Superlega “punto di non ritorno”, “atto di guerra”, “piano cinico”. Opinioni e reazioni in Italia e nel mondo

È ufficiale, una vera e propria rivoluzione ha investito il calcio: è nata la Superlega. Si tratta di una nuova competizione europea tra 20 top club composta da 15 fondatori e 5 qualificazioni annuali.

Ci saranno due gironi di 10 squadre ciascuno, che giocheranno partite in casa e fuori casa all’interno del gruppo ogni anno. Una “parata di stelle” che si sfiderà senza esclusione di colpi.

AC Milan, Arsenal FC, Atlético de Madrid, Chelsea FC, FC Barcelona, ??FC Internazionale Milano, Juventus FC, Liverpool FC, Manchester City, Manchester United, Real Madrid CF e Tottenham Hotspur si sono uniti come club fondatori. Si prevede che altri tre club si uniranno prima della stagione inaugurale.

 

Opinioni e reazioni di istituzioni, politici, manager, club, professionisti e stampe e media

 

Draghi: preservare le competizioni nazionali; tutelare i valori di merito

“Il governo segue con attenzione il dibattito intorno al progetto della Superlega calcio e sostiene
con determinazione le posizioni delle autorità calcistiche italiane ed europee per preservare le competizioni nazionali, i valori meritocratici e la funzione sociale dello sport”. Lo dichiara il premier Mario Draghi con riferimento al progetto della Superlega calcio.

 

 

Gravina (FIGC): ‘siamo contrari, unica riforma possibile quella varata dalla Uefa’

“Ribadisco il nostro no alla Superlega”, così il presidente della Figc Gabriele Gravina da Montreaux, dove domani si celebrerà il Congresso elettivo della Uefa, commenta il progetto annunciato nella notte da parte dei 12 Club che vogliono dar vita ad un nuovo torneo internazionale, in luogo delle attuali competizioni continentali. “L’unica riforma percorribile è quella nata dalla proposta Uefa sulla Champions League, ogni tentativo di fuga in avanti è irricevibile e dannoso per il calcio europeo -ha continuato Gravina- l’adesione a questo progetto pone gli stessi Club fuori dal contesto riconosciuto dalla Fifa”. Il numero uno della Figc ribadisce anche l’importanza dei campionati nazionali: “Il patrimonio sportivo e culturale delle singole competizioni rappresenta un valore aggiunto per qualsiasi torneo internazionale, vogliamo difendere il merito sportivo e la possibilità di per ogni squadra di inseguire un grande sogno, insieme ai propri sostenitori. Il calcio è dei tifosi, va modernizzato, ma non snaturato. Il calcio è partecipazione e condivisione, non è un Club elitario”, ha concluso Gravina.

Vito Cozzoli (Foto Lapresse)

Cozzoli (Sport e Salute), ‘torneo per pochi, non fa bene a sport e tifosi’

“Sport e Salute si occupa dello sport di tutti e per tutti. La super lega nasce come torneo di pochi: non credo faccia bene allo sport e ai tifosi”. Il presidente di Sport e Salute, Vito Cozzoli, commenta così all’Adnkronos, la nascita della Superlega.

Ceferin (Uefa): piano cinico, chi gioca fuori dalla nazionale. Agnelli, la più grande delusione 

“Il calcio deve essere unito di fronte a questa disgrazia che sta dietro la posizione di alcuni club con interessi particolari. Il mondo del calcio è unito, i governi sono uniti, la società è unita. Siamo d’accordo che la Super League è un progetto senza senso. FA, La Liga, Serie A, Fifa, Fef, Premier… sono tutti contrari a questi piani cinici. Non consentiremo questo cambiamento. I giocatori che partecipano a questo campionato chiuso non potranno giocare con le loro squadre nazionali”. E’ il duro attacco del presidente dell’Uefa, Aleksander Ceferin, alla creazione della Superlega.  A Montreaxu per l’esecutivo Uefa che ha dato il via libera al nuovo format della Champions League a 36 squadre a partire dal 2024, Ceferin ha aggiunto. “Sono momenti drammatici e cruciali. Abbiamo avviato questo progetto per modernizzare il processo delle nostre competizioni. Abbiamo avuto il supporto dell’Eca. Tutti i club sono classificati per merito, non come se fosse una bottega chiusa. Giocare in Champions League dipende dai risultati sul campo”.
“Agnelli, la più grande delusione di tutte. Non ho mai visto un uomo mentire così di continuo”.  Ceferin ha poi aggiunto, sempre riguardo Agnelli: “ho parlato con lui sabato pomeriggio, mi ha detto che erano solo voci”.

