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Fact Checking. Da Google finanziamento di 25 milioni di euro a Fondo Europeo. Consigli e strumenti di Big G per riconoscere le bufale

In occasione della Giornata Internazionale del Fact Checking, Google ha pubblicato un blogpost [1] con cinque consigli e strumenti utili per supportare le persone nel riconoscere le fake news. 
Inoltre Google ha annunciato il proprio supporto, attraverso un finanziamento di 25 milioni di euro, al Fondo Europeo per i media e l’informazione. Il Fondo europeo per i media e l’informazione finanzia ricercatori, fact-checker, organizzazioni no profit e altre realtà che lavorano in prima linea per combattere la disinformazione e supportano lo sviluppo di competenze in materia di media literacy ed educazione ai media.

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Cinque consigli per la Giornata Internazionale del Fact Checking

La pandemia da COVID-19. Le elezioni in molti Paesi del mondo. Gli ultimi 12 mesi sono stati davvero impegnativi per i fact-checker – ovvero chi si accerta che un fatto sia realmente avvenuto e verifica le notizie e informazioni che circolano su quel fatto. Nell’ultimo anno, infatti, sono stati pubblicati oltre 50 mila fact check sulla Ricerca Google, che sono stati visualizzati in totale circa 2,4 miliardi di volte.

Secondo un numero crescente di analisi, i fact check possono aiutare a contrastare le notizie false. In un nuovo rapporto pubblicato con il suppo della Google News Initiative, i ricercatori Ethan Porter, Thomas Wood e Yamil Velez sostengono che le correzioni apportate sotto forma di fact check eliminano gli effetti della disinformazione riguardo ai vaccini contro il COVID-19.

Il fact checking non riguarda solo una cerchia ristretta di professionisti. Ogni giorno, le persone cercano prove con cui confermare o confutare informazioni di cui hanno una conoscenza solo parziale. Nell’ultimo anno, le ricerche su Google del tipo “è vero che…” sono state più frequenti di ricerche del tipo “come fare il pane”, e non è poco se pensiamo all’interesse particolare che si era sviluppato l’anno scorso per il lievito.

Google è impegnata per supportare tutti gli utenti che cercano online informazioni affidabili, anche grazie alla collaborazione con altre organizzazioni per rafforzare l’attività di fact checking.

Tenendo a mente questo obiettivo, abbiamo realizzato insieme ad Altroconsumo e Fondazione Mondo Digitale un Decalogo della buona informazione. E oggi, in occasione dell’International Fact Checking Day, proponiamo di seguito cinque semplici consigli per aiutare le persone a porsi le domande giuste quando cercano online e per riconoscere più facilmente i casi di disinformazione.

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Fate una ricerca sulla fonte

Vi è mai capitato di imbattervi in una storia sorprendente su un sito di cui non avete mai sentito parlare? Innanzitutto, controllate se la fonte – cioè il sito stesso – ha effettuato le dovute verifiche.

Potete controllare come il sito si presenta nella sezione “Chi siamo” o “About”, ma potreste anche cercare ulteriori informazioni altrove per verifica. Oppure potete cercare il punto di vista di altre persone o organizzazioni su quella fonte, chiedendo a Google di non mostrare i risultati provenienti da quel sito: la ricerca potrebbe avere, per esempio nel caso di YouTube, questo aspetto: “chi è youtube? -youtube.com”. Volete affinare ancora di più la ricerca? Scoprite come sulla nostra pagina di supporto.

Verificate che un’immagine sia affidabile

Come si dice sempre, un’immagine vale più di mille parole. Ma un’immagine può essere anche utilizzata fuori contesto, o potrebbe essere stata modificata con l’intento di distorcere gli avvenimenti. È possibile effettuare una ricerca sulle immagini facendo clic con il pulsante destro su una foto e selezionando “Cerca questa immagine su Google”. È possibile farlo anche da un dispositivo mobile toccando l’immagine e tenendola premuta. In questo modo si potrà verificare per esempio se l’immagine sia già apparsa online prima, e in quale contesto, e sarà possibile capire se ci sia stata qualche modifica per alterarne il significato originale.

Fai un controllo incrociato

Perché limitarsi a una sola fonte quando ce ne sono molte a disposizione? Controllate se (e come) diverse testate giornalistiche hanno parlato dello stesso evento, così da potervi farvi un’idea più completa. Passate alla modalità “Notizie” della Ricerca Google, oppure cercate un argomento su news.google.com. Assicuratevi di fare clic su “Copertura completa” quando l’opzione è disponibile.

Consultate i fact-checker

I fact-checker potrebbero già aver preso in esame la strana storia che un vostro parente o amico ha inviato nella chat di gruppo – oppure una storia simile che vi può aiutare a capire cosa sia successo veramente. Provate a cercare l’argomento sul Fact Check Explorer, che raccoglie più di 100mila notizie verificate da editori autorevoli di tutto il mondo.

Usate Google Maps, Earth o Street View per verificare un luogo

Le false storie su fatti avvenuti molto lontano da noi possono diffondersi facilmente proprio a causa della nostra scarsa consocenza di quei luoghi. Se la storia che state leggendo contiene immagini su un posto, provate a cercarlo su Google Earth oppure con Street View su Google Maps.

Supponiamo che un amico vi mandi una storia su una strana creatura rossa che si starebbe arrampicando sulla Torre Eiffel a Parigi. Cercando la Torre Eiffel su Street View potrete quanto meno verificare che la torre non abbia sulla cima un grande cappello rosso da cowboy (a differenza della torre di Paris, in Texas). Se quella parte della notizia è così poco attendibile, è probabile che anche il resto della storia lo sia.

Oltre ad aiutare le persone a riconoscere casi di disinformazione online, il nostro impegno ha l’obiettivo di sostenere l’ecosistema dei fact-checker. Proprio qualche giorno fa, abbiamo finanziato con 3 milioni di dollari il lavoro dei giornalisti impegnati nel fact-checking relativo al processo di immunizazione al COVID-19, in particolare con progetti che si rivolgono a persone normalmente non esposte alle pratiche di fact-checking. Inoltre, Google.org ha finanziato la nonprofit Full Fact attraverso un grant e il sostegno da parte di sette ingegneri, per aumentare il numero di verifiche sulle segnalazioni ricevute.

Per altri consigli, vi ricordiamo il Decalogo della buona informazione, oltre alle risorse messe a disposizione dall’International Fact-Checking Network sul sito factcheckingday.com. E per i giornalisti, sul GNI Training Center sono disponibili ulteriori risorse.