Rai, di Trapani (Usigrai) al Foglio: Votare presidente il consigliere eletto dai dipendenti. Partiti e governo facciano atto di coraggio

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“Occupate in CdA i posti che la legge vi assegna. Amministratore Delegato e 6 Consiglieri. E accettate la sfida di votare come Presidente della Rai il Consigliere eletto dai dipendenti. È l’unico non eletto da partiti e governi”. Lo chiede ai partiti e al governo, Vittorio di Trapani, segretario di Usigrai, in una lettera indirizzata al direttore de Il Foglio, Claudio Cerasa.

“È il segno tangibile dei dipendenti che si mettono in gioco  – aggiunge – e che vogliono assumersi la propria parte di responsabilità in questa necessaria rivoluzione al servizio del Paese. E sono pronti a farlo schierandosi in prima fila, dal posto di garanzia che la legge e lo Statuto affida al Presidente della Rai”.

Come riporta Agi, il segretario di Usigrai spiega: “I partiti hanno perso un’altra occasione per dimostrare che ‘fuori i partiti dalla Rai’ non è per loro solo un slogan da sbandierare quando sono all’opposizione. Un governo sostenuto da pressoché tutto l’arco parlamentare avrebbe potuto portare all’approvazione in poche settimane di una legge di riforma della Rai basata su tutte le sentenze della Corte costituzionale e sulle indicazioni del Consiglio d’Europa. Invece – continua – hanno preferito applicare ancora una volta la Legge Renzi: quindi una Rai controllata, a guinzaglio stretto, da governo e partiti”.

Vittorio di Trapani (foto LaPresse – Andrea Panegrossi)

Per il segretario Usigrai non resta che prenderne atto e “avanzare alcune semplici proposte:

1- non dico di più, ma almeno lo stesso tempo e parole che dedichiamo al totonomine, abbiamo il dovere di dedicarlo ai fini, agli obiettivi, alla missione del Servizio Pubblico;

2- il voto sui componenti del CdA eletti da Camera e Senato può e deve arrivare solo dopo un dibattito, adeguato e pubblico, sui curricula e i profili”. Ricordando che il nuovo CdA della Rai si insedierà in un contesto politico, economico e sociale assolutamente inedito, Vittorio di Trapani, avanza un’altra proposta: il Paese è “nel pieno del tentativo di uscire dalla pandemia e di dare il via alla ripartenza. Poggiandosi su alcuni pilastri: la trasformazione tecnologica, la conversione ecologica, la coesione sociale e l’inclusione”.  Per questo, “serve quindi che la Rai si metta ancor di più al servizio del Paese: il Servizio Pubblico può e deve essere la locomotrice culturale di questo passaggio storico. E le lavoratrici e i lavoratori della Rai, come sempre, vogliono fare la propria parte. Anzi, vogliono essere protagonisti di questa fase. Noi lavoratrici e lavoratori abbiamo il dovere dell’unità, abbiamo il dovere di superare gli steccati storici e presentarci al voto per il Consigliere di Amministrazione eletto dai dipendenti con una candidatura unitaria”.