Apple Daily, dopo il blitz in redazione la polizia accusa il direttore e l’ad della società che controlla il tabloid pro-democrazia di Hong Kong

La polizia di Hong Kong ha accusato due dirigenti dell’Apple Daily, arrestati ieri con uno spettacolare blitz mobilitando 500 agenti, di “collusione con un Paese straniero o con elementi esterni per mettere in pericolo la sicurezza nazionale”, in base alla legge sulla sicurezza nazionale imposta a fine giugno 2020 dalla Cina all’ex colonia britannica.

Come riporta Ansa, si tratta di “un 47enne e di un 59enne”, si è limitata a dire la polizia, mentre la stessa testata ha individuato i due nel direttore del tabloid pro-democrazia Ryan Law e nell’amministratore delegato della holding di controllo Next Digital, Cheung Kim-hung.

(AP Photo/Kin Cheung)

Durante il blitz nella redazione, gli agenti hanno sequestrato computer e taccuini, nell’ambito della raccolta di possibili elementi di prova, dato che le autorità locali hanno spiegato che l’iniziativa era stata innescata da articoli che contenevano la richiesta di sanzioni contro il locale e quello della Cina. La mossa è stata la prima del suo genere contro i media, in forza della legge sulla sicurezza e basandosi sugli articoli apparsi sia sulla versione cartacea sia su quella digitale del quotidiano.

Dei cinque dirigenti arrestati ieri, la polizia ha spiegato che tre erano ancora in stato di custodia e sotto interrogatorio, mentre i due accusati di ‘collusione’ compariranno domani mattina in tribunale per l’udienza di convalida. Nel frattempo, l’elenco delle persone finite nelle maglie della legge sulla sicurezza nazionale si allunga e supera le 100 unità: di cui più di 60 hanno subito accuse formali, mentre la stragrande maggioranza si è vista negare la libertà su cauzione.

A ruba le 500mila copie dell’Apple Daily – Le copie dell’Apple Daily, il tabloid pro-democrazia di Hong Kong, sono andate a ruba nonostante il numero monstre di 500mila unità finite nelle edicole, invece delle tradizionali 80mila. All’indomani del blitz della polizia con 500 agenti nella redazione del quotidiano e gli arresti del suo direttore Ryan Law e dei vertici della società editrice Next Digital, gli abitanti dell’ex colonia hanno espresso la loro solidarietà per un’azione spettacolarizzata che mette a rischio la libertà di stampa, parte di un’indagine per verificare se alcuni articoli fossero una minaccia per la sicurezza nazionale cinese.

Il popolare giornale fondato 26 anni fa da Jimmy Lai, in carcere da fine 2020, combina interventi a favore della democrazia a pettegolezzi sulle celebrità e sulle indagini contro coloro che sono al potere: alcune edicole nel centro hanno già nel primo mattino pubblicato già l’annuncio del tutto esaurito per l’Apple Daily.

La polizia, oltre ai 5 arresti, ha congelato asset del valore di 2,3 milioni di dollari di beni di proprietà di tre società collegate alla testata. Il blitz di ieri è stato il secondo nella redazione del tabloid, dopo quello eseguito lo scorso anno con l’arresto del tycoon Jimmy Lai, attivista pro-democrazia e convinto critico di Pechino, proprietario di Next Digital che pubblica l’Apple Daily. Anche questa volta il giornale ha mandato in stampa un numero simile di copie a quello seguito all’arresto di Lai di agosto 2020.

La prima pagina di oggi ha riportato il raid con i 500 agenti, rimarcando l’avvenuto sequestro di 44 dischi di memoria come prova e l’indagine che, per la prima volta, mette nel mirino gli articoli dei media come potenzialmente in violazione della legge sulla sicurezza nazionale, imposta da Pechino a giugno 2020 in risposta alle proteste di massa pro-democrazia ddel 2019.

L’Ue e la Gran Bretagna hanno criticato il raid, una conferma di come la Cina stia usando la legge per reprimere il dissenso piuttosto che occuparsi della sicurezza pubblica, mentre gli Stati Uniti hanno affermato che l’uso “selettivo” della legge ha preso di mira “arbitrariamente” i media indipendenti.

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