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Calcio e diritti tv. Cala l’appeal dei diritti esteri del nostro calcio. La Serie A resterà molto lontana da Premier e Liga

Siamo sul podio virtuale, ma ben distanti dai primi. La Premier League incassa circa 1,7 miliardi dalla cessione internazionale dei diritti tv, e si tratta del campionato di calcio continentale  che fa meglio all’estero. Il torneo inglese ha superato la Liga spagnola, che prima era leader (ai tempi di massimo spolvero di Barcellona e Real Madrid) e ora si attesta comunque alla non risibile cifra di 1,5 miliardi di raccolta, fortissima in Asia, ma anche in America latina.

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La nostra Serie A, che nel precedente accordo triennale aveva spuntato 371milioni di euro (320 al netto di costi tecnici, scommesse e Coppa Italia) raccolti fuori dai propri confini, ben distante dai campionati top, va verso una ulteriore riduzione di questi ricavi. E non è una consolazione che col prossimo accordo dovrebbe comunque far meglio della tedesca Bundesliga (280 milioni) e della francese Ligue 1 (solo 80 milioni di resa dall’estero e in forte crisi anche sul proprio bacino domestico).

Domani, martedì 23 marzo, l’assemblea della Lega Calcio convocata per il pomeriggio per decidere sull’assegnazione dei diritti domestici – e dovendo quindi provare a stabilire se affidare al ticket formato da Dazn e Tim (partner tecnologico e commerciale dell’azienda di streaming sportivo) o a Sky i diritti delle partite – dovrà pure discutere sulle proposte pervenute per i diritti esteri. L’amministratore delegato, Luigi De Siervo, intervistato da Associated Press, ha già messo sull’avviso i presidenti. Nei prossimi tre anni questa voce dei ricavi è destinata a calare sensibilmente, piuttosto che tendere a colmare almeno parzialmente il gap con gli altri due principali tornei continentali. De Siervo ha spiegato che alla base della flessione dei proventi c’è la rinuncia della qatariota beIN – che valeva circa il 50% dei cespiti potenziali – a partecipare alla gara per acquisirli. I rapporti col principale cliente e i suoi vari satelliti si sono guastati dopo che l’Italia si è avvicinata all’Arabia Saudita, decidendo di giocare in quel Paese tre finali di Supercoppa. Altro ‘vulnus’, la pirateria sul bacino dell’emittente qatariota non repressa a sufficienza dell’araba beoutQ.

De Siervo nell’intervista ripresa dal sito specializzato Calcio & Finanza, ha sottolineato inoltre le difficoltà contingenti, derivate dall’esplosione della pandemia. Ma non c’è dubbio che appaia strano, che a pochi mesi dall’inizio del prossimo campionato 2021-2022, la Lega non abbia deciso nulla e già consegnato virtualmente il prodotto, dopo averlo promosso ad ogni latitudine, a tutti i potenziali attori diretti e indiretti della commercializzazione fuori dai nostri confini.