Prix Italia, cinque giorni di incontri nel segno di un nuovo Rinascimento

‘Rebuilding Culture and Entertainment Media’s Role for a New Start’ è il titolo al centro della 73esima edizione del Prix Italia. Il tema è quello di un nuovo Rinascimento, un presente dal quale ripartire e un futuro da immaginare: una sfida che attende anche i servizi pubblici radiotelevisivi europei e i broadcaster da molti Paesi del mondo che – dal 14 al 18 giugno – si ritrovano a Milano per il concorso internazionale organizzato dalla Rai per programmi di qualità radio, tv e web. Cinque giorni di anteprime, incontri, dibattiti, in presenza e online, per ripartire proprio dalla Cultura.

“L’intuizione di Annalisa Bruchi e di Graham Ellis di anticipare a giugno il Prix Italia è stata vincente – afferma il presidente della Rai Marcello Foa durante la presentazione del concorso – Pensavamo fosse il periodo più indicato per avere il pubblico in sala. Il tema importante di questa edizione nasce dal bisogno di interrogarci su cosa sia la cultura nel nostro Paese e che dovrà necessariamente mediare con ciò che è successo, con la pandemia”. Altra questione su cui si concentrerà il concorso è quella della comunicazione: “Sarà tradizionale e digitale – dichiara Foa – ed è giusto interrogarci sul futuro. Perché Milano? Doveva essere a Como lo scorso anno – spiega – lo abbiamo dovuto annullare ma ci siamo detti di tornare in Lombardia e abbiamo pensato di farlo in una località dove fosse presente un centro di produzione stabile dove nel caso poter organizzare ogni emergenza. Abbiamo voluto cancellare quella brutta immagine dell’Italia che era stata raffigurata come Paese untore del Covid. L’Italia, invece, vuole promuovere un Rinascimento culturale, grazie alle bellezze e alla nostra cultura e ci sta a cuore che la Rai possa avere visibilità e prestigio”.

Partecipano alle giornate del Prix ospiti internazionali e grandi nomi del cinema, della musica e del mondo dei media: da Noel Curran, Direttore Generale European Broadcasting Union (EBU) alla regista Trudie Styler, da Luigi Gubitosi, AD e Direttore Generale Tim, a Laura Pausini. Grande attesa per le anteprime e le proiezioni con autori e registi. Rai Fiction propone l’anteprima “Sorelle per sempre”, mentre Rai Cinema presenta “Miss Marx”, un film di Susanna Nicchiarelli con Romola Garaie Patrick Kennedy.

“Nella mia esperienza i media sono sempre stati sotto la luce dei riflettori in Italia e all’estero, specialmente durante la pandemia – dice Graham Ellis, presidente del Prix Italia – E il servizio pubblico è giusto che sia al centro dell’attenzione, perché è finanziato dagli Stati. La pandemia ha fatto luce sul servizio pubblico in generale, non solo su quello mediatico. Il ruolo dei media ha avuto un carattere neutro per quanto riguardava le informazioni, ma anche un ruolo educativo verso i bambini. Non bisogna dimenticare il ruolo della Rai e della Bbc che hanno fatto servizio pubblico, con un impegno a 360 gradi, entrando nelle case di chi si trovava in condizioni di solitudine o di mancanza di salute. Guardando al futuro – aggiunge – bisognerà vedere quali saranno le conseguenze della pandemia: avremo una crescita del servizio pubblico o una contrazione? I cambiamenti apportati dalla pandemia dureranno nel tempo?”.

La ripartenza raccontata dal Prix Italia si concretizza intanto nella cerimonia di apertura, in programma lunedì 14 giugno alle ore 11, al Teatro alla Scala, luogo simbolo di una delle città che più hanno sofferto a causa della pandemia, e alla quale intervengono la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati; il ministro della Cultura, Dario Franceschini; il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana; il sindaco di Milano Giuseppe Sala; il presidente Rai, Marcello Foa; il sovrintendente del Teatro alla Scala, Dominique Meyer; il presidente del Prix Italia, Graham Ellis; il segretario Generale Prix Italia, Annalisa Bruchi. L’evento sarà seguito dal Tgr Lombardia, che racconterà la manifestazione anche in una striscia quotidiana in diretta tutti i giorni dalle 14.30 alle 15.00 su Rai3.

