Leone (Apa): Rai sta disinvestendo su produzione audiovisivo; così l’industria nazionale soccomberà allo strapotere delle multinazionali

 

“Le produzioni di serialità della Rai registrano quest’anno una contrazione del 20% di investimenti rispetto al 2020 e lo scollamento tra piano economico e piano finanziario rischia di rendere ancora più preoccupante la situazione”.

Giancarlo Leone (Foto LaPresse)

Lo ha denunciato – riporta Adnkronos – il presidente di Apa (Associazione Produttori Audiovisivo), Giancarlo Leone, nel corso della sua audizione in commissione di Vigilanza nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui modelli di governance e sul ruolo del Servizio pubblico radiotelevisivo. “Dunque Rai Fiction, non per responsabilità della sua Direttrice ma per scelte di vertice, produrrà molto meno e sarà costretta inoltre a far slittare alcune produzioni all’anno prossimo, con una spirale viziosa che avrà effetti a catena anche sull’anno prossimo. Dunque non è una affermazione azzardata affermare che Rai sta disinvestendo sulle produzioni culturali e dell’audiovisivo”, ha detto Leone che ha un passato da dirigente Rai di lungo corso (è stato tra l’altro vicedirettore generale della Rai dal 2006 al 2011, direttore di Rai Intrattenimento dal 2011 al 2012 e direttore di Rai 1 dal 29 novembre 2012 al 3 marzo 2016).

Per Leone, “se Rai proseguirà su questa strada, l’industria nazionale soccomberà allo strapotere delle multinazionali dello streaming on demand ed il nostro Paese rischierà di essere la provincia di un impero di cui conserveremo soltanto la memoria. Rai non potrà fare da sola questo importante passo, ma dovrà essere accompagnata da scelte e provvedimenti del governo che consentano di contare su maggiori risorse per le produzioni sia tramite il conferimento delle ulteriori trattenute che attualmente gravano sul canone, sia con strumenti mirati”.

“Se la Rai è il volano dell’industria culturale non deve venir meno alla sua missione”, ha aggiunto. “Il servizio pubblico nazionale, come quelli dei principali Paesi europei, svolge questa attività di produzione di contenuti prevalentemente con gli operatori del settore, ovvero i produttori indipendenti. In questo senso investe ed ha un ruolo prevalente su tutto l’audiovisivo (film, serie, doc, animazione) per oltre 300 milioni di euro l’anno, circa il 15% di tutto il fatturato Rai. E’ tanto? Non lo è. Se si considera che Bbc investe il 50% del fatturato in contenuti audiovisivi di produzioni indipendenti”. Secondo Leone, “la Rai sta perdendo progressivamente peso specifico in questo ruolo perché investe sempre meno nell’industria culturale dei contenuti audiovisivi nonostante abbia ottenuto da quest’anno 84 milioni annui stornati parzialmente dal cosiddetto extragettito con l’aspettativa che servissero per investire sul prodotto e non per migliorare necessariamente il proprio conto economico”.

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