Nessun vantaggio selettivo in favore di una filiale lussemburghese di Amazon: la Corte Ue annulla la decisione Bruxelles

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“Nessun vantaggio selettivo in favore di una filiale lussemburghese del gruppo Amazon”. Lo afferma la Corte di giustizia europea, annullando la decisione della Commissione Ue che dichiara l’aiuto incompatibile con il mercato interno. Come riporta Ansa, secondo il Tribunale, la Commissione non ha dimostrato in modo giuridicamente adeguato che vi sia stata un’indebita riduzione dell’onere fiscale di una filiale europea del gruppo Amazon.

Jeff Bezos, fondatore di Amazon (foto Olycom)

Amazon: Bene Corte Ue – “Accogliamo con favore la decisione della Corte” di giustizia europea, “che è in linea con la nostra posizione di lunga data secondo cui abbiamo seguito tutte le leggi applicabili e che Amazon non ha ricevuto alcun trattamento speciale”. Così in una nota l’azienda. “Siamo lieti che la Corte lo abbia chiarito e possiamo continuare a concentrarci sulla fornitura per i nostri clienti in tutta Europa”, conclude Amazon.

Tang: Le decisioni di Vestager si stanno dimostrando inefficaci – “Amazon non paga l’imposta sul reddito delle società e intanto fattura oltre 44 miliardi in Ue durante una pandemia. E la Corte di giustizia Ue glielo consente. Le decisioni sugli aiuti di stato della commissaria Ue alla concorrenza Margrethe Vestager si stanno dimostrando inefficaci. Se i tribunali dicono che questi comportamenti sono legali, allora la Commissione presenti proposte per renderli illegali”. Lo scrive su Twitter l’eurodeputato olandese Paul Tang (S&D), presidente della sottocommissione Affari fiscali del Parlamento europeo.

Ppe: Sentenza imbarazzante per la Commissione – “La decisione odierna della Corte di giustizia europea è motivo di imbarazzo per la Commissione Ue e rappresenta un duro colpo per la vicepresidente della Commissione Margrethe Vestager”. Così in una nota Markus Ferber,  portavoce per gli affari economici del Gruppo del Ppe al Parlamento europeo. “Questa non è la prima decisione di alto profilo sulla concorrenza ribaltata da un tribunale. La commissaria per la concorrenza farebbe meglio a limitare la sua ricerca di titoli sulla stampa ed a preparare meglio i suoi casi in modo che possano resistere in tribunale. Decisioni di alto profilo come queste che finiscono ribaltate in questo modo rappresentano un grave disservizio alla causa della giustizia fiscale”, conclude Ferber.