“Tutti i broadcaster ci hanno fatto sentire la loro vicinanza – afferma la Bruchi – è stato impegnativo ma la comunità è stata presente, e noi non potevamo non fare la nostra parte. Ci sarà un inizio importante alla Scala. La cultura è il tema trainante del Prix Italia, i numeri sono incredibili, c’è tanta voglia di partecipare attraverso temi come la pandemia e i cambiamenti climatici. Abbiamo dei prodotti Rai nella short list. Importante – sottolinea la giornalista – è stata la collaborazione fra università e Rai”.

Di ottimo auspicio i numeri di questa edizione: 241 programmi in concorso nelle sezioni radio, tv e web, presentati da 56 organismi di 33 Paesi e valutati da 66 giurati, in rappresentanza di 43 broadcaster da 29 Paesi. I Premi Speciali, invece, vengono attribuiti da 10 giurati di 9 Paesi, oltre a 47 giurati studenti universitari. Dei programmi in concorso, le giurie internazionali hanno selezionato i finalisti delle nove categorie: 3 per i programmi radiofonici, 3 per i programmi televisivi e 3 per i progetti web, oltre al Premio Speciale in onore del Presidente della Repubblica Italiana, il Premio Speciale Giuria degli Studenti e il Premio Speciale Signis. Tra i partecipanti dell’edizione 2021, significativo anche il rientro della principale emittente pubblica della Russia, Russia Television and Radio (Rtr), membro del Prix Italia dal 1974 e assente dal Concorso TV dal 2003, che partecipa con 3 programmi televisivi; e di Mediaset, membro dal 1996 e assente dal 2015, ora in concorso con 3 programmi televisivi e un giurato. Dopo due anni di pausa, torna a partecipare anche Radio 24 – Il Sole 24 Ore, membro del Prix Italia dal 2010 e vincitore del Concorso Radio, categoria RadioDrama, nel 2011, mentre per il Concorso TV gareggia per la prima volta la principale emittente pubblica dell’Argentina (Rta), membro Prix Italia dal 2017.

Torna sulla decisione di ospitare a Milano il Prix Italia Roberto Cecatto, direttore Produzione Tv, scelta che giudica “ottima, per ragioni logistiche, il centro sarebbe stato pronto per qualsiasi scenario – dice- Operare con le restrizioni Covid è stata dura, ma siamo riusciti a fare produzioni incredibili. Supportiamo il Prix Italia con piacere e dovere, nelle tre location in cui si svolgerà, fra cui quella della Scala, dove faremo l’inaugurazione”. A proposito di questo luogo, ma anche di quella delle Stelline, Stefano Bolognini, assessore allo Sviluppo Città Metropolitana, Giovani e Comunicazione Regione Lombardia, afferma che “le riaperture inaugurate alla Scala sono importanti, ma lo sono anche quelle nella Fondazione delle Stelline, per il loro ruolo nella storia e nella filantropia di Milano: sono luoghi belli e importanti per Milano – sottolinea – La Rai ha aumentato le proprie attività durante la pandemia, raggiungendo persone fragili. La Regione c’è così come c’è lo Stato. Bello che il 14 giugno segni il ritorno della Lombardia in zona bianca. Ed è importante che si ricominci con gli eventi in presenza, anche per ragioni economiche e per i segnali di sicurezza e tranquillità sul ritorno alla normalità: il Prix Italia sarà appunto questo, un ritorno alla normalità, nel rispetto delle regole”.

Sulla stessa linea di Bolognini, l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno, che rimarca come “tutte le istituzioni culturali della città hanno raccolto l’invito a essere partner di questa iniziativa, perché il patrimonio culturale di Milano possa tornare a essere un bene condiviso da tutti. Tutti noi dobbiamo ricordare e sottolineare come il Prix Italia porti nel suo nome quello del nostro Paese. Dobbiamo essere coesi, sottolineare che l’evento di cui ci occupiamo parla di Italia e dobbiamo esserne orgogliosi”.

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