 

Cottarelli, ‘una cosa elitaria, a livello economico è negare effetto concorrenza’

“Mi sembra una cosa da matti che a livello economico crea una gran confusione nel settore. Questo è negare l’effetto della concorrenza. Ci sono questi club che vogliono crearsi la loro Lega. E’ una cosa elitaria che è contro la concorrenza che ci dovrebbe essere in tutti i settori compreso nell’economia e nel calcio”. Lo ha detto Carlo Cottarelli a Radio 105 a proposito della Superlega di calcio.

 

Boris Johnson (foto Olycom)

Boris Johnson: Fare tutto il possibile per fermare la Superlega, pronti a collaborare con i vertici del calcio

Boris Johnson alza i toni, confermando non solo la ferma opposizione del governo britannico alla Superlega, ma anche di essere pronto a collaborare “con le autorità del calcio perché il progetto non vada avanti nella maniera attualmente proposta”. Dopo la netta censura espressa ieri sera, oggi il Premier britannico è tornato a parlare del nuovo torneo continentale, al quale parteciperebbero anche sei club inglesi, bocciandolo come “una notizia non buona per i tifosi”. “Valuteremo tutto ciò che potremo fare assieme alle autorità del calcio perché questo piano non si avveri”, ha dichiarato il primo ministro.

“Questi club – ha aggiunto Johnson riferendosi a Manchester City, Manchester United, Chelsea, Arsenal, Tottenham e Liverpool – non sono solo brand globali, ma anche club con un forte radicamento nelle proprie città di origine, nelle comunità locali, e dovrebbero mantenere questi legami con la loro base di tifosi. E’ molto importante che rimanga così. Non mi piace questa proposta, ci consulteremo per vedere cosa possiamo fare”.

Bt Sport (titolare diritti tv in Gb):  il progetto avrebbe un effetto dannoso sul calcio

Il progetto della Superlega avrebbe un “effetto dannoso” sul calcio. E’ la dura presa di posizione di Bt Sport, la società che nel Regno Unito detiene i diritti tv della Premier League e di tutte le competizioni per club della Uefa. “Bt riconosce le preoccupazioni sollevate da molte delle principali voci del calcio e dai tifosi e ritiene che la creazione di una Superlega europea possa avere un effetto dannoso a lungo termine sulla salute del calcio in questo Paese”, afferma la società in una nota. Per Bt Sport, il “significativo contributo positivo” che il calcio ha “sulle vite delle persone ad ogni livello deve essere protetto”.

Ue: Se necessario valuteremo principi concorrenza

“Se dovessimo mai arrivare a una valutazione” della creazione della Superlega, “dovremmo guardare ai principi del diritto della concorrenza”. Lo ha detto il portavoce capo della Commissione Ue Eric Mamer rispondendo ai giornalisti che chiedevano se la nascita della competizione calcistica infrasettimanale annunciata da dodici club europei sia legale sotto il profilo giuridico.

Sassoli, ‘no al calcio di pochi ricchi, difendere modello sport europeo’

“Dobbiamo difendere il modello di sport europeo. Sono contrario al calcio che diventa appannaggio di pochi ricchi, lo sport deve essere per tutti. #SuperLeague”. Lo scrive su twitter il presidente del Parlamento Ue, David Sassoli.

