Le Tecnovisionarie dell’intelligenza artificiale, 13 donne fra ricerca, etica ed entusiasmo

“Se gli uomini fossero belli e intelligenti si chiamarebbero donne”. La citazione, da Audrey Hepburn, la fa l’unico uomo che introduce la premiazione delle ‘Tecnovisionarie’.Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia, ha introdotto – con l’ideatrice del premio Gianna Martinengo, Maria Elena Viola direttrice di Elle, mediapartner di questa edizione, Patrizia Toia vicepresidente di Itre, commissione del Parlamento europeo, la presidente del Cnr Maria Chiara Carrozza – la 15esima edizione del premio internazionale promosso da Women&Tech –Associazione Donne e Tecnologie per valorizzare il talento femminile nella tecnologia, nell’innovazione e nella ricerca scientifica, per promuovere progetti e azioni finalizzati alla lotta agli stereotipi e alla discriminazione di genere e per contribuire all’orientamento dei giovani ai mestieri del futuro e verso modelli imprenditoriali sostenibili.

Maria Elena Viola

Maria Elena Viola

Il tema delle Tecnovisionarie 2021 era ‘Intelligenza artificiale, le eccellenze al femminile’. Un tema, afferma Patrizia Toia, su cui l’Europa può far valere un proprio punto di vista “etico” che coniughi industria e umanesimo, valorizzando “principi di equità e dignità”.

Patrizia Toia (Foto LaPresse – Mourad Balti Touati)

Se la ricerca, come sostiene Maria Chiara Carrozza, è “pilastro della leadership industriale”, la parola “etica” resta comunque centrale quando si parla di intelligenza artificiale: etica del lavoro, ma sempre senza dimenticare uguaglianza e pari opportunità.

Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (foto Olycom)

Maria Chiara Carrozza (foto Olycom)

70 quest’anno le segnalazioni per il premio, 17 le finaliste e 13 le vincitrici. Ognuna di queste in una diversa categoria, dalla Salute alla Sostenibilità, dalla Cultura all’Astrofisica. Oltre anche a un premio alla carriera a Luigia Carlucci Aiello, mezzo secolo di carriera e da 30 anni titolare della cattedra di Intelligenza Artificale alla Sapienza di Roma.
D’altra parte, osserva Gianna Martinengo, “Intelligenza Artificiale è una definizione che ci spinge verso il futuro, ma che trae la sua forza dal passato, articolando un’evoluzione che tiene insieme progresso e consapevolezza: due elementi essenziali nella gestione delle sfide che caratterizzano il nostro presente”.

Fra le vincitrici, nella categoria Salute Isabella Castiglioni, fondatrice di Deep Trace Technologies, progetto dove l’AI ha aiutato nella lettura delle radiografie durante il Covid, afferma che accanto al letto del malato, per aiutarlo a guarire, “ricerca e impresa sono connubio ideale”.

Tiziana Catarci, vincitrice nella sezione Data Science, ricevendo il premio ha aperto il discorso dalla scienza alla politica indissolubilmente collegata, perché – come osserva – le tecnologie rischiano di peggiorare le divisioni, separando ulteriormente mondi di serie A, B, C… Per concludere commossa: “Voglio dedicare questo premio a Saman Abbas (la ragazza pakistana ‘sparita’ dopo aver rifiutato il matrimonio deciso dalla famiglia, ndr. Troppo facile liquidarla come una storia di oltranzismo: è successo qui in Italia, e noi a Saman non avevamo dato gli strumenti necessari per difendersi”.

Il tema Sostenibilità ha visto vincere Michela Milano, la cui sfida – spiega – è stata inserire l’aspetto umano e sociale nella ricerca. “E’ importante promuovere la diversità, di approccio, di pensiero, di punto di vista”, afferma la professoressa, e questa è competenza femminile, nonostante siano ancora poche le donne a occuparsi di nuove tecnologie. “Ci sono vari ostacoli all’equità – aggiunge – anche nei sistemi intelligenti che noi crediamo imparziali e su cui invece dobbiamo lavorare. Ma la chiave del successo è la promozione della diversità in ogni ambito”,

Arianna Traviglia è la prima della categoria Cultura, che si definisce “umanista digitale” e dice di lavorare “in una zona di frontiera”. D’altra parte, visto il peso che in Italia avrebbe (se ben valorizzato) il patrimonio culturale, lo spazio per applicare l’intelligenza artificiale è una grande prateria. Un esempio: grazie ai satelliti si possono identificare e proteggere i siti archeologici sottoterra non ancora scoperti. Un altro:la tecnologia può permettere la trascrizione di testi antichi, che si può così automatizzare, perché poi gli studiosi li analizzino.

 

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