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Turismo slow di lusso. Trenitalia e Arsenale presentano il Treno Dolce vita

La ripresa economica e del turismo italiano viaggerà sui binari della Dolce vita. E’ questa la scommessa lanciata oggi da Trenitalia e Arsenale, società privata attiva nel settore dell’ospitalità, che insieme hanno presentato oggi il progetto di turismo slow su rotaia, con un’offerta combinata di alto livello (luxury), dal nome evocativo di Treno Dolce vita.

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Un progetto che troverà piena realizzazione a partire da gennaio 2023 e che verte sulla riscoperta delle attrattive naturali e artistiche più conosciute del nostro Paese, ma anche di quelle meno frequentate, dei borghi italiani, coniugandola al recupero e al rilancio di tratte poco transitate, di vecchi treni e carrozze del patrimonio delle Fs che ne rappresentarono eccellenze tecniche e di design negli anni 60 e 70 e di ogni altro tipo di eccellenza di prodotti e materiali del nostro Paese: artigianali, agricoli, enogastronomici.

 

[2]Un progetto accolto con entusiasmo dal ministro del Turismo, Massimo Garavaglia. “Questo è un progetto perfetto, che vede le forze del privato, Arsenale, l’iniziativa di Fondazione Fs italiane e la capacità di Trenitalia unirsi insieme per una nuova ripartenza, come negli anni 60 ai tempi della Dolce vita, si tratta di ricostruire il Paese” ha dichiarato il ministro sottolineando l’importanza del comparto turistico in questa fase di rilancio e di sviluppo economico e non dimenticando di apprezzare il pragmatismo dell’Ue “che in soli 2-3 mesi ha trovato regole comuni per il varo del Green pass”. “Questo progetto allarga nel tempo la sua efficacia, in tutto l’arco dell’anno, e nello spazio, in tutta Italia, dal Nord al Sud – ha concluso -. Si riparte, insomma, per non fermarsi più, e si riparte in treno!”. Il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti dal canto suo ha posto l’accento sulla sfida imprenditoriale che deve stare alla base di ogni progetto di successo. “Lo sviluppo economico passa esclusivamente dal coraggio delle persone che colgono un’idea e che sono capaci di buttare il cuore oltre l’ostacolo, investendo proprie risorse in avventure imprenditoriali – ha rimarcato -. Lo Stato puo’ affiancarli,come in questo caso, offrendo infrastrutture e reti, ma sta all’imprenditoria il compito e la capacità di renderli proficui, sfidando le consuetudini. Da commercialista circa questo progetto mi chiederei, siamo sicuri che il progetto porti profitto? Ma il tempo in cui andiamo a vivere richiede questa capacità di sfida, senza la quale neppure la potenza finanziaria del recovery fund puo’ essere garanzia di successo. Noi abbiamo la fortuna di avere il brand del bello, questo che ci viene presentato oggi è un esempio di come bisogna agire”.

Parole di grande apprezzamento anche dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi,che pone il Treno della Dolce vita nella stessa scia che vede per il 2025 le celebrazioni del Giubileo e nel 2030 quelle dell’Expo. “Il turismo o è strategia di sistema o non è. Il progetto valorizza Roma ma soprattutto il turismo in Italia e il suo futuro” ha sottolineato, ricordando i lavori di rigenerazione urbana che questo progetto comporta e richiama e gli investimenti mirati che richiede, un complesso in cui “Roma vuole essere protagonista” ha aggiunto. “Dolce vita richiama subito Roma, qualità di vita, il made in Italy. Fa parte dell’immaginario del nostro Paese. Ma è anche una idea del futuro del nostro turismo, fatto di eccellenza nei servizi, di operatori di talento, di ecosostenibilità” ha concluso.

Entrando nel merito del progetto del Treno Dolce vita, questo si articola con l’offerta di una decina di itinerari: due al Nord (Il treno delle Alpi lungo le vie dell’Amarone; Il treno del tartufo e del vino), due al Centro (I borghi della Val d’Orcia e la Maremma toscana; La via Transiberiana e i sassi di Matera); 5 al Sud (Il triangolo di Trapani; Sicilia da bere; La Sicilia barocca; La rotta delle Sirene; Il Salento e la città dei Sassi). A bordo dei treni che hanno fatto la storia del nostro Paese e di carrozze ispirate al design italiano degli anni 60 e 70 (sono in fase di restauro e ripristino 50 carrozze altrimenti destinate allo smaltimento) sarà possibile ammirare l’originalità di ogni luogo, con la possibilità di fermarsi nel corso del tragitto per soggiornare in location esclusive e riprendere il viaggio a piacimento. Ogni tratta ha la durata di 1-3 notti, toccherà 128 città italiane in 14 regioni diverse. Sono 5 i treni che verranno ripristinati, con una decina di carrozze ciascuno, dotate di 20 suite e 12 cabine de luxe per treno con una capienza totale di 64 passeggeri. L’obiettivo è di raggiungere i 74 mila passeggeri a bordo entro il 2026. “E’ un treno pensato non per raggiungere una meta, ma come esperienza stessa della vacanza” ha detto il direttore generale della Fondazione Fs italiane, Luigi Cantamessa. “Questo treno è un tributo all’Italia: la bellezza e l’unicità del nostro territorio, le sue eccellenze, fino al cibo e alla buona tavola saranno pilastri della nostra offerta” ha rilanciato Paolo Barletta, ad di Arsenale.