Moles: comunicazione orientata mette a rischio futuro democrazie; su Copyright presto incontro con Mic e AgCom

“A breve con il ministro Franceschini e l’Agcom ci incontreremo per cominciare a dare attuazione a quello che dovrà essere il testo condiviso sul recepimento della direttiva copyright.Se noi riusciremo come governo a trovare il giusto equilibrio, la direttiva sarà un passo in avanti per la certificazione della corretta informazione”. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, Giuseppe Moles, intervenendo alla presentazione del rapporto “Disinformazione e fake news durante la pandemia”.

“Se la comunicazione è orientata per essere condivisa e diventare virale, non è corretta informazione e quest’ultima deve essere rispettata da tutti, dai mass media come dai social media: è in gioco il futuro delle democrazie occidentali”.  Hadetto Giuseppe Moles .

“Bisogna distinguere fra comunicazione e corretta informazione – ha aggiunto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria e all’informazione – Con il mondo di Internet, la corretta informazione ha perso la possibilità di ogni controllo. Su questi canali di informazione anche le fake news diventano credibili, perché vengono di continuo rilanciate. Abbiamo assistito a un’enorme confusione che anch’io come cittadino ho subito. Non si sapeva a chi credere fra le diverse posizioni sulla pandemia. C’era il Comitato tecnico scientifico che decideva le sorti del Paese ma non sapevamo neanche da chi fosse composto”.

Dallo studio emerge che, per la prima volta, i media hanno avuto difficoltà a governare un contesto di improvvisa moltiplicazione della domanda, a causa della pandemia. Per il 49% degli italiani, infatti, la comunicazione sull’epidemia è stata confusa, per il 39,5% ansiogena, per il 34,7% eccessiva e solo per il 13,9% equilibrata. In questo senso le agenzie di comunicazione possono rappresentare validi argini contro la cattiva comunicazione poiché, mentre lavorano per valorizzare e supportare l’immagine dei propri clienti, operano anche per i media e per la qualità dell’informazione.
“La marea di fake che circola sui social – ha sottolineato Moles – deve essere una preoccupazione, dato che influisce pesantemente sul funzionamento della democrazia. E la pandemia ha acuito tutto questo. I social rischiano di svolgere inconsapevolmente una funzione impropria, quando ad esempio si pubblica soltanto ciò che le persone vogliono sentirsi dire. È un ecosistema chiuso in cui chi vi si trova perde ogni possibilità di discernimento. I mass media e i Social possono essere uno strumento di potere e di controllo, dovrebbe essere indispensabile un corretto funzionamento di questi. C’è il rischio che ci si limiti alla veicolazione indiscriminata e alla distinzione ‘amici-nemici’. Ci dev’essere da parte di tutti gli operatori un’autoregolamentazione che arrivi dalla professionalità dei singoli. E il ruolo dei comunicatori in questo è fondamentale”.

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