DS Automobiles e Federgolf insieme per i prossimi tre anni

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“Guido Green”. È il claim della nuova partnership tra la Federazione Italiana Golf, guidata da Franco Chimenti, e DS Automobiles, il più giovane marchio dell’automotive nato in Italia nel 2015. L’accordo, della durata di tre anni per un investimento importante di “qualche milione di euro”, vedrà il brand francese title sponsor dell’Open d’Italia, main sponsor degli otto appuntamenti dell’Italian Pro Tour e della Road to Rome 2023 verso l’appuntamento con la Ryder Cup, posticipata al prossimo anno a causa della pandemia.
“Il nostro brand è legato a una visione green del settore”, ha spiegato Francesco Calcara, direttore di uno dei marchi leader del gruppo Stellantis, “entro fine anno avremo i nostri cinquanta store, obiettivo dichiarato nel nostro piano di sviluppo. Il prossimo step sarà quello di avere una vettura su quattro commercializzata e venduta con la tecnologia e-tense, sia essa full electric o ibrida”.

Franco Chimenti

La strategia di prodotto prevede sei modelli e i DS Store avranno ognuno una partnership con il circolo di golf territorialmente più vicino per creare awareness intorno al brand e alla mobilità futura.
“Il nostro rapporto con la Federgolf è di lungo periodo, fino al 2027”, ha aggiunto Stefano De Antoni, direttore marketing Infront Italia, “al termine dei dieci anni trascorsi insieme faremo un bilancio non solo in merito alla Ryder Cup ma all’intero sviluppo della disciplina”.

Accordi, quindi, che non puntano solo all’elitè e all’agonismo del golf, quanto al suo sviluppo sull’intero territorio nazionale. Primo grande appuntamento in programma, i prossimi 2 e 3 settembre al campo Marco Simone di Guidonia Montecelio (Roma), l’Open d’Italia, penultima occasione per i golfisti europei di entrare nel Team Europe e far parte quindi della prossima edizione della Ryder Cup.
“L’ecosostenibilità è uno degli aspetti che ci vede accomunati in questa partnership”, ha concluso Gian Paolo Montali, direttore generale Ryder Cup 2023, “il nostro intento è quello di una valorizzazione del territorio e del turismo golfistico in chiave futura con una particolare attenzione alla nostra disciplina anche in termini di inclusione sociale. La pandemia ci ha colto in un momento molto delicato per i cantieri sul campo ma siamo comunque sempre riusciti a lavorare e a completare i lavori, rispettando la tabella di marcia. La Ryder Cup è stata posticipata di un anno, personalmente mi è dispiaciuto, però avremo dodici mesi in più per lavorare al meglio sulla comunicazione della manifestazione. Federgolf e DS insieme? Una scommessa e un grande senso della sfida. Ho sempre pensato che chi pensa in grande, vivrà in grande”.