Giornalisti intercettati dalla Procura di Locri nell’inchiesta su Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace. Fnsi: Inaccettabile

La Procura di Locri ha intercettato 33 giornalisti, un viceprefetto, tre magistrati e pure la portavoce dell’allora presidente della Camera Laura Boldrini. La Guardia di Finanza ha ascoltato finanche le conversazioni tra l’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano, coinvolto nell’inchiesta “Xenia”, e uno dei suoi avvocati difensori. Lo scrive il quotidiano “Domani”.

Il “sistema Trapani” sarebbe stato adottato anche in Calabria dove nell’ottobre 2018 è stato arrestato Lucano, principale imputato nel processo in corso davanti al Tribunale di Locri sulla gestione dell’accoglienza nel piccolo comune dell’alto Jonio reggino.

L’ex sindaco di Riace Domenico Lucano (Photo Adriana Sapone/LaPresse)

Dopo aver dedicato numerosi articoli alla vicenda dei giornalisti intercettati nell’indagine della Procura di Trapani sulle ong, il quotidiano diretto da Stefano Feltri pubblica un articolo di Enrico Fierro secondo cui “c’è una costante nelle inchieste che riguardano il sistema dell’immigrazione nel nostro Paese. Il metodo di conduzione dell’inchiesta – è scritto nel pezzo – appare lo stesso. A Riace sono state ascoltate, e scritte nei verbali, le conversazioni che giornalisti, avvocati e magistrati avevano con il maggiore indagato, Mimmo Lucano. Le testate coinvolte vanno da Famiglia Cristiana alla tv Svizzera, passando per Repubblica, il Fatto Quotidiano, il Quotidiano del Sud, la Rai, Mediaset, La7, più una lunghissima teoria di giornali, tv e siti locali, dall’ANSA al Corriere della Calabria, alla Gazzetta del Sud”.

Tra i magistrati intercettati perché si sentivano con Lucano ci sono il presidente della Corte d’Assise d’appello di Reggio Calabria Roberto Lucisano, il giudice Olga Tarzia della Corte d’Appello di Reggio e il giudice Emilio Sirianni che lavora a Catanzaro.

“Le intercettazioni delle conversazioni di numerosi cronisti da parte della Procura di Locri, oltre che da quella di Trapani, così come riportato dal quotidiano “Domani”, rendono ancora più inquietante una vicenda indegna di un Paese civile. Il fatto che, a differenza di quanto emerso a Trapani, in questi casi si tratti di conversazioni con persone indagate, sempre nell’ambito di inchieste sul fenomeno migratorio, è del tutto irrilevante. È inaccettabile, infatti, che siano state trascritte conversazioni che la stessa polizia giudiziaria riteneva di nessuna importanza». Lo afferma, in una nota, Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana.

Giuseppe Giulietti e Raffaele Lorusso (Foto ANSA/GIUSEPPE LAMI)

“Ancora una volta – aggiunge – si attenta al diritto alla riservatezza delle fonti del giornalista, presupposto indispensabile per l’esercizio corretto del diritto di cronaca e per il soddisfacimento del diritto dei cittadini ad essere informati. L’auspicio è che la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, come già avvenuto per il caso della Procura di Trapani, faccia chiarezza sull’accaduto e prenda in considerazione l’adozione di misure di tutela della libertà di stampa e dell’articolo 21 della Costituzione”.

Marta Cartabia, (Foto ANSA)

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