Schinas (vicepresidente della Commissione europea): Il progetto è contrario ai valori Ue

“Dobbiamo difendere un modello di sport europeo basato sui valori, basato sulla diversità e l’inclusione. Non c’è spazio per riservarlo ai pochi club ricchi e potenti che vogliono legami stretti con tutto ciò che le associazioni rappresentano: campionati nazionali, promozione e retrocessione e sostegno al calcio dilettantistico di base”. Così su Twitter il vicepresidente della Commissione europea Margaritis Schinas commentando le notizie sulla nascita della Superlega. “Universalità, inclusione e diversità sono elementi chiave dello sport europeo e del nostro stile di vita europeo”, aggiunge Schinas.

Paolo Gentiloni (Foto Ansa – EPA/Francisco Seco / POOL Pool)

Gentiloni: Mi ricorda tanto la new Coca Cola

“La Superlega mi ricorda tanto la New Coca Cola”. Così su twitter il commissario europeo per l’Economia Paolo Gentiloni.

Gazzetta dello Sport – Juve, Inter e Milan alla fiera dell’avidità. Ma hanno un muro davanti, di Andrea Di Caro 

(…) Anche la ricerca famelica degli interessi personali, a scapito di quelli collettivi, a un certo punto trova davanti a sé un muro. Sul quale rischiano di sbattere club e dirigenti (come la Juve e Agnelli) abituati ad agire con spregiudicatezza, arrivando a tradire non solo rapporti di fiducia e amicizia (e fin qui siamo nei giudizi etici e morali), ma anche gli obiettivi che ruoli o deleghe prevedono (e qui si entra nelle possibili cause in tribunale con richieste di risarcimenti). Ma quel muro diventa pericoloso anche per quei club e dirigenti che si accodano (come l’Inter di Marotta), pensando sempre al proprio tornaconto, ma esponendosi meno. La Gazzetta dello Sport è da sempre contraria a qualsiasi progetto nasca per favorire l’interesse di pochi tradendo valori meritocratici e svilendo i tornei nazionali che rappresentano le radici sociali e culturali del calcio. Tra i fautori principali della Super Lega, che i media inglesi hanno definito “atto criminale”, c’è sempre stata la Juve di Agnelli. Fino a poco fa in perfetta sintonia politica e umana con Ceferin (il presidente Uefa è padrino di sua figlia) da una parte, come presidente Eca, aveva sposato la Super Champions, ma dall’altra come presidente della Juve ha portato avanti il piano della Super Lega.

Tutto sport – Superlega, non per soldi ma per denaro, di Xavier Jacobelli

(…) Questa non è una riforma della Champions partorita per renderla più competitiva, più appassionante, più interessante. Questa cosiddetta Superlega che allinea nelle proprie fila anche club da decenni incapaci di essere né campioni d’Europa né tantomeno protagonisti, è un’autentica licenza per uccidere la quintessenza del calcio, il merito sportivo, lo spirito della competizione, il premio ai migliori in campo, non ai migliori Iban. Questa cosiddetta Superlega riporta indietro gli orologi di settant’anni e prende a calci il sentimento popolare. Ammette a corte solo i più abbienti, anche quelli con un palmarès internazionale arrugginito da anni di batoste. Nasce come un club di ricconi o ex ricconi che, non sapendo più come raccattare denaro, buttano nella spazzatura la grandezza del football per foderare di euro i bidoni nei quali intendono piombarla, infischiandosene dei tifosi, dei loro sentimenti, dei loro sacrifici, della loro passione, della loro storia. Il durissimo comunicato di Uefa e Fifa preannuncia stangate senza precedenti per gli apostati della Champions. Ceferin e Infantino, in gioco c’è il Calcio. Non fate prigionieri.

