Rai, Borioni-Laganà: i programmi politici stravolgono Isoradio e la missione di servizio pubblico

“Non ha alcun senso snaturare un canale radiofonico: e pensare di travisare Isoradio, oltre a essere inutile, mette la Rai a rischio di contravvenire a quanto stabilito nel contratto di servizio in tema di servizi di pubblica utilità e di diffusione di informazioni sulla viabilità”. E’ quanto scrivono in una nota congiunta i consiglieri d’amministrazione di Viale Mazzini, Rita Borioni e Riccardo Laganà. “Isoradio è un canale tematico della radiofonia del servizio pubblico – proseguono i due componenti del Cda – e introdurre programmi di informazione politica, talk radiofonici etc, ne stravolge il senso, la funzione di pubblica utilità, la missione stessa di servizio pubblico. Sarebbe come inserire dibattiti politici su Rai Yoyo o su Rai Scuola (e non vorremmo aver dato un’idea a qualcuno)”.

Borioni-Laganà

“Perché una cosa sono i Giornali Radio Rai inseriti nel palinsesto di Isoradio che tengono il cittadino informato quando viaggia in automobile, o i programmi di informazione sui territori, i programmi musicali; cosa completamente diversa sono i programmi di informazione politica (non istituzionale, ma politica) con ospiti, bilancini, par condicio, polemiche, liti, botta e risposta e quant’altro, o altri programmi leggeri magari condotti da figli di illustri giornalisti Rai, ancora una volta in deroga a norme sui primi utilizzi e sulle politiche di assunzioni di parenti e congiunti”, proseguono la Borioni e Laganà.

“Avevamo evidenziato, quando fu sottoposta al Cda la nomina della nuova direttrice, che ritenevamo più logico portare Isoradio dentro la direzione di Radio1 creando una vicedirezione dedicata. Come è ovvio la nostra proposta non meritò nemmeno una risposta. Continuiamo a credere che sarebbe stato molto meglio, sia per le economie di scala aziendali, che per evitare una duplicazione di funzioni e di finalità, nonché una concorrenza tra reti radiofoniche del servizio pubblico che, certamente, avrebbe come prima vittima proprio la pubblica utilità”, concludono i due consiglieri d’amministrazione Rai.

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