Dario Adamo, social manager di Giuseppe Conte: “A Mario Draghi consiglierei…”

L’ultimo post lo ha pubblicato ieri, per la Festa del papà, dedicato a babbo Nicola. Nel giro di un’ora, oltre 100mila like. Adesso però sui social l’attività di Giuseppe Conte è ridotta: poche uscite, solo in momenti simbolici .

Mentre Beppe Grillo ridisegna le linee guida della comunicazione dei Cinquestelle, Dario Adamo ci parla dell’impegno social di Giuseppe Conte. A fianco dell’avvocato dal primo giorno in cui si è affacciato alla politica fino ai 4 milioni e 710mila follower di oggi su Facebook, il social manager ragiona sulla comunicazione dell’ex presidente del Consiglio (e un po’ su quella dell’attuale premier).
“Quando Conte è stato incaricato, ho creato la sua pagina e allestito tutti i canali social”, dice Adamo, arrivato a Palazzo Chigi dopo aver lavorato nello staff dei Cinquestelle e aver seguito sul fronte digital la campagna 2018: “Sei mesi in pulmino con Di Maio tutti i giorni: dietro il 32% di quelle elezioni c’è anche il mio lavoro, il mio sudore”.

Dario Adamo

Il primo consiglio che ha dato a Conte presidente del Consiglio?
«Veniva da una totale inesperienza politica, anche nella comunicazione. Il mio primo consiglio è stato: esserci. Perché i social danno la possibilità di parlare direttamente con le persone. Lui si è subito affezionato allo strumento, ne ha colto le opportunità. Non a caso si era presentato come l'”avvocato degli italiani”».
Le ha messo qualche paletto nella strategia comunicativa?
«No. Ha voluto che la gente venisse informata su ciò che il presidente del Consiglio faceva nel suo quotidiano. Visite di Stato, riunioni, missioni… andava sempre comunicato. Mi diceva: “Non è possibile che io stia qua tutto il giorno a lavorare e le persone non sappiano di che cosa mi occupo”».
Sulla comunicazione “privata” come vi siete gestiti?
«Conte tiene a un certo riserbo, abbiamo pubblicato pochissime foto del privato: una con i cagnolini, mai con la compagna, un paio con il figlio… Foto comunque già note. Certo, dal punto di vista dei social quello sarebbe l’aspetto più interessante».
Lei avrebbe fatto qualcosa in più?
«Sì, ma senza esagerare, anche perché Conte ha una determinata immagine ed eccedere nel privato non sarebbe coerente. In questo, si differenzia da molti politici».
In ogni caso la strategia sembra aver funzionato dal punto di vista del gradimento.
«Nei sondaggi, è tuttora primo o secondo. Nessuno come lui è riuscito a mantenere un gradimento così alto per due anni e mezzo».
Lei lavorava con Rocco Casalino?
«Eravamo tre collaboratori diretti: io, Rocco capo ufficio stampa che si occupava di tv, e Mariachiara Ricciuti vice capo ufficio stampa. Un lavoro di squadra».
E adesso?
«Inizia un nuovo percorso e bisogna vedere come si strutturerà se Conte sarà leader del Movimento. Intanto continuo a seguirlo, come libero cittadino».
Quando Conte era presidente del Consiglio, i post chi li scriveva?
«I testi hanno sempre avuto una sua revisione finale. Ne pubblicavamo in media uno al giorno. Adesso invece stiamo in silenzio anche una settimana».
Quali sono i social migliori per un politico?
«Twitter comunica agli addetti ai lavori, è molto utile per dare notizie flash. Noi fra le varie piattaforme abbiamo prediletto Facebook, anche perché ha 30 milioni di clienti attivi. Ma abbiamo utilizzato molto pure Instagram».
A Conte piace pubblicare proprie foto?
«È fotogenico… Adesso ci sono meno occasioni, si esce di meno e lui non ama mettere foto fatte in casa. Però ci abbiamo ragionato e forse in futuro si vedrà un Conte in ambiente privato».

