Forum Comunicazione: anno difficile ma accolti 5.300 speaker. Lavazza: per Pandemia fatto lavoro di grandissimo coordinamento e informazione global

“Questo in particolare è l’anno più difficile, insieme con il 2020. In questi anni abbiamo accolto 5.300 speaker”. Così Fabrizio Cataldi, Founder & Chairman For Human Relations, aprendo la quattordicesima edizione del Forum della Comunicazione di Comunicazione Italia. Al cuore della riflessione, il segno lasciato dalla pandemia sulle scelte e le strategie delle imprese, le lezioni apprese, le criticità che rimangono e il lavoro ancora da fare. “La nostra trasformazione – spiega – è una trasformazione che riguarda non solo il mondo della comunicazione. Ci siamo aperti a tutta una serie di tematiche di interesse per i manager. Noi – osserva – settimanalmente siamo presenti tutti i martedì e i mercoledì con appuntamenti formativi e tutti i giovedì facciamo dei ‘Digital Talk’, quindi ritorniamo su tematiche anche di comunicazione, marketing, relazioni pubbliche, ma non solo”.

“Inoltre, la nostra trasformazione – sottolinea – prevede che ogni mese organizziamo un grande Forum. Quest’anno c’è stato il debutto del ‘Forum Financial’. A giugno il ‘Forum della Comunicazione’, il primo luglio abbiamo il ‘Forum sulla Sicurezza e il Benessere’, a settembre finalmente il ‘Forum Sostenibilità’ e l’esperienza velica con il ‘Forum Sailing’. A ottobre – conclude Cataldi – un appuntamento importantissimo sulla trasformazione digitale e a novembre, il 16 e il 17, ci aspetta l’appuntamento più importante dell’anno con le tre giornate del ‘Forum delle Risorse Umane'”.

Alessandra Bianco

“Riflettere su ciò che ci aspetta è sempre molto stimolante. Se penso ai 15 mesi che abbiamo vissuto, i più difficili di sempre vorrei mettere in fila alcuni aspetti”. Lo dice Alessandra Bianco, Corporate Communication Director di Lavazza nel corso della quattordicesima edizione del Forum della Comunicazione di Comunicazione Italia. Al cuore della riflessione, il segno lasciato dalla pandemia sulle scelte e le strategie delle imprese, le lezioni apprese, le criticità che rimangono e il lavoro ancora da fare.

“Quando è scoppiata la pandemia – osserva Alessandra Bianco – Lavazza, aveva già un serie di strumenti in pancia ben rodati come lo smart working, ha fatto un lavoro di grandissima leadership, di coordinamento e di informazione globale per cui siamo partiti trasversalmente a mantenere l’attenzione per la salute dei dipendenti e quindi ad applicare norme di sicurezza trasversali ai paesi indipendentemente dal fatto che fossero già richiesti o meno. Grande coordinamento”. “Secondo – spiega – grande attenzione a non lasciare indietro le persone, quindi essere in grado di farle sentire partecipi, non abbandonate ma soprattutto necessarie per riuscire a superare questo terribile periodo”.

“Come farlo? Noi – ricorda – non abbiamo mai chiuso le fabbriche, abbiamo lavorato da remoto come tutti ma la comunicazione ha giocato un ruolo strategico così come l’ha giocata anche una comunicazione più di ‘media relations’, lo stare sul territorio dove si produce e dove si lavora. Lavazza ha fatto una grande donazione per il Piemonte ma non ha dimenticato gli altri Paesi in cui operiamo nonché proprio i Paesi dove viene prodotto il caffè stesso”.

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