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Antitrust: sì a concorrenza reti in aree non a fallimento mercato

Una politica pubblica “volta a preservare gli incentivi alla realizzazione di reti di telecomunicazione in concorrenza nelle aree non a fallimento di mercato”: è l’esigenza rilevata dall’Antitrust nella segnalazione al Governo con le proposte per la legge sulla concorrenza. L’Autorità indica anche la necessità di “previsione di strumenti di supporto pubblico all’infrastrutturazione delle reti di telecomunicazione nelle aree a parziale fallimento di mercato , che mettano a gara i progetti di realizzazione delle reti con l’obiettivo di minimizzare le risorse pubbliche impiegate e selezionare le migliori condizioni tecnico/economiche per gli operatori”.

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Roberto Rustichelli (foto sito Agcm)

Le reti digitali costituiscono “l’infrastruttura portante dell’economia contemporanea” e il loro sviluppo è una priorità Next Generation Eu, premette l’Authority. Di qui l’esigenza di una politica pubblica orientata alla realizzazione di una “concorrenza infrastrutturale più estesa possibile e la necessità di rimuovere le barriere amministrative e le inefficienze burocratiche che, soprattutto a livello locale, ostacolano la posa delle nuove reti in fibra, anche attraverso l’adozione di poteri sostitutivi secondo il principio di sussidiarietà”.

Creare un sistema di voucher per la banda ultralarga che sia di “semplice adozione” e premi gli investimenti per le reti più performanti. E’ l’Antitrust, nelle proposte per la legge sulla concorrenza a indicare che “i piani di incentivazione della domanda” individuati dal piano voucher per la connettività in banda ultralarga di famiglie con Isee fino a 50mila euro e imprese, messo in consultazione in data 31 luglio 2020, dovrebbero prevedere il beneficio “per le sole reti in grado di raggiungere una velocità di almeno 100 Mbps e privilegiando il sostegno alla domanda per le connessioni con tecnologia Gigabit”.