Nuno Pinto da Costa (Presidente del Porto) ©ALVARO ISIDORO/CITY FILES/Lapresse

Jorge Nuno Pinto da Costa (presidente del Porto):
È contro i principi dell’Unione Europea. Noi dalla parte di Ajax, Bayern e Psg

“La Superlega? Non gli abbiamo dato molta attenzione”. Il presidente del Porto, Jorge Nuno Pinto da Costa, citato dai media portoghesi, smentisce che il suo club sia pronto a entrare nella neonata SuperLega. “Ci sono stati dei contatti informali con alcuni club – spiega -, ma non abbiamo dato particolare attenzione alla cosa. Per due ragioni: la prima è che l’Unione Europea non consente un circuito chiuso senza retrocessioni come la Nba. La Federcalcio portoghese è contro a questo progetto, e come parte dell’Uefa non possiamo partecipare a una competizione che sia contro i principi dell’Unione Europea e della Uefa”. “Per noi – dice ancora Pinto da Costa – gli unici eventi ufficiali sono quelli sotto l’egida dell’Uefa, vogliamo continuare a giocare in Champions League e vogliamo continuare a farlo nei prossimi anni. Siamo dall’altro lato, come il Bayern, l’Ajax o il PSG. Se siamo dentro alla Uefa, non possiamo seguire chi vuole andare via”.

Corriere dello Sport – Superlega, una storia infinita di progetti, minacce, illusi e traditi, di Iva Zazzaroni

(…) Con i conti in rosso e le casse urlanti non solo a causa della pandemia, Juve, Inter e Milan, ma anche Barcellona e Real e gli altri sette firmatari, hanno individuato un solo modo per aumentare considerevolmente i ricavi e aggiustare i conti, il percorso opposto alla Brexit: si trascura il Paese natìo per abbracciare l’Europa. Anche se l’Europa, in questo caso l’Uefa, non è affatto contenta. Dalle nostre parti la prospettiva della Superlega ha avuto l’effetto (disastroso) di aumentare una conflittualità che, tra divisioni sui fondi e sui diritti tv e qualche schiaffo, aveva già superato il livello di guardia. Molte cose hanno però trovato una spiegazione: in particolare la sorprendente retromarcia di Juve, Inter e Milan proprio sui fondi d’investimento e gli attacchi a Dal Pino, offeso e sfiduciato pubblicamente con tanto di possibile richiesta dei danni. Singolare, a tal proposito, l’atteggiamento di alcuni club medi e piccoli che continuano a pendere dalle labbra dei potenti trascurando l’aspetto del possibile crollo dell’interesse e dei ricavi della serie A. (…)

L’Equipe, ‘la Guerra dei Ricchi’

“La Guerra dei Ricchi”. Così titola il quotidiano sportivo francese sulla nascita della Superlega da parte di 12 top club europei. “Guidati dalla Juventus e dal Real Madrid, 12 grandi club europei sono pronti a organizzare la propria Superlega. Psg e Bayern rimangono fedeli alla Uefa per il momento”, spiega l’Equipe.

Carnevali (Sassuolo), ‘presi in giro, rischiano di uccidere il campionato’

“Sono pensieri questi che a noi non piacciono, rischiano di uccidere il campionato. Si prospettano cose non piacevoli e probabilmente siamo stati presi in giro”. Lo ha detto l’ad del Sassuolo, Giovanni Carnevali, a Radio Anch’io Sport, sulla Superlega. “Era un’iniziativa che covava da tempo, dobbiamo aspettare per capire bene. Oggi abbiamo una riunione in Lega e speriamo che i diretti interessati ci facciano capire bene cosa si intende per Superlega. Nello sport ci deve essere meritocrazia, a volte essere troppo avidi è una brutta storia. Nasceranno delle grandi problematiche e andremo per vie legali. Sarebbe un peccato”, ha aggiunto Carnevali.
“Oggi queste squadre hanno una grande responsabilità di uccidere il campionato Nazionale. Credo però si prospetti qualcosa di non piacevole. Oggi fare calcio è molto difficile, la suddivisione dei diritti televisivi, viene fatta dalla legge Melandri porta ad un divario importante tra i medio-piccoli e i grandi, avere un bilancio sano è come vincere la Champions League, i grandi hanno più perdite e il sistema va rivisto ma essere troppo avidi è una brutta cosa. Oggi ci mancano i tifosi, il cuore, la rivalità. Se pensiamo solo all’aspetto economico forse è meglio che il calcio lo faccia qualcun altro. Noi come Sassuolo così non siamo neanche interessati”, ha aggiunto Carnevali. “Fondi? Oggi in Lega c’è grande conflittualità su tutto, dai fondi di investimento, ai diritti tv, addirittura 7 club hanno sfiduciato il presidente Dal Piano con richiesta danni. Siamo in un momento di grandissima difficoltà. Forse c’era dietro un progetto diverso, probabilmente siamo stati presi in giro. Chi gestisce le società di calcio dovrebbero essere più onesti con se stessi”, ha proseguito l’ad del Sassuolo.

