Mondadori patisce effetto Covid: utile netto 2020 a 4,5 mln, ricavi -15,9%. Mauri ottimista: acquisizioni in Libri, siamo molto determinati

L’esercizio 2020 si è chiuso con risultati “significativamente superiori alle prime indicazioni e aspettative e di assoluto rilievo considerando le limitazioni imposte dalla situazione emergenziale”: così una nota del gruppo Mondadori commenta il bilancio dell’anno della pandemia di Covid-19, l’ultimo della lunga gestione di Ernesto Mauri, l’amministratore delegato del gruppo che in aprile lascerà l’incarico ad Antonio Porro, al suo fianco durante la presentazione “in segno di buon aspicio e di continuità”, ha detto Mauri.

Ernesto Mauri

Proprio Porro, rispondendo alle domande degli analisti finanziari, e ricordando la sua precedente esperienza nel settore Merger & acquisitions, ha confermato che la capacità d’investimento quantificata in 200-250 milioni si concentrerà dal 2021 soprattutto nel settore dei libri, ormai l’area di business largamente prevalente per Mondadori e che contribuisce per il 92% alla redditività del gruppo. “Consideriamo le acquisizioni come una leva di crescita. È un cammino che prosegue in continuità come visione e oggi abbiamo la solidità necessaria per farlo. Siamo interessati ad acquisizioni in Italia, nel trade e di qualità anche nella scolastica. Guardiamo anche ad eventuali opportunità all’estero, in particolare nei mercati di lingua inglese. Ma un altro ambito di sviluppo è senz’altro il digitale, sia nei social media sia nella tecnologia in evoluzione”, ha precisato.

Antonio Porro, Amministratore delegato di Mondadori Libri

Sempre per quanto riguarda il futuro, è stato Mauri a rispondere agli analisti sull’importanza che per la Mondadori continuerà ad avere l’area dei Media. “La nostra attività nei Media, già ridotta e che può ulteriormente essere resa efficiente, rimane un assett”, ha detto l’amministratore delegato, sottolineando come brand tradizionali molto forti sulla carta oggi siano affiancati da un’attività digitale ad alta redditività: “Al di là di quelle che saranno le valutazioni dell’azionista, il Media non è un problema, è un’opportunità che nelle condizioni che ho descritto può essere gestita senza rischi”.
Il bilancio 2020 approvato oggi dal Cda presieduto da Marina Berlusconi vede i ricavi consolidati a 744 milioni di euro, con una contrazione del 15,9% rispetto agli 884,9 milioni di euro del 2019, mentre la previsione era di un calo dei ricavi del 16-18%. Al netto della variazione di perimetro dell’area Media, determinata dalle cessioni a fine 2019 di cinque testate (a Stile Italia Edizioni di Maurizio Belpietro), il decremento dei ricavi è del 14% circa, in buona parte riconducibile agli effetti del Covid-19, spiega una nota.
L’Ebitda adjusted è di 98,1 milioni di euro, in calo di 12,3 milioni di euro rispetto al 2019 (110,4 milioni di euro). Questo risultato, ha sottolineato Mauri, è dovuto sia alla “severa disciplina gestionale su tutte le linee di costo” messa in atto dal gruppo per fronteggiare le conseguenze del Covid-19, che ha consentito di ridurre i costi operativi e di struttura di 48 milioni di euro circa; sia ai contributi (11 milioni) riconosciuti a ristoro delle mostre sospese, annullate o rinviate a causa della pandemia. Si tratta di contenimento di costi temporanei per il 2020, ma anche di costi strutturali che “avranno benefici effetti a partire dal 2021”.
A limitare per Mondadori le ripercussioni della pandemia è stata innanzitutto la grande capacità di recupero mostrata dal mercato del libro che in seguito alla graduale riapertura delle librerie, dopo il primo lockdown, ha evidenziato una costante ripresa culminata in una crescita nel quarto trimestre del 17% circa (rispetto allo stesso periodo del 2019); con riferimento all’intero anno, l’incremento del mercato è del 3,3%. Un contributo importante al dinamismo del mercato del libro è venuto dallo sviluppo del canale e-commerce, cresciuto nel 2020 a doppia cifra, e dall’aumentata penetrazione dei libri in formato digitale (e-book e audiolibri), la cui incidenza sui ricavi totali del settore sale al 7,4%.
Tra gli altri dati di rilievo, l’adeguamento del valore della partecipazione residua in Reworld Media ha prodotto una plusvalenza di 0,6 milioni di euro. Il risultato delle società collegate (consolidate a equity) è negativo per 7,3 milioni di euro, ma in miglioramento rispetto al 2019 anche grazie al dimezzamento della partecipazione nella società che edita Il Giornale (SEE), anche se in larga parte compensato dall’ulteriore deterioramento del risultato delle altre partecipazioni dell’area Media (Attica Publications, SEEC) e di Mediamond, frutto della dinamica congiunturale.
ll risultato netto del gruppo, dopo la quota di pertinenza di terzi, è positivo per 4,5 milioni di euro rispetto ai 28,2 milioni del 2019 (che includeva il risultato negativo di 2,6 milioni di euro derivante dalle attività dismesse relative a Mondadori France).
In netto miglioramento la posizione finanziaria netta: -14,8 milioni di euro contro i -55,4 milioni di euro di fine 2019, per effetto dell’importante generazione di cassa registrata nel 2020.
In quanto al ritorno alla distribuzione del dividendo, è l’obiettivo del 2021 dopo quello 2020, che le condizioni finanziarie rendevano possibile, ha precisato il cfo Alessandro Franzosi, è stato destinato dal Cda a riserva straordinaria.

 

Approvati dal CDA i risultati al 31 dicembre 2020_compressed
Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Intervista a Giacomo Lasorella, il presidente di Agcom spiega la ratio e il senso del riassetto organizzativo varato ieri dal Consiglio dell’Autorità

Intervista a Giacomo Lasorella, il presidente di Agcom spiega la ratio e il senso del riassetto organizzativo varato ieri dal Consiglio dell’Autorità

G20 della Cultura a Roma, Franceschini: Cultura mezzo formidabile di dialogo tra popoli

G20 della Cultura a Roma, Franceschini: Cultura mezzo formidabile di dialogo tra popoli

Levi rieletto presidente Aie: La lettura è un’emergenza nazionale. Bene le vendite online ma il mercato sia equo e aperto

Levi rieletto presidente Aie: La lettura è un’emergenza nazionale. Bene le vendite online ma il mercato sia equo e aperto