioni. Tra i suoi interventi più commentati, quelli sulla morte di Raffaele Cututo, il capo della Nuova camorra organizzata. Saviano si è guadagnato anche la sua prima imitazione da parte di Maurizio Crozza, il 19 febbraio. E a fine mese sono state rilasciate le prime immagini e i primi video ufficiali sulle riprese della stagione finale di ‘Gomorra’, la serie basata sul primo romanzo di Saviano, prodotta da Cattleya per Sky.

Negli ultimi cinque posti, oltre al già citato Pedullà, ci sono Fabio Salamida, collaboratore di diversi giornali online, da The Vision a Gli Stati Generali, dall’Huffington Post a TPI; Gabriele Parpiglia, firma del settimanale Chi oltre che autore e conduttore televisivo; Emilio Mola, giornalista e comunicatore politico brindisino; infine, Salvo Sottile, già conduttore di ‘Mi manda RaiTre’.

BestPerformingPost_Giornalisti_FEB2021

Senza storia la classifica dei Best performing post, quelli cioè che hanno racconto più like, commenti e condivisioni (vedi la seconda tabella): sono tutti e dieci di Scanzi, come in dicembre e gennaio. Il più ‘performante’ è un post sulle dimissioni di Giuseppe Conte, pubblicato il 13 febbraio su Facebook, che ha raccolto più di 500mila interazioni. Anche il secondo post (292mila interazioni) è dedicato a Conte: un commento al suo discorso di commiato. “Ne vedremo delle belle” conclude Scanzi.

cazzola@primaonline.it

NOTA METODOLOGICA_Classifica_Giornalisti
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