Nuove reti per la crescita. Ne parlano Colao, Cingolani, Gubitosi, Bisio, Bassanini, Bernabè e Ibarra

“Il mio obiettivo é avere entro l’estate, anche prima dell’estate, un piano per la banda ultralarga in modo che il paese possa sapere dove arrivare”. E’ quanto afferma il ministro per l’Innovazione e la Transizione digitale Vittorio Colao intervenendo al convegno Le Nuove Reti per la crescita, l’industria italiana, i cittadini organizzato dal Dipartimento Tlc di Fratelli d’Italia.

Vittorio Colao (foto Olycom)

Vittorio Colao (foto Olycom)

“La connettività con la banda ultralarga è essenziale per lo sviluppo del paese, sappiamo che siamo indietro ed è la priorità numero uno. Con il ministro Giorgetti abbiamo iniziato il lavoro per il piano ‘Italia a 1 giga’ che vuole portare la banda ultralarga in tutte le case, in tutte le scuole e le strutture sanitarie, nei territori, ovunque”. A sottolinearlo è sempre Vittorio Colao.
“E’ un piano ambizioso perché vuole arrivare al 2026 in buona forma: il primo principio che seguiremo sarà quello di celerità, il secondo di neutralità tecnologica: potremo usare il 5G e la fibra, l’importante è arrivare dappertutto e ‘uccidere’ il digital divide” ha precisato Colao. “Il terzo principio sarà quello di mantenere la concorrenza, garantire che non si creino posizioni dominanti, garantire che i cittadini possano continuare a scegliere” ha spiegato.
Il suo lavoro, sintetizza poi prendendo a prestito la battuta – dice – di un collega, “è il piano delle tre ‘esse’:  soldi, supporto, strutture”.  Oltre alla banda larga l’altro campo d’intervento è il Cloud, con l’obiettivo di mettere l’Italia al centro del progetto Gaia X (il cloud europeo). “La nostra ambizione – conclude Colao – è quella di essere nel gruppo dei migliori entro 5 anni” .

 

Roberto Cingolani

Cingolani: 10 – 15 anni per la transizione ecologica
“Dobbiamo gestire 10 – 15 anni per la transizione ecologica. Dopo prenderanno il testimone i giovani, che saranno più bravi di noi”, ha detto invece il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, presente anche lui a Roma al convegno di Fratelli d’Italia sulle reti digitali. “Io ho tre obiettivi – ha detto ancora Cingolani -. Presentare entro fine mese all’Unione europea un buon Recovery Plan; dopo un mese da questo, presentare la nuova struttura del Mite, molto internazionale e con capacità tecniche; lasciare ai miei successori un pacchetto di regole acceleratrici per realizzare al più presto le promesse del Recovery Plan”.

Luigi Gubitosi (Foto ANSA/CLAUDIO PERI)

 Gubitosi (Tim): investiamo in fibra più di tutti, Tim è italiana
“E’ assolutamente falso che vogliamo mantenere la rete in rame: stiamo spingendo sul ftth (fiber to the home n.d.r.) anche perché non ha senso per un operatore supportare due tecnologie. Abbiamo anche un impegno contrattuale nel memorandum firmato con Cassa ad agosto e noi abbiamo l’abitudine a rispettare gli impegni”. Afferma l’amministratore delegato di Tim Luigi Gubitosi intervenendo al convegno.”Investiamo in fibra più di tutti” sottolinea il ceo del gruppo che tiene anche a sottolineare che “Tim è l’unico tra i principali operatori ad essere italiano”.
“La privatizzazione poteva essere fatto meglio ma il problema fu il leverage buyout sbagliato e da allora Tim fu zavorrata da un debito che stiamo finalmente riducendo e penso che fra tre anni non si parlerà più di problema del debito”.

Aldo Bisio, ad di Vodafone Italia (Foto Olycom)

Bisio (Vodafone):  serve regia unica del Governo
Più che di rete unica si deve partare di “rete con architettura e regia unica, bisogna liberare la competizione con lotti di dimensione medio piccola dando la possibilità di investire anche a operatori più piccoli, nfacendo acquisire al sistema molta più resilienza”. Dce l’ad di Vodafone Aldo Bisio  al convegno .La connessione, è la sintesi del suo pensiero, èimportante se porta a vivere meglio. “Servono skill adeguate,
moltiplicare per 2 volte e mezzo gli specialisti, dobbiamo avere il 100 per cento dei servizi pubblici o dei dati medici online:le reti devono essere finalizzate a dare un servizio alla comunità e a far prosperare la nostra società”.
“Sul 5G proponiamo che siano stanziati dei voucher per la fibra ai nodi e la decontribuzione sugli investimenti nelle reti 5G che si realizzeranno nei prossimi due anni”.  “Questo – spiega – darebbe agli operatori un minimo di sollievo, dopo i mega importi spesi per l’asta 5G e per i vincoli sui limiti elettromagnetici, e consentirebbe di sviluppare più velocemente e a costi efficienti le reti di nuova generazione”.

Bassanini Franco (foto Olycom)

Franco Bassanini, presidente Open Fiber (foto Olycom)

Bassanini (Open Fiber): rete unica utile ma non verticalmente integrata’
“La mia personale convinzione è che la rete unica potrebbe essere utile al paese ma non se si trattasse di un ritorno al monopolio verticalmente integrato”. Così il presidente di Open Fiber, Franco Bassanini, intervenendo al convegno. Di fatto intervenendo sul tema della ‘rete unica’ che “è sul tavolo” Bassanini osserva che a suo giudizio “o si va nella soluzione che vedo indicata anche nei documenti di Fratelli d’Italia di una rete unica non verticalmente integrata, indipendente, oppure bisogna trovare tutti i sistemi gli strumenti e gli incentivi per accelerare in regime di concorrenza” la copertura del territorio in banda ultralarga. Secondo Bassanini un modello di rete unica verticalmente integrata incontrerebbe “insormontabili difficoltà a livello di Autorità poste alla tutela della concorrenza” oltre al rischio di una logica “di chi ha legittimo interesse a diluire nel tempo la migrazione dal rame alla fibra”.

Franco Bernabè (Foto: TmNews)

Bernabé: ‘serve coordinare sforzi per rete in alcune aree’

“Nelle more del dibattito tutti stanno rallentando gli investimenti perché non si capisce dove si va a finire: invece bisogna rapidamente coordinare gli sforzi su alcune aree, si mettano d’accordo Tim e Open Fiber sulle aree che rischiano di rimanere scoperte altrimenti dei soldi del Recovery fund non vedremo un euro”. Afferma Franco Bernabé, Presidente FB Group. Tra i luoghi comuni sul tema, Bernabè invita a “sgombrare la mente da una serie di luoghi comuni” come quello della tecnologia “future proof” perché la tecnologia evolve continuamente.

Ibarra

 

Ibarra (Sky Italia): per sviluppo servizi lavorare anche a sostegno domanda
“Il tema dell’infrastruttura va di pari passo con lo sviluppo dei servizi. Bisogna lavorare anche a sostegno della domanda nelle reti ultraveloci”. E’ l’Ad di Sky Italia, Maximo Ibarra, ad affermarlo al convegno.
Per Ibarra “la competizione infrastrutturale è la soluzione migliore”. Certo si tratta di adottare “un mix tecnologie, geografie diverse e competizione” prosegue l’Ad sottolineando la necessità di essere pragmatici anche perché “forme di collaborazione possono esserci in mille modi diversi”.

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