“Venite in Italia!”, il turismo è pronto a partire. Ma deve trovare i ‘mezzi’ per comunicarlo

“Siamo tutti sulla stessa linea di partenza: vincerà chi avrà l’accelerazione migliore”.Il ministro del Turismo  Massimo Garavaglia ha così introdotto stamattina l’incontro ‘Comunicare il turismo in Italia e in Europa. La notorietà e l’attrattività delle destinazioni italiane e il ruolo dei media’.
Ieri il presidente del Consiglio Mario Draghi aveva parlato del passaporto vaccinale e lanciato l’invito all’Europa della vacanze: “Venite in Italia!”.

Il ministro per il Turismo Massimo Garavaglia

Oggi, il ministro ha ribadito che “i governi non fanno il Pil” (quello del settore turismo da noi vale il 13,2%, per un totale di 3,5 milioni di addetti), però può fornire regole che agevolano e sostengono. Come i prestiti, sussidi e finanziamenti che vengono erogati (e altri ne arriveranno, dice Garavaglia).

Al di là delle regole l’incontro – organizzato dall’Università Cattolica con Publitalia ’80 – è però servito a mettere a punto il ruolo della comunicazione nel richiamare quel 70% di cittadini europei che vedono nell’Italia la destinazione più ambita. Ruolo cruciale nel momento in cui – come ha poi sottolineato Alessandra Priante, responsabile della Commissione regionale europea del Unwt – “ci sono Paesi molto più bravi di noi a comunicare e la concorrenza alla ripresa sarà ancora più forte, anche se l’invito di Draghi è la migliore campagna che si possa immaginare; ma l’Italia deve essere comunque lavorare con una prospettiva a lungo termine”.

La prospettiva a lungo termine coinvolge tutti i mezzi di comunicazione. I dati emergono nella ricerca ‘Turismo, media e comunicazione’ del Certa (Centro ricerca sulla televisione e gli audiovisivi), con Publitalia ’80.  A presentarla Massimo Scaglioni, direttore del Certa e responsabile scientifico della ricerca, Vincenzo Zulli, coordinatore Business, development Cattolica per il Turismo, e Matteo Cardani, direttore generale marketing Publitalia ’80.

I relatori hanno spiegato come media tradizionali, digital media e touchpoints (il passaparola, le mostre, i tour operator…) abbiano un peso pressoché equivalente nella scelta che farà il potenziale turista. E abbiano però anche una funzione complementare fra loro. L’ideale è infatti una sinergia calibrata secondo una piramide rovesciata che parte dall’informazione e della pubblicità classica, suscita l’interesse e il desiderio con libri, siti di viaggi, social media, e infine induce all’azione, a comprare il biglietto e partire.

Ma se è vero che l’investimento pubblicitario nel turismo in Italia è bassissimo (solo lo 0,007%, contro una media nazionale dei diversi settori di 0,5%), ci sono tante leve che si possono attivare. Lo sanno bene fiction e film dove il territorio è uno dei protagonisti, dalla Vigata di Montalbano alla Roma della ‘Grande bellezza’. Tenuto conto che ai viaggiatori interessa soprattutto quando delle diverse località  si evidenzia il lato ‘tradizione’ (il borgo, gli scorci architettonici…) oppure l’aspetto green (pensiamo per esempio alle serie montane come ‘Un passo dal cielo’) e sostenibile.

Con attenzione, comunque. Perché – avverte il presidente di Enit Giorgio Palmucci – importante da un lato è magari legarsi a un evento (come l’anno scorso il Giro d’Italia) per indurre poi il viaggiatore a visitare meglio il Paese, ma dall’altro bisogna continuare a impegnarsi perché nel dopo Covid non si torni a pericolose forme di over tourism. Per farlo, una ipotesi è proseguire nella campagna di destagionalizzazione, un’altra è promuovere le mete meno conosciute (sono tante: un italiano su due non conosce le nostre regioni) e semplificare – anche a questo serve il digitale – le modalità di informazione e accesso a musei, prenotazioni di ristoranti, eventi.

Intanto, suggestioni di un viaggio in Italia arrivano da Mediaset. Su Canale 5 parte in giugno un ‘Viaggio nella grande bellezza‘: 5 tappe, in cui Cesare Bocci (l’Augello di Montalbano) introducenelle meraviglie del Paese.

 

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Diritti Tv. Sky ricorre all’Antitrust: accordo Tim-Dazn lede libertà dei consumatori. Tim:  Sky è soggetto dominante

Diritti Tv. Sky ricorre all’Antitrust: accordo Tim-Dazn lede libertà dei consumatori. Tim: Sky è soggetto dominante

Editori europei alla Commissione Ue: Tutelare società di media più piccole, non sovraccaricarle di obblighi di due diligence

Editori europei alla Commissione Ue: Tutelare società di media più piccole, non sovraccaricarle di obblighi di due diligence

Netflix arruola Steven Spielberg e annuncia una serie di film originali già dalla fine dell’’anno

Netflix arruola Steven Spielberg e annuncia una serie di film originali già dalla fine dell’’anno