Da decreto Sostegni bis 120 milioni i fondi per l’editoria. Più soldi e certezze per sgravi pubblicità, fissato budget anche per 2023

Conferma del credito di imposta sugli investimenti pubblicitari e aumento delle risorse per la norma per il 2021 e 2022 per giornali su carta e online e anche per le emittenti radio-tv locali e nazionali (Rai esclusa); introduzione di un nuovo credito di imposta per il sostegno della distribuzione di quotidiani e periodici nei piccoli centri; nuove voci ammesse al credito di imposta con il bonus edicole. Sono queste le norme di maggior rilievo del decreto Sostegni bis per la filiera della stampa. Resta invece per il momento ancora esclusa la norma relativa alle agevolazioni sulla carta, anche se non si può al momento escludere che possa rientrare nel corso dell’esame parlamentare del provvedimento. Approvato dal consiglio dei ministri lo scorso 25 maggio, il decreto stanzia complessivamente circa 120 milioni di euro per il comparto. Assegnato in prima lettura alla Camera, la prossima settimana inizierà il voto sulle proposte di modifica presentate. Rispetto ai 4 mila emendamenti depositati in prima battuta, i vari gruppi parlamentari sono giunti ad un accordo politico individuando 490 emendamenti su cui c’è accordo e sui quali si esprimerà la commissione Bilancio, per poi passare al voto dell’aula.

Vediamo nel dettaglio le norme previste provvedimento per il comparto.

Pubblicità. Si conferma il credito di imposta sugli investimenti pubblicitari limitatamente per gli anni 2021 e 2022, “nella misura del 50% del valore degli investimenti effettuati”. La norma prevede due novità importanti: aumenta gli stanziamenti, che salgono a complessivi 90 milioni di euro e sana le incertezze per le emittenti radio-televisive locali e nazionali. Il credito di imposta riguarda ora fino a 65 milioni per gli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici anche online (rispetto ai 60 milioni precedenti) e fino a 25 milioni per quelli su emittenti televisive e radiofoniche locali e nazionali, analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato. Il tetto di spesa comporta che nel caso di domande eccedenti la cifra fissata, si procede a riparto. L’aliquota effettiva per la stampa, per esempio, si calcola si sia attestata lo scorso anno tra il 20 e il 25%. Il decreto guarda però anche oltre il 2022 e autorizza fin d’ora la spesa di 45 milioni di euro (tetto di spesa) a partire dal 2023 in ragione di anno: 30 milioni per carta stampata e web e 15 milioni per radio e televisioni. Questa autorizzazione semplifica l’iter di assegnazione, che fino ad ora era demandato ad un decreto ministeriale ad hoc e dà certezza degli importi. A partire dal 2023 si tornerà nelle previsioni comunque al regime ante Covid (legge n.96 del 21 giugno 2017), con il credito d’imposta riconosciuto fino al 75% dell’incremento degli investimenti pubblicitari rispetto all’anno precedente per investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali. Tornando a oggi, per l’anno 2021 il decreto stabilisce che la comunicazione telematica va presentata nel periodo compreso tra l’1 e il 30 settembre 2021. Le comunicazioni telematiche trasmesse tra l’1 e il 31 marzo restano comunque valide.

Distribuzione di quotidiani e periodici nei piccoli comuni. Il decreto Sostegni bis introduce un nuovo credito di imposta a favore della distribuzione di quotidiani e periodici nei piccoli comuni e in quelli con un solo punto di vendita. Il credito di imposta, pari al 30%, riguarda le spese sostenute nel corso del 2020 dalle imprese editrici di quotidiani e periodici che abbiano stipulato accordi di filiera per assicurare la diffusione anche nei piccoli centri, comprendendo anche le spese di distribuzione e trasporto sostenute, al netto della percentuale di sconto per la rete di vendita del prezzo di copertina. Il credito di imposta non è cumulabile con il contributo diretto alle imprese editrici di quotidiano e periodici ed è utilizzabile solo in via di compensazione. Il tetto complessivo è fissato per questa voce in 60 milioni di euro; se le risorse dovessero rivelarsi insufficienti, si procederà a riparto tra i beneficiari in misura proporzionale al credito di imposta. Le modalità, i contenuti, la documentazione richiesta e i termini di presentazione delle richieste saranno stabilite mediante un decreto del presidente del Consiglio di concerto con il ministero dell’Economia entro 45 giorni dalla conversione in legge del decreto Sostegni-bis.

Bonus edicole anche per registratori di cassa. Il decreto Sostegni bis aggiunge, per gli anni 2021 e 2022, la concorrenza al credito di imposta fino a 2mila euro (che resta quindi confermato nell’ammontare) anche delle voci di spesa relative all’acquisto o al noleggio di registratori di cassa o di registratori telematici e di dispositivi POS, oltre a quelle per locazioni e spese per Imu, Tari, Tasi, Cosap.

Forfetizzazione rese al 95%. Confermata la forfetizzazione del reso dei giornali con Iva abbattuta al 95% di giornali e periodici. L’imposta sul valore aggiunto è in relazione al numero delle copie consegnate o spedite, diminuito a titolo di forfetizzazione della resa del 95% per i giornali quotidiani e periodici, esclusi quelli pornografici e quelli ceduti unitamente a beni diversi dai supporti integrativi. Una misura il cui valore si aggira intorno ai 21 milioni di euro.

Stop contributo 100 euro per abbonamenti a famiglie basso reddito. Il dl Sostegni bis abroga il contributo aggiuntivo di 100 euro annui sotto forma di sconto sul prezzo di vendita di abbonamenti a quotidiani, riviste o periodici, anche in formato digitale, a favore delle famiglie a basso reddito (sotto i 20 mila euro) che beneficiano del voucher per l’acquisizione dei servizi di connessione alla rete internet in banda ultra larga e dei relativi dispositivi elettronici.

Saltato per ora il credito di imposta sull’acquisto della carta. La conferma della disposizione era molto attesa dalle imprese editrici, ma la norma non rientra nel decreto Sostegni bis per la ferma opposizione del Movimento 5 Stelle che in consiglio dei ministri si è battuto per la sua cancellazione, nonostante figurasse nel testo all’esame del cdm un credito di imposta del 10% e fosse stata anche individuata la copertura necessaria (21 milioni di euro). Non si esclude che possa essere riproposta nel corso dell’esame del provvedimento, ma sull’esito pesa l’incognita politica.

App18 rinforzata. Al di là delle misure strettamente a sostegno della filiera della stampa va registrato l’aumento della dotazione da 150 a 220 milioni di euro per la App18 che consente anche gli abbonamenti a giornali, in formato cartaceo o digitale.

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