Siae, appello alla Rai: Servono risorse adeguate, si recuperi l’extragettito del canone. L’azienda non disinvesta nell’audiovisivo

Per assolvere ai suoi compiti la Rai ha “bisogno di risorse adeguate”, in primo luogo il recupero dell’extragettito del canone: è l’indicazione della Siae, sostenuta dal vicedirettore generale Sergio Maria Fasano, ascoltato ieri sera dalla commissione di Vigilanza nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui modelli di governance e sul ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo.

“E’ giusto chiedere alla Rai – ha argomentato Fasano – di assolvere i propri impegni verso la creatività e la produzione di nuovi contenuti. Ed è giusto chiedere impegni sempre maggiori, efficaci, trasparenti, e spostare costantemente più in alto l’asticella degli obiettivi. Ma è altrettanto giusto mettere la Rai nella condizione di operare al meglio, con risorse adeguate ai propri duties e obiettivi: da una parte tagliando eventuali sprechi, eliminando le spese superflue e facendo sinergie, dall’altra assicurando le risorse economiche necessarie”.

Come riporta Ansa, la preoccupazione della Società degli autori ed editori è infatti legata al rischio che “gli effetti economici dell’emergenza sanitaria portino ad un disinvestimento dalla produzione audiovisiva italiana”.

L’auspicio è piuttosto che, “con il ritorno alla normalità, la Rai rimetta al centro della sua offerta il prodotto audiovisivo e confermi il proprio ruolo fondamentale nell’offerta di contenuti innovativi. In questo senso, risorse aggiuntive provenienti dall’extragettito del canone (dalle quali potrebbero essere raccolti fino a 180 milioni di euro) sarebbero fondamentali non solo per il sistema dell’audiovisivo, ma per consentire all’audiovisivo stesso di contribuire alla ripresa del sistema-Paese tracciata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Al riguardo, sarebbe fin d’ora importante e utile elaborare “linee d’incrocio” con l’investimento presente nel PNRR, pari a 300 milioni di euro, denominato “Sviluppo industria cinematografica (Progetto Cinecittà)” (nell’ambito del pilastro Industria Culturale e Creativa 4.0), investimento che ha l’obiettivo di potenziare la competitività del settore cinematografico e audiovisivo italiano, e che è finalizzato all’attenuazione dell’impatto sociale ed economico della crisi con l’obiettivo del potenziamento di crescita economica, occupazionale e competitività, anche agendo sulla formazione”. 

Nell’audizione, il vicedirettore generale della Siae – che è anche azionista della Rai, sia pure con una minima quota dello 0,44% – ha chiesto che la produzione originale di fiction, in gran parte concentrata su Rai1, abbracci “tutti i generi e tutti i canali” e che “tutto ciò avvenga nel più rigoroso rispetto del diritto d’autore”: in particolare, quando il recepimento della nuova direttiva europea sul copyright sarà completato, “con la trasposizione di tutta una serie di regole sui contratti degli autori e sulla trasparenza”.

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