Dario Adamo con Giuseppe Conte

Con il cambio di governo è cambiata anche la strategia di comunicazione. Da tecnico, lei come interpreta il lungo silenzio di Mario Draghi?
«Secondo me, non comunicare completamente è un po’ uno sbaglio, crea un brutto rumore di fondo. Soprattutto in una fase in cui c’è confusione su alcuni temi – penso ai vaccini, AstraZeneca… –  la voce del presidente del Consiglio è importante per tranquillizzare i cittadini. Rimodulare la comunicazione è una scelta legittima , ma l’assenza totale è un po’ un errore. E poi ci sono tanti modi per comunicare. Non è necessario che Draghi apra suoi canali: potrebbe usare in maniera strategica quelli della presidenza del Consiglio, come fa il Quirinale».
Esistono anche altre modalità: ieri c’è stata una conferenza stampa, l’altro giorno un intervento pubblico a Bergamo in memoria delle vittime del Covid…
«Siamo nel 2021, tutti utilizzano costantemente i social, che permettono di aggiornarsi e restare informati. Non utilizzarli significa essere assenti agli occhi dei cittadini. E ricordiamoci che se non parla il presidente del Consiglio, lo fanno tutti gli altri, creando una gran confusione».
Il ministro Renato Brunetta ha invece dichiarato che i social sono uno strumento essenziale per migliorare il nostro rapporto con la pubblica amministrazione.
«I ministri sono i rappresentanti dei cittadini nelle istituzioni e il cittadino ha diritto di sapere che cosa fanno. Poi, certo che ci sono i giornali, i notiziari. Ma è necessaria anche una connessione diretta con i social».
Qual è l’errore che i politici commettono più spesso usando i social?
«La gaffe è sempre dietro l’angolo. Chi fa il mio lavoro deve prestare un’attenzione assoluta al momento della comunicazione, ricontrollare ogni dettaglio. Quanto ai politici, l’errore è un po’ sempre la fretta: credono che una certa comunicazione possa essere efficace, mentre magari rischia di essere un grande boomerang. Meglio una riflessione in più, e anche il confronto con chi di comunicazione si occupa».
La peggior gaffe di Conte?
«Pubblicammo la foto di lui a New York che mangiava l’hamburger. E ci fu chi polemizzò: ma come, non promuove un prodotto italiano? In realtà però non era una gaffe, piuttosto una scelta».

L’hashtag #AvantiConConte, quando Renzi ha ritirato le sue ministre, chi l’ha lanciato?
«L’ho suggerito io, tutti gli altri membri della maggioranza l’hanno usato ed è stato in cima alle tendenze di Twitter per due giorni: non succede mai, al massimo ci si resta un paio d’ore. C’è stato un coordinamento con le forze di governo che ha funzionato, come per la campagna di sensibilizzazione contro il Covid  #IoIndossoLaMascherina, che ho lanciato ed è stato ripreso dalle altre forze politiche al governo».
Un altro momento di cui è orgoglioso?
«Il post di uscita da Palazzo Chigi in cui Conte ha fatto il bilancio di questi due anni, salutando e ringraziando anche per le critiche, accompagnato dalla foto di lui che saluta. Ha fatto un milione e 300mila like e ha raggiunto 15 milioni di persone: quel giorno è stato il post con più interazioni a livello mondiale».
A questo punto immagino continueremo a vederla a fianco di Giuseppe Conte.
«Vedremo, intanto lui sta preparando il progetto per i Cinquestelle».
Sarà votato su Rousseau?
«Non so ancora. So che con Rousseau ci sono delle delicate interlocuzioni in atto. Però la democrazia digitale resta fondante del movimento, che mi auspico anche in futuro continuerà a usare strumenti di democrazia diretta e partecipata».

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Il nuovo numero di ‘Prima’ è in edicola e disponibile in edizione digitale

Il nuovo numero di ‘Prima’ è in edicola e disponibile in edizione digitale

Mercato pubblicitario in forte ripresa a giugno, +34,6%; nei primi 6 mesi +25,7%. Nielsen: Crescita robusta e ormai consolidata

Mercato pubblicitario in forte ripresa a giugno, +34,6%; nei primi 6 mesi +25,7%. Nielsen: Crescita robusta e ormai consolidata

TOP EDITORI iscritti ad Audiweb per ‘Total digital audience’. A maggio il podio è ancora per Rcs, Gedi, Mediaset

TOP EDITORI iscritti ad Audiweb per ‘Total digital audience’. A maggio il podio è ancora per Rcs, Gedi, Mediaset