Musicultura, la canzone d’autore in festival (e in presenza) con Radio Rai

“La nostra è una radio di informazione e come servizio pubblico vogliamo essere attenti e vicini a ciò che succede nel territorio”. La direttrice di Radio 1 Simona Sala presenta così la 32esima edizione di Musicultura, festival diretto da Enzo Nannipieri e di cui Rai è media partner. Lo è con Rai Radio1, radio ufficiale della manifestazione che presenterà dirette e collegamenti a cura di Marcella Sullo, Duccio Pasqua, e John Vignola ma anche con Rai 2 (in onda una differita il 6 luglio), Rainews24 e TGR.
La diretttrice durante la presentazione ha anche ricordato che nel primo comitato di garanzia di Musicultura c’era il poeta Giorgio Caproni, c’è stato poi Fabrizio De André, da qui sono usciti gli Avion Travel e Simone Cristicchi. E’ una lunga storia di musica di qualità, che scopre e premia talenti nell’ambito della canzone popolare e d’autore.

Simona Sala

Quest’anno l’appuntamento è dal 14 al 19 giugno. Le due serate finali – come da tradizione allo Sferisterio, arena neoclassica simbolo di Macerata – saranno condotte da Enrico Ruggeri e da Veronica Maya coinvolgendo ospiti come i Subsonica, Ermal Meta, Marisa Laurito, Irene Grandi… Altri ospiti si scopriranno nella sezione Controra che animerà piazze e cortili concerti, incontri, dibattiti.

Quanto invece al concorso: 1063 i partecipanti, con 2.126 canzoni. Fra loro, dopo alcune scremature, sono stati scelti gli 8 vincitori: Brugnano, Caravaggio, Ciao sono Vale, Elasi, Lorenzo Lepore, Luk, Mille, The Jab.
I magnifici 8 si esibiranno il 18 giugno e il pubblico dello Sferisterio volterà  i 4 finalisti della serata seguente. Il vincitore assoluto riceverà un premio di 20mila euro.

Cogliendo l’occasione della presentazione di Musicultura, la sottesgretaria Lucia Borgonzoni ha sottolineato: “Nel ministero della Cultura ci vuole una direzione per la musica, ambito che per l’Italia è fondamentale e che – soprattutto nel caso di quella contemporanea – non trova il giusto spazio”. Aggiungendo poi che “i luoghi della cultura sono rimasti chiusi troppo a lungo, nonostante, come conferma una ricerca tedesca, i teatri siano i posti al chiuso più sicuri”, la sottosegretaria ha ricordato come “dietro la cultura non c’è solo il grande cantante o il grande regista, ma tanta gente che lavora”.

 

Lucia Borgonzoni
(Foto ANSA/ GIORGIO BENVENUTI)

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