Mediaset, trattativa serrata per la ‘pace’ con Vivendi; legali al lavoro anche nel week end

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Nuovo round molto serrato nelle trattative tra Mediaset e Vivendi con l’obiettivo di giungere a un accordo complessivo dopo oltre cinque anni di querelle e battaglie legali senza esclusioni di colpi, legate al mancato acquisto di Premium da parte della media company francese. Secondo quanto riporta Adnkronos,  i legali hanno lavorato anche durante il week end e un accordo potrebbe essere chiuso ad horas. Come sempre in questi casi il condizionale è d’obbligo: i colpi di scena non sono mancati fin qui e almeno in un’altra occasione, alla fine del 2019, un accordo che sembrava vicino è invece saltato alle battute finali.

Nel collage (foto Ansa), da sinistra: Vincent Bollorè e Pier Silvio Berlusconi

Secondo fonti di mercato le basi di una possibile intesa sono simili a quelle di due anni fa con la cessione da parte di Vivendi di una parte significativa della quota posseduta in Mediaset, pari al 28,8%, nell’arco di un periodo definito di tempo. Come a dire che il gruppo capitanato da Vincent Bolloré non potrebbe più condizionare Mediaset nella realizzazione di operazioni straordinarie.

Di certo lo scenario è cambiato rispetto ai tentativi di ‘pace’ che i due gruppi hanno portato avanti nel tempo con la decisione del tribunale di Milano di due settimane fa, in base alla quale Vivendi deve risarcire Mediaset per una cifra di 1,7 milioni per il mancato acquisto di Premium. Il Tribunale di Milano Sezione Civile ha respinto, però, le altre due richieste di risarcimento del gruppo italiano nei confronti di Vivendi in merito alla violazione dei patti parasociali e alla concorrenza sleale seguite alla vicenda Premium. Ma ci sono altre cause pendenti su cui, in caso di accordo, Mediaset potrebbe fare un passo indietro: ultimo pomo della discordia tra i due gruppi è stato il progetto MediaForEurope che Vivendi chiede di bloccare in varie sedi legali.