Diritti Serie A. Sky incassa un no da 500 milioni di euro da Dazn. E lo impacchetta per le Authority

Sky vuole incassare un esplicito ‘no’. Dazn deve pensare attentamente a come rispondere. Ma qualunque cosa decida avrà un esito problematico da gestire. A sorpresa, la piattaforma broadcast ha offerto a quella broadband ben 500 milioni per poterla ospitare su SkyQ e sui propri canali normali, assieme alla propria proposta calcio, in una modalità simile a quella delle ultime tre stagioni. Dall’altro lato della barricata nicchiano e temono il trappolone.

Diletta Leotta (Foto Ansa/Daniel Dal Zennaro)

E’ in questa fase delicata e tattica, la guerra sempre più fredda tra la piattaforma che deteneva la quota più importante dei diritti tv della Serie A e quella che li deterrà a partire dal prossimo campionato. Ad un giorno dalla partenza degli Europei di calcio, mentre impazzano le voci sulle squadre editoriali che racconteranno il calcio in era streaming, su Dazn (Serie A) e su Amazon Prime (Champions League al mercoledì), con frammenti del team di giornalisti e talent Sky che si preparano a traslocare sulle altre piattaforme, è arrivata l’offerta a cui – in pura linea teorica- non si poteva dire di no e, invece, ha inevitabilmente ottenuto un (non formale, per ora) diniego.

In teoria l’offerta di Sky si conforma come la panacea di tutti i problemi: assicura a Dazn anche la distribuzione via sat e, praticamente, le mette in tasca (500 milioni di Sky, più i 340 milioni di TIM) tutti i quattrini pagati per garantirsi i diritti alla Lega (840 milioni annui) senza perdere la paternità della gestione del contenuto. Di più, tranquillizza anche tutti i presidenti dei club di Serie A, specie quelli che temono che lo streaming non riesca a funzionare come si deve, tecnologicamente ed editorialmente, o possa avere dei momenti di inaccettabile blackout. Sgonfierebbe, inoltre, almeno un bel po’, i problemi di antitrust, con Dazn che in questo momento deve gestire anche la querelle con Vodafone TV (che ha un contratto con Dazn fino all’anno prossimo e non vuole dismetterlo).

La pace tra Dazn e Sky, in pratica, renderebbe più accettabile per tutti, per l’infrastruttura di banda larga del sistema Paese, ma anche per i milioni di consumatori del calcio che stanno su Sky, la inevitabile transizione dal broadcast al broadband. Ma è molto improbabile che dalla società guidata da Veronica Diquattro arrivi un sì; e Bloomberg dice che il gruppo ha rifiutato la proposta o la rifiuterà.

Un’offerta che sembra però tesa anche a sciogliere e sviscerare gli aspetti ‘ambigui’ dell’alleanza tra Tim e Dazn. Commerciale e tecnologica, nelle intese e nelle dichiarazioni dei manager dei due alleati di ferro. Ma questo succede davvero senza che, per la società di cui Luigi Gubitosi è amministratore delegato, consegua un vantaggio competitivo e concorrenziale ‘inammissibile’ per le nostre istituzioni di garanzia? Dicendo ufficialmente no a 500 milioni, è questa anche la ratio della proposta ‘indecente’ di Sky, Dazn rischia comunque di rendere chiara la natura esclusiva del rapporto con TIM e quindi fare più facilmente accendere sulla luce rossa il semaforo di Agcm e Agcom.

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