I dirigenti Rai chiedono incarichi di vertice. Tra i più gettonati Ciannamea, Ciccotti, Claudio, Del Brocco, Maggioni e Sergio

Adrai, l’associazione dei dirigenti di Viale Mazzini, hanno diffuso una nota stampa in cui si dicono “pronti” ad assumere incarichi di vertice interni. 

 

I papabili interni ai vertici Rai sono (in ordine alfabetico) Marcello Ciannamea (direttore Distribuzione), Stefano Ciccotti (Chief Technology Officer), Nicola Claudio (direttore governance e segreteria societaria), Paolo Del Brocco (ad Rai Cinema), Monica Maggioni (Responsabile del nucleo produttivo relativo al programma “Sette Storie” di Rai Uno) e Roberto Sergio (direttore Radio Rai).

NOTA ADRAI

Il rinvio dell’Assemblea degli Azionisti al 12 luglio pone la RAI in una posizione di estrema e ingiustificata difficoltà.

Nonostante le critiche e le continue strumentalizzazioni, la Rai rimane la prima impresa culturale italiana, tra le prime in Europa e il primo broadcaster al mondo per quota di mercato nazionale, l’ultimo baluardo per l’industria italiana dei media e dell’audiovisivo in un contesto sommerso da operatori e interessi sovranazionali.

Al suo interno trovano spazio diverse Società, di cui una addirittura quotata in Borsa. L’offerta Rai include 14 canali televisivi, 12 canali radio, testate giornalistiche, canali internazionali, siti web, piattaforme online come Rai Play e Rai Play Sound e poi ancora 4 Centri di Produzione, 17 sedi regionali, un Centro di Ricerca e Innovazione e molto altro ancora.

Dalla Rai dipendono direttamene 20.000 famiglie tra dipendenti e collaboratori, ma molte di più sono quelle che fanno capo all’indotto costituito da migliaia di imprese.

La Rai muove investimenti fondamentali per l’industria dell’audiovisivo. Basta sfogliare il Contratto di Servizio con decine di obblighi, ai quali la Rai è giustamente sottoposta, per comprendere il ruolo che la Società riveste per il Paese e per i cittadini. Si tratta di un’attività produttiva, culturale e industriale che Rai porta avanti grazie ai suoi dirigenti, giornalisti, ai suoi dipendenti e a tutte le sue maestranze. Il capitale umano della Rai è una risorsa fondamentale che ha sempre salvato e protetto l’Azienda nei momenti di difficoltà in cui, suo malgrado, si è trovata a operare superando i tantissimi vuoti di potere determinati dai momenti di transizione, come quello attuale, con estenuanti liturgie per l’attesa delle nomine dei consigli di amministrazione e dei vari vertici da parte dei governi.

Oggi la situazione è complicatissima, e non certo solamente per i numeri del bilancio.

I numeri derivano da tanti fattori dipendenti da assetti sedimentati nel tempo che non sono sempre stati frutto di scelte manageriali ma più spesso determinati da vincoli di sistema. Si tratta di fattori ben noti all’interno della Rai ma mai portati all’esterno per un serio confronto con la Politica (Governo e Parlamento) dai vari capi azienda che si sono succeduti. Forse, essendo nominati dalla politica, non hanno potuto o voluto disturbare i propri dante causa.

L’A.D.RAI è consapevole da molti anni, delle revisioni di cui la Rai ha bisogno: interventi strutturali che possano permettere all’azienda di competere nell’arena globale dei contenuti a servizio dei cittadini.

Il Servizio Pubblico Radiotelevisivo ha urgente necessità di riprogettarsi a lungo termine evitando l’ennesima visione miope di corto respiro.

Si tratta di un progetto che comprenda la consapevolezza del focus che è “fare radiotelevisione”, di poter fare dei programmi televisivi sempre migliori, di essere il fulcro fondamentale della industria audiovisiva nazionale, di approfondire l’informazione, di essere il difensore della nostra identità culturale, di attirare i nuovi pubblici grazie alla trasformazione in media company.

Ma servirà anche denunciare ad alta voce, una volta per tutte, l’esistenza di norme ad hoc anacronistiche che limitano lo sviluppo sui mercati e depauperano il materiale umano, di chiarire il significato di “economicità” per il Servizio Pubblico definendo con chiarezza le risorse su cui la Rai può contare in relazione al perimetro aziendale e agli obiettivi definiti dal Contratto di Servizio.

La nostra Azienda merita una guida che abbia una profonda conoscenza di questi temi e quindi che sia in grado di affrontarli con urgenza, coraggio, competenza e consapevolezza. Che sappia operare in un contesto altamente competitivo rispettando le diverse anime e gli interessi dei diversi stake-holder in gioco, che non sia subalterna agli interessi della politica ma sia in grado di interloquire con essa da pari a pari.

Siamo sicuri che l’Azionista e il Presidente del Consiglio sapranno scegliere i nuovi vertici interpretando al meglio le esigenze del momento in relazione al ruolo che la Rai deve continuare ad avere.
Non possiamo però non sottolineare che da trent’anni la Rai si trova ad essere guidata da vertici esterni all’Azienda, nominati in maniera diretta dalla politica e che spesso non hanno portato una adeguata visione progettuale e culturale.

Il risultato evidente non è dato soltanto dalla mancata indipendenza della Rai ma anche dalle rinnovate difficoltà non solo economiche ma soprattutto strategiche ed editoriali.

La Rai non ha quasi mai avuto vertici interni (se non per brevi periodi e dettati dall’uscita anticipata del capoazienda di turno) e una delle motivazioni paradossali è che non si scelgano manager interni perché … politicizzati!

L’A.D.RAI chiede in maniera chiara alle Istituzioni di esprimere nel più breve tempo possibile una visione di lungo periodo per la Rai evitando di contribuire, più o meno consapevolmente, al rischio di affossare di un asset che riveste un ruolo fondamentale per il Paese.

La sfida dei prossimi anni si giocherà sul campo dei contenuti e sull’implementazione di una strategia adeguata per una vera e necessaria trasformazione verso una media company integrata.

La Rai deve avere un Vertice che sappia guidare l’Azienda verso le nuove sfide industriali ed editoriali realizzando gli obiettivi di sistema definiti nel Contratto di Servizio.

I Dirigenti RAI sono pronti.

Basta indugi, rinvii e tatticismi: si dia subito alla Rai una guida autorevole che sappia creare valore per tutti e soprattutto per i cittadini.

Avv. Luigi Meloni

Presidente A.D.RAI – Associazione Dirigenti RAI

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