A Milano il cinema riparte all’alba, il Beltrade è soldout. Proiezione di “Caro diario” alle 6: Siamo matti come i nostri spettatori

All’inizio era solo una battuta: “riapriremo prima possibile. Sì all’alba”. Poi è diventata una promessa quella del cinema Beltrade di Milano che ha festeggiato la riapertura delle sale con una minimaratona iniziata all’alba, anzi poco prima, alle 6, con ‘Caro diario’ di Nanni Moretti.

D’altronde – come scrive Bianca Maria Manfredi su Ansa – il coprifuoco permette di muoversi solo dalle 5 e al pubblico bisognava lasciare il tempo di arrivare.

Il Cinema Beltrade di Milano all’alba del 26 aprile 2021 (AP Photo/Antonio Calanni)

La prima spettatrice si è presentata in cassa alle 5.20, poi man mano sono arrivati gli altri. Tanti, anche più di quelli che potevano entrare nella sala che ha una capienza con le norme anticovid di 70 persone, 90 considerando i congiunti. Per questo qualcuno che non aveva prenotato è dovuto rimanere fuori.

“Siamo matti – racconta soddisfatta Monica Naldi, che gestisce la sala assieme a Paola Corti – ma anche i nostri spettatori sono un po’ matti”. C’è chi, come Andrea che vive nell’hinterland a Magenta, si è fatto ospitare da amici per poter essere presente e puntuale. “Sono qui per festeggiare il ritorno in giallo e il ritorno al cinema  – spiega – Ero stufo di vedere film su Netflix”.

“Siamo qui per festeggiare la riapertura” gli fanno eco Maria Grazia e William, arrivati da Cologno Monzese. Loro sono venuti in auto. Altri in bici  o motorino. Nessuno in metropolitana perché alle sei non sono ancora in funzione. In coda per entrare tutti sono contenti, un po’ come i bambini la mattina di Natale prima di scartare i regali. Per qualcuno c’è anche il sottile gusto del proibito come Federica, che è venuta al cinema prima di andare al lavoro in banca. “Potendo starei tutto il giorno qui, ma devo andare in ufficio. Prendere un giorno di ferie mi sembrava eccessivo – dice – ma sono voluta venire perché hanno una programmazione di qualità e hanno passione”.

Durante il periodo di chiusura al Beltrade hanno continuato ad organizzare attività online e con altri cinema indipendenti hanno creato la piattaforma 1985.cloud. “Non ci aspettavamo di dover richiudere. Avevamo preso tutte le precauzioni – sottolinea Monica Naldi – per cui è stata molto dura. C’è anche la preoccupazione economica e come va, lo vedremo poi. Abbiamo cercato di tirarci su con il lavoro”. L’inizio sembra promettente. “Siamo contentissimi, vorremmo abbracciarvi tutti” dice prima che si spengano le luci in sala al pubblico, che all’uscita riceve anche una spilletta ricordo.

” L’ALBA DEI CINEMA VIVACI: perché i sogni non muoiono all’alba… diventano film! ” è lo slogan con cui il Beltrade ha pubblicizzato la sua maratona che finisce alle 21 con ‘Bacio’ un inedito di Rezza e Mastrella. Si replica il primo maggio.

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