Il calcio inglese si ferma sui social: tre giorni di “sciopero” per dire no a razzismo e odio online

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Il calcio inglese boicotta i social. Per dire no al razzismo sui social network, il mondo del calcio professionistico inglese si unirà per la prima volta in un boicottaggio dei social media della durata di quattro giorni. L’obiettivo è protestare contro i continui abusi e insulti razzisti rivolti ai giocatori. Si parte alle 3 del pomeriggio del 30 aprile e si andrà avanti fino alla mezzanotte di lunedì 3 maggio ora locale.

Giornata dello stupro: la fake news su TikTok. Negli ultimi giorni si è diffusa su TikTok la falsa notizia che il 24 aprile sarebbe stato il National rape day, la giornata dello “stupro libero”. Chi ha provato a ricostruire l’origine della notizia l’ha già smascherata come una fake news che, ormai, si è diffusa in modo incontrollato e ha generato molte preoccupazioni.

Il 5G e i virus più pericolosi creati e diffusi dalla Rete. Secondo l’ultimo rapporto Ital Communications­ Censis, nel nostro Paese più del 3% della popolazione è convinta che le onde elettromagnetiche emesse dalle antenne delle connessioni di nuova generazione interferiscano in qualche modo con il DNA e le cellule umane (le teorie in merito sono le più diverse) dando origine, per ragioni non meglio precisate, al Covid­19.

Gli ordini professionali sui social. L’ultimo in ordine di tempo è stato il Consiglio nazionale dei commercialisti che ha informato gli iscritti di aver modificato il proprio codice deontologico apportando una modifica all’articolo 39 in tema di utilizzo dei social media da parte degli iscritti. In particolare, i commercialisti dovranno agire con rispetto e considerazione e preservare l’immagine e il decoro della professione, assicurando l’osservanza dei doveri di integrità e comportamento professionale nonché il rispetto dei colleghi e degli organi di categoria.

Imprese in ritardo sulla maturità digitale: solo una su dieci ce la fa. Secondo un’analisi di Alkemy vi sono tre fasi a seconda del grado di evoluzione digitale. La prima è composta dal 34% del campione: aziende che non hanno iniziato a utilizzare alcun tipo di canale digitale, e se lo fanno agiscono poco e male. La seconda vede l’implementazione del digitale (il 55%) con l’utilizzo corretto di alcuni strumenti, ma senza impatti rilevanti perché mancano integrazioni e visioni di insieme. C’è poi la terza fase (full or integrated digital) dove si annida solo l’11% dei brand d’eccellenza che hanno iniziato veramente l’integrale trasformazione del modello di business.

Spotify compie 15 anni. La scommessa dei fondatori della app svedese, quel 23 aprile del 2006, fu di puntare tutto sullo streaming e sulla doppia formula dell’abbonamento mensile e del gratuito con pubblicità. A fine 2020 ha doppiato Apple Music.