La nuova Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo

12 direzioni regionali, una nuova direzione dedicata all’agribusiness (settore che rappresenta l’11% del Pil e in cui la banca serve 80mila imprese che valgono per il gruppo oltre 12 miliardi di euro), che si affianca alla direzione Impact e a quelle dedicate ai clienti retail e alle Pmi: questa è la nuova struttura di Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo dopo l’integrazione con Ubi Banca e la migrazione dei suoi 2,4 milioni di clienti, delle sue circa 1.000 filiali e dei suoi 15mila dipendenti.

 

Stefano Barrese, responsabile Banca dei Territori Intesa Sanpaolo

“Una “Una banca più forte e capillare per accompagnare la ripresa a fianco dei nostri clienti”, ha sottolineato il responsabile della Divisione Banca dei Territori, Stefano Barrese aggiungendo che: “Con il completamento dell’integrazione di Ubi, la migrazione della sua clientela e l’ingresso dei nuovi colleghi siamo ancora più vicini a famiglie e imprese per compiere insieme il percorso fondamentale di ripresa post Covid e per partecipare alla realizzazione del Pnrr in virtù dell’impegno delle quasi 50 mila persone della Banca dei Territori”

La Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo conta oggi su un organico di circa 50 mila dipendenti, dei quali oltre la metà donne, una rete di 3.700 filiali e 13,5 milioni di clienti, una raccolta complessiva di oltre 550 miliardi di euro e impieghi per circa 250 miliardi di euro. La nuova struttura ha tra gli obiettivi il rilancio della fiducia delle Pmi con investimenti verso digitalizzazione, transizione ecologica, internazionalizzazione e sistemi di filiera; sostenere la ripartenza accompagnando famiglie e giovani nelle scelte immobiliari, di protezione e di gestione del risparmio; estendere i servizi digitali e multicanale evoluti a supporto dei clienti.

Nei primi cinque mesi del 2021 la Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo ha effettuato erogazioni a medio lungo termine per un valore di circa 20 miliardi di euro a favore di famiglie e imprese, con una crescita del 12% rispetto ai primi cinque mesi del 2020. Di questi, 11 miliardi sono stati erogati a Pmi e imprese piccolissime. Una parte significativa, pari al 30%, di queste erogazioni ha interessato le regioni del Sud del Paese, che costituiscono per il Gruppo un importante territorio nel quale sono in atto numerose iniziative per le circa 350 mila imprese clienti che includono 160 filiere e iniziative dedicate quali il supporto alle Zes e allo sviluppo dei distretti tecnologici

Gregorio De Felice, capo economista Intesa Sanpaolo

“Grazie alla competitività e al dinamismo di 1,2 milioni di eccellenze imprenditoriali che vediamo crescere e che affianchiamo nei loro progetti”, ha sottolineato Barrese, “la nostra economia sarà di nuovo in grado di realizzare un forte recupero dei valori di Pil ed export per riportare il nostro Paese ai vertici delle economie internazionali. A tutte queste imprese Intesa Sanpaolo sta dedicando nuovi strumenti di intervento finanziario e di consulenza, per favorirne – anche attraverso la creazione di nuove filiere – il percorso nell’innovazione, nell’internazionalizzazione e nel raggiungimento di quei parametri di sostenibilità e di impatto necessari per assicurare una crescita costante nel futuro. Il nostro gruppo prosegue infatti nella costituzione di nuovi processi di filiera e del rafforzamento qualitativo di quelli in essere, strategia di cui rivendichiamo la primogenitura nel 2015 e che oggi viene diffusamente considerata come base essenziale per il rilancio dell’economia del Paese anche nell’ambito del Pnrr”.

Anna Roscio, responsabile marketing Imprese

 

Il ruolo della Banca dei Territori si inserisce in un contesto internazionale nel quale, come ha illustrato Gregorio De Felice, capo economista e responsabile della direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, “la crescita globale sarà guidata da Stati Uniti e dall’Asia mentre per l’Europa la crescita sarà meno intensa ma con la novità del Next Generation Eu”. In una ripresa guidata dal commercio internazionale con un +12%, l’economia italiana potrà contare su una ritrovata competitività, con un diffuso guadagno di quote di mercato dei settori manifatturieri e nel balzo della propensione all’export. Intesa Sanpaolo rivede al rialzo le stime di crescita del Pil al 4,6% nel 2021e proseguirà ad un ritmo pari al 4% nel 2022. Per il futuro, centrali saranno gli investimenti e da una indagine fatta con la Banca dei Territori gli imprenditori prevedono di investire nel green, nel digitale e nella ricerca e sviluppo.
Sul fronte delle imprese, come ha spiegato Anna Roscio, responsabile marketing imprese della Banca dei Territori Intesa Sanpaolo: “Con l’integrazione di Ubi siamo arrivati a 1,2 milioni di clienti comprendendo le imprese strutturate, le piccole e micro imprese. Un patrimonio di ricchezza che è affidato a noi e per il quale sentiamo il dovere di essere una banca per le imprese”. “Con il lancio di Motore Italia”, ha continuato Roscio, “la banca ha messo a disposizione un plafond di 50 miliardi di nuovo credito. E’ un programma che evolve nel tempo e che stiamo modificando in funzione del Pnrr. La nostra strategia si declina quindi intorno alle sei missioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Da tempo abbiamo una tradizione molto forte sul sostegno agli investimenti per ricerca e sviluppo delle imprese”.

Andrea Lecce, responsabile privati e aziende Retail della Banca dei Territori

Infine, per il retail Andrea Lecce, responsabile marketing retail della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, ha affermato: “L’integrazione di Ubi Banca ci ha portato una bella realtà che ci consente di integrare l’offerta della cessione del quinto e dell’anticipo del trattamento di fine servizio”.
“Oltre ai finanziamenti ed alla parte delle transizioni”, ha aggiunto Lecce, “abbiamo poi tutto il mondo della protezione. I prodotti assicurativi che abbiamo costruito nel corso del tempo ci consentono di dedicare più di 22 coperture su casa, famiglie e salute, dentro un unico prodotto. Aspetto rilevante è quello delle aziende retail. In questo periodo molte aziende hanno sofferto a causa della crisi e quindi ci presentiamo a loro con un prodotto di finanziamento completamente digitale e che si appoggia ad un modello di rating innovativo che non si basa più solo sul bilancio”.

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