Usigrai in piazza, il consigliere Laganà: Nomine e riforma per liberare la Rai dalla politica. Giulietti (Fnsi): Draghi faccia presidente Laganà

“Questo  pericoloso ritardo nel rinnovo dei vertici Rai fa pensare a manovre per accordi e accordicchi per una nuova indecente spartizione, a spesa delle lavoratrici, dei lavoratori e degli utenti. Anche il ritardo sulla riforma ci fa pensare male”.

Lo ha detto il consigliere Rai Riccardo Laganà, rieletto come rappresentante in cda dei dipendenti dell’azienda pubblica, intervenendo al presidio convocato dall’Usigrai d’intesa con la Fnsi per la rielezione del consiglio d’amministrazione e rilanciare l’impegno, per la liberazione di Patrick Zaki, nel giorno del 30/o compleanno  del giovane studente rinchiuso in carcere in Egitto da più di un anno.   

 

Giuseppe Giulietti (Foto Mauro Scrobogna /LaPresse)

“Oggi, in un giorno come il compleanno di Patrick Zaki, l’unico regalo che possiamo fargli come Rai è parlare costantemente della sua vicenda – ha aggiunto Laganà – non abbandonare mai il tema di persone sottratte a diritti come lui. Speriamo che questa sensibilizzazione a livello nazionale e internazionale dia degli effetti”. 

Come riporta Ansa, a sostegno del doppio appello, erano presenti, fra gli altri, esponenti del Pd, fra i quali Valeria Fedeli, Andrea Romano, Franco Mirabelli, Debora Serracchiani, Filippo Sensi, e del Gruppo Misto (Liberi e Uguali – Ecosolidali) come Loredana De Petris e Sandro Ruotolo; alcuni candidati al cda, come Daniela Tagliafico e Stefano Menichini, oltre a rappresentanti di Ordine dei Giornalisti, Inpgi e numerose associazioni e comitati, come Articolo21, No Bavaglio, Indignerai, Unione Cattolica Stampa Italiana.      

“I prossimi tre anni di consiliatura in Rai  saranno complessi – ha sottolineato Laganà, ringraziando tutti i dipendenti dell’azienda pubblica per il loro impegno e professionalità dimostrati anche nel periodo della pandemia – occorre unità di fronte ai percorsi comuni e per questo mi rivolgo anche ai sindacati”. Poi ha rivolto “un appello anche ai politici: guardate anche internamente per scegliere ad e presidente, ci sono ottime figure manageriali in grado di guidare la Rai con professionalità attraverso le sfide tecnologiche, industriali ed editoriali e ci sono figure di garanzia con una visione europea, in grado di garantire l’indipendenza”.   

La data del presidio di oggi, il 16 giugno, “non è stata scelta a caso, ma perché un ragazzo compie 30 anni e vive suo secondo compleanno il carcere, dov’è da 16 mesi – ha ricordato Vittorio Di Trapani, segretario Usigrai -. Chiediamo che Patrick torni in libertà, non si può più accettare la politica del silenzio. Bisogna parlare costantemente della sua vicenda, e può servire molto anche l’iniziativa di Amnesty, concedergli la cittadinanza onoraria di varie città italiane”. Battaglie come queste “sono quelle che deve portare avanti il servizio pubblico. Arrivare al più presto alla nomina di vertici di alto livello “serve per rilanciare la mission della Rai e la riforma della governance, per liberarla dall’influenza del governo e della politica”, ha sottolineato.

Giulietti, propongo a Draghi di fare presidente Laganà – “Siccome sono un provocatore, propongo a Draghi,  se vuole fare una cosa innovativa, di prendere l’unico consigliere nominato, Riccardo Laganà, eletto dai dipendenti del servizio pubblico, liberamente da ogni partito e di farlo presidente della Rai”. E’ la proposta avanzata dal presidente della Fnsi Beppe Giulietti intervenendo al presidio convocato a Piazza Santi Apostoli con l’Usigrai per chiedere l’elezione al più presto dei nuovi componenti del Cda e rilanciare l’impegno per la liberazione di Patrick Zaki, nel giorno del 30/o compleanno  del giovane studente rinchiuso in carcere in Egitto da più di un anno.

“Zaki è in quel carcere per le sue opinioni, per le sue critiche a un regime che ha torturato e ucciso Giulio Regeni” ha ricordato Giulietti. A sostegno del presidio, erano presenti, fra gli altri,  esponenti del Pd, fra i quali Valeria Fedeli, Andrea Romano, Franco Mirabelli, Debora Serracchiani, Filippo Sensi, e del Gruppo Misto (Liberi e Uguali – Ecosolidali) come Loredana De Petris e Sandro Ruotolo; alcuni candidati al cda, come Daniela Tagliafico e Stefano Menichini, oltre a rappresentanti di Ordine dei Giornalisti, Inpgi e numerose associazioni e comitati, come Articolo21, No Bavaglio, Indignerai, Unione Cattolica Stampa Italiana.    

Rispetto alle nomine Rai, “il presidente del Consiglio dia un segno, dimostri che rompe sul serio con il passato, faccia vedere che non c’è paura – ha aggiunto Giulietti -. Non ne faccio una questione di nomi, se vuole cambiare realmente, nomini l’unico consigliere che non è riconducibile al governo o alle forze politiche”.

Fedeli: Urgente eleggere vertici e proseguire riforma – “Proprio ieri il Partito Democratico nella conferenza dei capigruppo in Senato ha chiesto alla presidente Casellati di raccordarsi con il presidente della Camera e indicare entro il mese di giugno la giornata per le elezioni di nostra competenza per i vertici Rai”. Lo ha detto Valeria Fedeli, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza Rai, intervenendo al presidio a Piazza Santi Apostoli convocato dall’Usigrai d’intesa con la Fnsi per chiedere l’elezione al più presto dei nuovi componenti del Cda e rilanciare l’impegno per la liberazione di Patrick Zaki, nel giorno del 30/o compleanno del giovane studente rinchiuso in carcere in Egitto da più di un anno, “una battaglia nella quale bisogna sempre di più coinvolgere anche la comunità internazionale” ha commentato l’esponente Pd.  

Venendo ai vertici Rai, Valeria Fedeli ha ringraziato “tutti i dipendenti e le dipendenti della Rai per l’impegno ad eleggere il loro rappresentante e faccio gli auguri a Riccardo Laganà che ha lavorato bene nel precedente consiglio di amministrazione. Non a caso è stato ampiamente rieletto e ci auguriamo vadano ad affiancarlo rapidamente i nuovi componenti del Cda che il Parlamento deve eleggere”. Come Pd “anche noi siamo molto preoccupati che questo ritardo faccia rimandare la funzione di rilancio della Rai di cui ha bisogno il Paese”. Quella di Viale Mazzini “è una mission pubblica necessaria all’Italia per accompagnarla nel processo di trasformazione che già sta avvenendo. Il compito del servizio pubblico è anche raccontare chi non possiamo lasciare indietro nella transizione digitale, nella qualità dell’informazione e nel rispetto dei diritti umani. Siamo anche già pronti oltre che al rinnovo del consiglio di amministrazione nel proseguire la riforma della governance della Rai. L’ottava commissione al Senato ha iniziato il suo percorso”.

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