Tokyo 2020, il Cio butta acqua sul fuoco: I giochi olimpici non sono a rischio, si lavora a un’eccellente riuscita della manifestazione

Lo svolgimento delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Tokyo 2020 in programma quest’estate non è a rischio. È quanto apprende l’AGI da fonti del Comitato Olimpico Internazionale che ribadisce che sta lavorando per una eccellente riuscita della manifestazione. Grande fiducia per il reale svolgimento dei Giochi nella terra del Sol Levante arriva anche dal Foro Italico dove la spedizione azzurra ad oggi vanta già 218 atleti qualificati con prospettiva di superare quota 300.

Come riposta Agi, al momento diverse cose legate ai Giochi sono già certe. Turisti stranieri non potranno entrare in Giappone nel periodo olimpico e soprattutto non saranno ammessi sugli spalti. Saranno in atto severe restrizioni sanitaria che dovranno essere rispettare da tutte le delegazioni e dagli accreditati dal loro arrivo a Tokyo. Gli atleti dovranno restare all’interno del Villaggio olimpico per un periodo molto limitato (quello legato alla propria gara). Altra notizia certa è quella di poche ore fa: la Corea del Nord ha annunciato che non invierà la sua rappresentativa in Giappone. Che la vigilia delle Olimpiadi di Tokyo si preannuncia turbolenta è anche l’annunciata quarta ondata di coronavirus che potrebbe costringere il governo a dichiarare un nuovo stato di emergenza.

Sotto l’aspetto sportivo dopo l’annullamento causa le non sufficienti misure anti-covid della Coppa del mondo di tuffi, qualificazione olimpica, prevista dal 18 al 23 aprile a Tokyo, è arrivata la cancellazione del test event di pallanuoto programmato questo fine settimana. L’evento era dedicato alla verifica delle funzionalità dell’impianto a poco più di tre mesi dai Giochi.

Tokyo (Foto lapresse – AP Photo/Eugene Hoshiko)

La Fina, federazione internazionale di nuoto, dopo aver espresso la perplessità in merito alle misure di sicurezza della Coppa di tuffi, molto probabilmente annullerà anche la qualificazione olimpica del nuoto sincronizzato (1-4 maggio). Nei tuffi da assegnare ancora quattro carte olimpiche nelle gare di sincro e 18 per ogni gara individuale (trampolino 3 metri e piattaforma). Nel nuoto sincronizzato, da riempire tre caselle vuote per la gara a squadre e ben sette per quella del duo.

A seguito della pandemia di Covid-19, che già ha costretto allo storico posticipo di un’Olimpiade (mai nella storia se non cancellazioni per motivi bellici), oggi è arrivata la rinuncia della Corea del Nord motivata per “preservare i propri atleti da un possibile contagio”.

Per la Corea del Sud una decisione inaspettata anche perché pochi giorni fa aveva rilanciato la candidatura congiunta con il Nord per organizzare le Olimpiadi estive del 2032. Lo stesso presidente sudcoreano Moon Jae-in aveva sperato che Tokyo 2020 fosse un’opportunità di dialogo con Pyongyang considerando che le due Nazioni restano tecnicamente ancora in guerra. Lo stesso presidente del Cio, Thomas Bach puntava ad un nuovo incontro con la delegazione nordcoreana dopo essersi speso molto per migliorare le relazioni sportive lungo il 38/o parallelo.

Gli atleti della Corea del Nord in occasione dei Giochi invernali del 2018 a PyeongChang erano supportati dalle 226 cheerleader, coloratissime, disciplinate e sorridenti che animavano gli spalti delle venus di gara. Le ‘ragazze pon pon’ nordcoreane si erano sobbarcate un lungo viaggio in nave. Il vero messaggio di pace è stato quando le delegazioni del Nord e del Sud avevano sfilato nelle cerimonie di apertura e chiusura, nonché schierato la squadra unita di hockey su ghiaccio femminile, sotto una sola bandiera.

Bach il 10 febbraio 2018 aveva assistito assieme a Kim Yo Jong, sorella del leader Kim Jong Un, all’incontro di hockey tra la Corea unita e la Svizzera. Il giorno prima in occasione della cerimonia d’apertura la delegazione nordcoreana sedeva vicina a quella statunitense che nell’occasione era guidata dall’ex vicepresidente Mike Pence. Momenti istituzionali che a Tokyo 2020 non potranno ripetersi.

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