Sardegna, azzerato l’ufficio stampa della Regione: ok a esperti social. Assostampa, Odg e Gus: Amarezza e sconcerto

È stato approvato dal consiglio regionale l’emendamento che azzera l’ufficio stampa della regione dopo 30 giorni dall’entrata in vigore della legge 107, a cui l’aula darà il via libera nella serata i ieri.

L’emendamento prevede che 8 dei 12 componenti dell’ufficio stampa siano giornalisti assunti con contratto nazionale (questa una novità rispetto all’ipotesi iniziale) e 4 esperti social, video maker, digital pr, editing e grafici, il cui contratto e compenso saranno definiti dalla giunta. L’attuale ufficio stampa sarà dunque soppresso al trentesimo giorno dall’entrata in vigore della legge (inizialmente era previsto che cessassero all’approvazione dell’aula). Secondo quanto trapelato, l’azzeramento dell’ufficio stampa, come quello già approvato dei gabinetti assessoriali, si saranno utilizzati dal presidente della regione per liberarsi di chi, ricoprendo cariche istituzionali, ha partecipato al pranzo proibito di Sardara.

Foto CC0 Creative Commons

Le reazioni – Ordine dei giornalisti della Sardegna, Associazione della Stampa sarda e Gruppo Uffici Stampa valutano con amarezza – si legge nella nota congiunta che hanno pubblicato – l’emendamento approvato in Consiglio regionale che taglia da 12 a 8 il numero degli addetti stampa di cui la Giunta in carica e quelle future potranno dotarsi per comunicare all’opinione pubblica sarda le proprie attività.

Nel rilevare la distanza del provvedimento da quanto disposto dall’articolo 9 della legge 150 del 2000, e nel sottolineare quanto si annunci comunque impervio attribuire in futuro incarichi fiduciari a personale non giornalistico all’interno dell’ufficio stampa, è inevitabile rimarcare che per la prima volta il Consiglio regionale licenzia una riforma che non sostiene l’occupazione ma la ridimensiona, peraltro in un settore strategico per la qualità democratica e in un momento tragico per il mercato del lavoro giornalistico. Altrettanto sconcertante, infine, la decadenza in blocco dell’ufficio stampa prevista a breve da una norma inutilmente contundente.

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