Colao: È dovere del governo colmare il digital divide. Riforme essenziali, bisogna avere coraggio di cambiare

La pandemia “ha purtroppo allargato il digital divide, è inutile nasconderlo. È dovere del governo assicurare che chi è rimasto più indietro, possa recuperare”. Lo afferma il ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale, Vittorio Colao, durante l’evento “Recovery Young” organizzato da Marsh McLennan.Come riporta Ansa, nel piano nazionale di ripresa e resilienza, spiega Colao, ci sono incentivi di investimento tecnologico, 4.0, e incentivi nel capitale umano, accanto a “moltissime risorse sulla parte di education”, dalla scuola agli Istituti tecnici superiori (Its), dall’università ai centri di ricerca. Il ministro evidenzia la necessità di “investire di più sulle conoscenze, sull’educazione tecnica”, visto che l’Italia è “il paese che ha meno diplomati Its (una frazione rispetto a Germania e Francia) e meno laureati Stem rispetto agli altri paesi europei. Dobbiamo ricreare una cultura dello studio tecnico”.

Vittorio Colao (foto ANSA / MATTEO BAZZI)

“Conto molto sulle imprese per fare da traino nei primi tempi e spero che tutto il resto seguirà”, aggiunge il ministro, augurandosi “che i prossimi mesi confermeranno che le nostre imprese si sono difese bene e che abbiano accelerato il passaggio alla digitalizzazione”

“I prossimi 3-6 mesi saranno i più importanti” nella realizzazione del Pnrr, e “le riforme sono essenziali, soprattutto per la parte relativa agli investimenti, ma anche per la parte relativa alle procedure amministrative”, ha affermato ancora il ministro.

“Con l’attuale complessità autorizzativa ed esecutiva, non potremo realizzare tutto quello che c’è nel piano”, aggiunge Colao, sottolineando che questa volta bisogna avere “il coraggio di cambiare e migliorare, eliminando i lacci e lacciuoli”, in particolare, bisogna avere “il coraggio di ridurre le complessità e le ridondanze autorizzative, che sono terribili in Italia, e di semplificare una serie di controlli ex ante, che sono il cardine della cultura di questo paese, cercando di fare più controlli ex post, magari anche più duri”.

In questo modo “avremo l’opportunità” per far fare un salto in avanti al paese, “dopo una pandemia che innanzitutto ha creato tanta sofferenza e tante morti, ma sta creando e creerà anche molto debito”. il ministro si rivolge poi ai giovani esortandoli a “fare più pressione perché le cose questa volta si facciano. Dobbiamo essere meno tolleranti delle resistenze e degli attriti con cui la mia generazione è cresciuta”.

5G, Italia non ha un lancio tra i più ampi ed evidenti –  In Italia “non abbiamo un lancio del 5G tra i più grossi o più evidenti in giro. E abbiamo soprattutto una pubblica amministrazione a macchia di leopardo dal punto di vista dell’infrastruttura Ict, con situazioni buone ed altre pessime”, ha detto ancora Colao, spiegando che “abbiamo un buon sviluppo del settore dell’infrastruttura mobile, ma non è altamente investito negli ultimi tempi”. Inoltre, “siamo indietro sulle infrastrutture di banda larga fissa, con un gap rispetto agli altri paesi che è importante colmare”, aggiunge il ministro. Con il piano nazionale di ripresa e resilienza, “abbiamo la possibilità di dare una accelerazione facendo leva sugli investimenti privati prima di tutto e anche sugli interventi pubblici. Ci sono anche molti soldi per aiutare la pubblica amministrazione, con una serie di iniziative per permettere a tutti di investire”.

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