Dortmund e Bayern, ‘noi siamo e restiamo contrari’

Il Borussia Dortmund ha rilasciato una dichiarazione per dire loro e il Bayern Monaco, rivali nella Bundesliga, sono stati uniti in opposizione alla Superlega europea e continueranno ad esserlo. “Noi siamo contrari”, ha detto l’amministratore delegato del Dortmund Hans-Joachim Watzke, spiegando che i due club tedeschi, che sono nel consiglio della European Club Association (ECA), hanno ribadito la propria posizione e quella dell’Eca in una riunione domenicale.
Inoltre i due club hanno sostenuto la posizione dell’Eca di voler “vedere attraverso le riforme pianificate della Champions League”, ha detto Watzke. L’organo di governo del calcio europeo, la Uefa, vuole che una Champions League allargata inizi dal 2024, mentre 12 migliori club continentali di Inghilterra, Spagna e Italia desiderano iniziare una competizione separatista da agosto.

 

Independent: la scalata Usa al calcio è un punto di non ritorno, un atto di guerra

“La scalata degli Usa al calcio mondiale”. Cosi’ The Indipendent, quotidiano britannico,
inquadra la vicenda della Superlega, una sorta di “punto di non ritorno”. Dopo l’ufficializzazione del progetto con sei squadre della Premier League e la bocciatura del primo ministro
britannico, Boris Johnson, i media inglesi danno ovviamente ampio risalto al progetto divisivo, confermando in sostanza il giudizio fortemente negativo delle settimane scorse. “Molti
aspetti sul progetto rimangono incerti – scrive Indipendent – e ci si prepara a un’enorme battaglia legale: ma i vertici del calcio mondiale sono concordi nella convinzione che in sostanza si tratti di un ‘takeover’ americano sullo sport più diffuso al mondo, frutto dell’ “avidità sfrenata” del capitalismo Usa”.
Dunque, l’abbattimento della piramide sociale del calcio e’ “un punto di non ritorno, un atto di guerra”.

 

Salvini: Denaro non è tutto, non azzeriamo il merito

“Da tifoso milanista, dovrei essere contento che la mia squadra possa partecipare ad una Superlega europea, incassando un sacco di soldi, a prescindere da merito, impegno e risultati. Ma, da sportivo e da italiano, dico che il denaro non è tutto, e i milioni non sono sufficienti per azzerare simboli, storia, merito, cuore e passione. Il calcio e lo sport sono di tutti, non di pochi privilegiati. Mi piacciono le vittorie conquistate con il sudore sul campo, non quelle comprate coi milioni in Borsa”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini.

Mentana: European Super League? No, grazie

‘European Super League. No, grazie’: è il post condiviso da Enrico Mentana, giornalista e tifoso dell’Inter, sul proprio profilo Instagram. Mentana si espone contro la Superlega, che ha tra i club fondatori Juventus, Milan e Inter, scrivendo di essere ‘pienamente d’accordo’ con l’esplicito slogan postato.

Giovanni Floris , “è operazione contro lo sport”

“Super Lega? Se questa è l’alba del dopo covid è una sconfitta per tutti. I ricchi che si mettono in
una stanza e giocano tra di loro. Spero che siano per primi i tifosi juventini, interisti e milanisti a fermare un’operazione che va contro lo spirito del calcio e dello sport. Spero siano loro per primi insieme agli atleti delle società coinvolte a ricordare ai loro dirigenti che lo sport è di tutti e per tutti, non di star che cercano un palcoscenico. Il calcio nasce per strada non può finire in una vetrina esclusiva”. E’ l’opinione
di Giovanni Floris, conduttore del programma diMartedì di La7 e grande appassionato di calcio.

 

 

 

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