Nell’informazione tv tra ottobre e aprile primeggiano Tg1, Report, Otto e Mezzo. Ma molto bene anche Che tempo che fa

Le news dilagano nei palinsesti. Non è solo una percezione. Lo dicono i dati elaborati da Studio Frasi sulla stagione in corso e, in particolare, sul periodo, che va dal primo ottobre del 2020 al 12 aprile del 2021. Una scelta che è decisamente l’effetto di una maggiore attenzione all’informazione generata dall’emergenza pandemica, ed è quindi legata alla domanda di contenuti. Ma che è evidentemente figlia anche di una precisa organizzazione dell’offerta delle nostre emittenti nazionali principali. Sempre più tarate su un genere che consente un buon rapporto tra costi del contenuto e risultati di audience prodotti. Una scelta strutturale però che è stata ben accolta dai target giovanili.

Analizzando i dati della classificazione Nielsen relativa ai programmi informativi risulta che nel periodo citato le reti generaliste Rai, Mediaset e La7, hanno trasmesso diecimila trecento ore dedicate a notizie, commenti, inchieste, interviste, servizi, talk show politici, rubriche tematiche di approfondimento. La classificazione Nielsen rileva come nei 193 giorni dall’inizio della stagione televisiva 2020-21, la tipologia informazione sia aumentata di circa trecento ore rispetto agli stessi giorni della stagione 2019-2020.

L’informazione occupa un terzo della programmazione

L’informazione occupa nel complesso il 32% dei palinsesti delle sette reti. La ripartizione di queste oltre diecimila ore non è omogenea tra le emittenti: oltre la metà (50,5%) è programmata dal servizio pubblico, Mediaset si ferma al 21,8% mentre La7 da sola occupa il 27% del totale Informazione.

I telegiornali sono anche il format informativo più utilizzato dalle reti, il 35,8% dell’intera tipologia Informazione è dovuto alla messa in onda dei notiziari; seguono, con il 24% le trasmissioni di attualità che includono gli speciali degli stessi Tg, ma anche programmi dedicati a tematiche più specifiche.

Attualità e informazione: ‘vince’ Fazio…. Il Tg1 prevale per le news. Più giovani all’ascolto

Tra le trasmissioni periodiche classificate dalla Nielsen nel genere “Attualità informazione” il primato va a Che tempo che fa in onda su Rai Tre, con 2,7 milioni di spettatori nella media delle 24 puntate emesse nel periodo in esame.

Il telegiornale più seguito è il Tg1 della sera che si conferma la principale fonte di informazione per italiane ed italiani, nella media delle 194 uscite del periodo ha realizzato un ascolto di 6,1 milioni di spettatori (share 24,5%), negli stessi giorni il Tg5 ha prodotto un ascolto di 4,9 milioni (share 19,6%).

La confermata solidità degli ascolti dei telegiornali è dimostrata dall’incremento del loro seguito da parte dei nuovi pubblici composti soprattutto da persone giovani. Il TgLa7 è quello che in percentuale ringiovanisce di più il proprio pubblico grazie all’aumentata presenza dei 15-19 (+23,4%), mentre in valori assoluti la crescita maggiore di questa fascia di età riguarda il Tg5 (+24mila individui).

E’ il pubblico del Tg3 che ringiovanisce di più grazie alla crescita delle persone tra i 20 e i 24 anni (+30,7%), mentre in valori assoluti è il Tg1 che registra la crescita maggiore dei 20-24 (+29mila individui).

Coesione sociale: ascolto Tg1 trasversale ai territori e classi sociali, quello del Tg5 ai generi

I due telegiornali più seguiti sono anche quelli che raggiungono l’indice di coesione sociale più elevato, 80 percento. Interessante analizzare la ripartizione per segmenti di pubblico, utile perché in grado nel fornire indicazioni per eventuali aggiustamenti.

Lo studio del Tg5

Il Tg5 ha indici più elevati nel genere, i suoi pubblici sono più equilibrati tra uomini e donne di quanto non sia il Tg1, che invece ha pubblici meglio suddivisi tra le regioni e le diverse classi di reddito e istruzione.

Tra i programmi d’inchiesta domina Report. Otto e mezzo leader nei dibattiti

Le trasmissioni d’inchiesta rappresentano appena il 4% della tipologia Informazione e registrano un ascolto medio complessivo di 742mila spettatori; il primato della categoria va a Report che con le sue inchieste raccoglie 2,6 milioni di spettatori (share 10,6%) nella media delle puntate emesse in prima serata. Il programma di Rai Tre è tra i primi in classifica anche con le edizioni pomeridiane.

Il 20,9% del genere Informazione è costituito da trasmissioni che rientrano nel genere “dibattito informativo”, nel complesso hanno un ascolto medio di 626mila persone. La preferenza dei pubblici va a che nel corso del periodo considerato ha avuto un audience media di due milioni, includendo le puntate del sabato.

Il programma preserale in onda su La7 è seguito in classifica da un altro talk show di informazione politica dell’emittente, Non è l’Arena con 1,2 milioni di spettatori nella media ponderata di prima e seconda parte. E’ consuetudine di molti programmi dividersi in due parti con denominazioni differenti per ottimizzare l’ascolto più elevato in rapporto agli inserzionisti pubblicitari. Terzo per ascolti è Di martedì, che nella media ponderata di prima e seconda parte, Di martedìpiù, ha un ascolto di 1,1 milioni di spettatori.

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