Aree interne dell’Abruzzo senza giornali. Sindacato giornalisti chiede sostegni a Regione

Sostegno alla distribuzione della stampa periodica, oppure ristoro agli edicolanti con forme alternative di approvvigionamento. Sono due delle misure proposte dal Sindacato Giornalisti Abruzzesi per risolvere il problema del diritto all’informazione, negato in vaste zone dell’Abruzzo interno, dove da mesi giornali e periodici non vengono più distribuiti. Sull’ “Informazione diritto quotidiano” il sindacato, in rete con l’Associazione nazionale Comuni italiani, l’Unione province italiane e le organizzazioni degli edicolanti Sinagi e Fenagi, ha richiesto un incontro al presidente della Giunta, Marco Marsilio, regionale e al presidente del Consiglio regionale d’Abruzzo, Lorenzo Sospiri.

Edicola chiusa (Foto Primaonline.it)

Il problema, esploso nella prima fase della pandemia in Val Fino, nel Teramano, una delle zone maggiormente colpite nella primavera dello scorso anno, è noto da tempo. Le denunce dei sindaci del Chietino, soprattutto di quelli dell’area Sangro-Aventino, ai vertici dell’Anci e al sottosegretario di Stato con delega all’editoria raccontano una storia comune alle aree marginali e svantaggiate.Da anni a Taranta Peligna (Ch) è l’amministrazione comunale che si fa carico della distribuzione di quotidiani e periodici.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Lorusso (Fnsi) ospite in tv con il Cdr della Gazzetta del Mezzogiorno: Accelerare i tempi della procedura fallimentare per riportarla in edicola

Lorusso (Fnsi) ospite in tv con il Cdr della Gazzetta del Mezzogiorno: Accelerare i tempi della procedura fallimentare per riportarla in edicola

Xiaomi supera tutti, Samsung non è più primo marchio di smartphone in Europa

Xiaomi supera tutti, Samsung non è più primo marchio di smartphone in Europa

Federica Pellegrini entra nel Cio: La mia esperienza in favore degli atleti. Futuro al Coni? Un passo alla volta

Federica Pellegrini entra nel Cio: La mia esperienza in favore degli atleti. Futuro al Coni? Un passo alla volta