Parapini (Rai per il Sociale): coesione sociale è concreta attenzione alle fragilità e richiede credibilità; servire pubblico è grande responsabilità

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“Già nel 2016 la Rai si pose il problema di indagare e di ridefinire il ruolo del servizio pubblico e quindi della coesione sociale alla luce della rivoluzione digitale che incombeva nel passaggio dal modello broadcasting alle logiche di sharing, di partecipazione, tanto è vero che la Rai si batté al tavolo istituzionale con il governo (con cui stava negoziando il nuovo contratto di servizio) per inserire i due punti richiamati nel libro sull’importanza e sulla misurabilità della coesione sociale. Dobbiamo essere consapevoli, però, che il cuore di tutto il ragionamento fatto nel libro e nelle numerose iniziative che si sono prodotte in questi anni, è la credibilità”. Parla così il direttore Rai per il Sociale, Giovanni Parapini, in occasione della presentazione, in diretta su Raiplay, del volume ‘Coesione Sociale. La sfida del servizio pubblico radiotelevisivo e multimediale’, a cura di Rai Ufficio Studi, edito da Rai Libri.

Parapini

“I cittadini – scandisce Parapini – non devono mai trovarsi nella condizione di dubitare dell’onestà intellettuale di chi gli offre un programma che sia di intrattenimento o d’informazione. Servire il pubblico è una grande responsabilità che richiede indiscusse caratteristiche etiche e morali perché la coesione sociale si realizza nel momento in cui si passa dalla teoria alla pratica e la pratica consiste nell’essere conseguenti e quindi lavorando unicamente nella realizzazione del bene comune che significa aiutare e sostenere chi è più in difficoltà, chi è più fragile, chi è invisibile”.

“In questa consiliatura – fa notare il direttore di Rai per il Sociale – l’attenzione al sociale e quindi ai temi collegati con la coesione sociale e la sostenibilità hanno avuto indubbiamente uno spazio maggiore, sia nelle reti che nelle testate, così come nel digitale e nel mondo della radiofonia, senza dimenticare le numerosi iniziative territoriali ante pandemia che si sono svolte da nord a sud del paese. Da settembre 2020 , la rai pubblica sul suo sito il progress sociale , un documento centrale per comprendere concretamente l’enorme sforzo che la nostra azienda svolge quotidianamente al servizio del paese.

“Si può fare di più? Certamente sì – dice Parapini – e questa è la sfida a cui stiamo lavorando per i prossimi anni. A questo proposito, concludo, ricordando che la Rai, sempre nel quadro del potenziamento della coesione sociale, ha dato vita al suo primo festival del sociale che si terrà a Spoleto il 2/3/4 di luglio e che avrà al centro il tema della sostenibilità declinata in sociale , economica ed ambientale. Tre giorni di incontri e dibattiti che verranno inaugurati dal progetto ‘illuminare le periferie’ che rappresenta, per contenuti e valori, uno dei momenti più alti del servizio pubblico e della Rai in quanto istituzione fondamentale di questo paese”.