Spotify reinventa l’autoradio e prepara un aggiornamento per streaming ad alte prestazioni

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Notizie e approfondimenti quotidiani sul digitale a cura di Reputation Manager, la società di riferimento in Italia per l’analisi, la gestione e la costruzione della reputazione online.

 

Cresce l’intrattenimento digitale. Secondo un’analisi di Comscore, tra smartworking e tempo passato a casa, la pandemia ha cambiato profondamente il rapporto tra il web e gli italiani. La penetrazione digitale ha continuato ad aumentare, arrivando al 74% della popolazione, con circa il 4% in più, anche il tempo speso in rete è in crescita, che ormai sfiora in media le 3 ore al giorno. A trainare l’aumento del tempo passato sulla rete, nell’ultimo anno, è soprattutto l’entertainment digitale: le audience del mondo dell’intrattenimento registrano una crescita del 3% con 38,8 milioni di visitatori unici (erano 37,7 a marzo 2020), raggiungendo il 97% degli utenti italiani.

Spotify reinventa l’autoradio. La piattaforma di streaming musicale si prepara al lancio di “Car Thing”, un dispositivo a comandi vocali e tattili da installare sul cruscotto che trasforma lo streaming musicale in qualcosa di fisico per ascoltare musica, notizie e podcast all’interno dell’abitacolo, senza dover aprire l’app. Intanto c’è grande attesa per anche per “Spotify HiFi”, il formato compresso ad alte prestazioni il cui lancio è previsto nella seconda metà dell’anno. Gli abbonati potranno ascoltare i brani preferiti in qualità Cd tramite smartphone, pc o smart speaker collegati attraverso il sistema Connect con un bitrate di 320 kbps.

Instagram attento al ‘gender’, su profili arrivano i pronomi. Il social network permetterà agli utenti di inserire sul proprio profilo i pronomi (tra cui “lui”, “lei” e “loro”) per rendere chiara la propria identità di genere. Gli utenti potranno decidere se rendere visibili o riservarli ai soli follower. Per i minorenni sarà valida in automatico quest’ultima impostazione. Una volta impostati, i pronomi compariranno in un colore più chiaro sulla pagina del profilo, accanto al nome dell’utente, e potranno essere rimossi in ogni momento se l’utente lo ritiene.

Google come Apple, al lavoro su etichette privacy per le app. Le etichette fotograferanno con icone e grafica l’uso di dati personali da parte delle app. Pertanto, gli sviluppatori dovranno dichiarare alla società di Mountain View, e di conseguenza al pubblico di utenti, quali dati personali utilizzano e per quali scopi, oltre a dover fornire obbligatoriamente una informativa privacy estesa. Per prepararsi alla novità, Google invita gli sviluppatori a rivedere i propri processi e software per correggere eventuali deviazioni dalle regole e dalla policy della società sulla privacy.

Cala la curva dei crimini informativi andati a buon fine. Secondo un’analisi di Exprivia, da gennaio a marzo in Italia si sono registrati 349 eventi tra cyber attacchi, incidenti e violazioni della privacy, con una crescita del 47% sul trimestre precedente e ben sette volte di più rispetto ai primi tre mesi del 2020. Secondo l’analisi però, il numero medio di incidenti, ovvero attacchi andati a buon fine, registra una flessione del 18% rispetto al trimestre precedente, rimanendo comunque costante in media rispetto all’intero anno 2020.