Ibarra a Repubblica: “Rimango in sella, Sky non è solo la Serie A, ma siamo pronti a trattare con Dazn/TIM”

Non lascia Sky, l’ad Maximo Ibarra, nonostante siano tornate le voci che lo danno diretto ad una grande azienda tecnologica. “Sono rumors privi di ogni fondamento” ha dichiarato il manager parlando con Repubblica. La riorganizzazione, i licenziamenti di cui si parla? Nella lunga intervista rilasciata a Francesco Manacorda, sull’argomento Ibarra spiega: “E’ un tema che affronterò in maniera costruttiva con i sindacati, a partire da un incontro fissato il 9 aprile. Ogni azienda ha l’esigenza di stare al passo con la tecnologia e la concorrenza e deve trasformarsi di conseguenza”. Ibarra sottolinea inoltre: “Competiamo con soggetti che hanno economie di scala assai più grandi delle nostre e sono sottoposti a norme e tassazioni assai meno stringenti di quelle che toccano noi”.

Maximo Ibarra

Sky si ritrova senza Serie A dopo 18 anni, e con il 40% degli abbonati che ha scelto la piattaforma proprio per il calcio. Secondo Ibarra non si tratta per forza di una perdita esiziale. “Resteremo la casa dello sport in tv, anche se non dovessimo avere i diritti per trasmettere la Serie A. E in generale Sky, con i suoi programmi e le sue produzioni, è molto più della Serie A, con un’offerta per tutte le età e tutta la famiglia».

Non è affatto scartata la possibilità di fare ricorso sull’esito dei vari processi di assegnazione. Ibarra avvisa: “Se l’accordo TIM/Dazn escludesse la trasmissione su tutte le piattaforme e device allora sarebbe un tema da affrontare molto attentamente. Ovviamente sarà fatto quando la gara sarà chiusa”. Sky si dichiara disponibile, quindi, ad acquisire i contenuti da chi li ha vinti. “Ci aspettiamo che vengano utilizzati gli stessi criteri che abbiamo adottato quando abbiamo avuto sette partite in esclusiva. Del resto TIM Vision ha sulla sua piattaforma la nostra Now”.

Sono questi alcuni dei passaggi chiave di un articolo che analizza le problematiche emergenti dopo che Sky ha perso la gara per i diritti tv della Serie A, non aggiudicandosi – alla fine della prima fase – neanche quelli per la co-emissione di tre partite. L’ipotesi che l’azienda abbia perso di proposito la gara? Non plausibile. Secondo il manager le cose sono andate in un’altra maniera. “Abbiamo fissato un limite di prezzo oltre il quale non conveniva andare. La nostra offerta alla Lega prevedeva che accanto a essa le stesse squadre di Serie A costruissero il canale della Lega: in questo modo si sarebbe arrivati a eguagliare o addirittura a superare l’offerta che hanno accettato. Invece la Lega non ha voluto esplorare questa strada». Ibarra spiega come Sky pensa di uscire dalla situazione critica che si è venuta a creare. «Se ne esce utilizzando i 750 milioni che non abbiamo speso per i diritti della Serie A per altri scopi: acquisto di altri diritti, non solo nel calcio, produzione di nuovi contenuti anche grazie alla piattaforma paneuropea di Sky Studios. E poi con quattro nuovi canali di entertainment con il nostro marchio. E ancora, sfruttando la prevalenza tecnologica: la nostra piattaforma Sky Q non offre una semplice aggregazione di contenuti, ma permette a chi la usa di avere nella sua pagina principale un unico palinsesto che contiene tutto ciò che gli interessa: dai canali della stessa Sky, a operatori Over the top come Amazon Prime e Netflix, a Spotify. Proprio oggi – conclude il manager – annunceremo anche un accordo con Disney+, che sarà anch’esso su Sky Q».

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