Sileri: è dall’inizio della pandemia che si fanno errori di comunicazione e manca ancora programmazione

“È dall’inizio della pandemia che si fanno errori di comunicazione. E adesso manca la programmazione. Ricorda i tamponi, specie agli asintomatici? Anche nella comunità scientifica c’era chi diceva di sì e chi diceva di no. Problemi di comunicazione ci sono sempre stati a cominciare dall’Oms, specie su problemi nuovi. Sui vaccini succede anche a livello europeo: Ema non mette limiti su AstraZeneca, alcuni Paesi solo sopra i 55 oi 65 anni, Aifa fa una raccomandazione”. Il sottosegretario alla Salute Pier Paolo Sileri parla con il Fatto Quotidiano dei problemi di comunicazione relativi al vaccino Astrazeneca, entrando anche nel merito degli open day con Az per i “volontari” dai 18 anni in su e della successiva comunicazione “del ministro Speranza e di alcuni tecnici” che non si possono più fare i richiami con Az agli over 60, aggiungendo che “per gli under 60 potrebbero eliminare anche Johnson & Johnson”.

Pier Paolo Sileri

“Il numero degli eventi gravi con J&J è più basso – aggiunge Sileri – Anche nel Regno Unito è stato limitato l’uso di Az prima sotto i 30 e poi sotto i 40 anni a causa del possibile nesso con le trombosi trombocitopeniche. Così ai primi di maggio avevo proposto di limitarne l’uso per le donne sotto i 50 anni e per tutti sotto i 30. Diverso è il discorso per la seconda dose, perché il numero di complicanze è di gran lunga inferiore. Qui è giusto lasciare libertà di scelta a chi chiede Az, secondo una valutazione del medico, pur consigliando l’eterologa. Che va bene anche sopra i 60 anni, fermo restando che i vaccini a vettore virale, Az e J&J, sono sicurissimi per quella fascia d’età. E comunque dev’esserci una ragione medica”.
“Non ce l’ho con Speranza – prosegue il sottosegretario – semmai con certi ritardi di parte della struttura ministeriale. E il problema non sono le chiusure: è la mancanza di programmazione. Ai primi di maggio bisognava dire che, di lì a due mesi, si potrebbero togliere le mascherine all’aperto: se il 50 per cento è vaccinato con una dose, se non ci sono varianti pericolose, ecc. Bisogna guardare avanti. Per esempio potremmo dire ora se a ottobre riprendere le lezioni in presenza all’università, sempre che le vaccinazioni proseguano e non ci siano allarmi per le varianti. Ripartirà il campionato di calcio: vogliamo dire che gli stadi potranno riempirsi, non al 100 per cento, ma almeno al 25. Facciamo troppa navigazione a vista: un anno fa era inevitabile, con i vaccini alcune cose le puoi programmare. La programmazione delle aperture, per me, è stata la novità positiva da Draghi”

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Il nuovo numero di ‘Prima’ è in edicola e disponibile in edizione digitale

Il nuovo numero di ‘Prima’ è in edicola e disponibile in edizione digitale

Mercato pubblicitario in forte ripresa a giugno, +34,6%; nei primi 6 mesi +25,7%. Nielsen: Crescita robusta e ormai consolidata

Mercato pubblicitario in forte ripresa a giugno, +34,6%; nei primi 6 mesi +25,7%. Nielsen: Crescita robusta e ormai consolidata

TOP EDITORI iscritti ad Audiweb per ‘Total digital audience’. A maggio il podio è ancora per Rcs, Gedi, Mediaset

TOP EDITORI iscritti ad Audiweb per ‘Total digital audience’. A maggio il podio è ancora per Rcs, Gedi, Mediaset